• Federico Moffa

Campi sportivi tra gestione, idoneità e silenzi comunali

Aggiornamento: 14 mar

E’ davvero spiacevole dover constatare il totale silenzio dell’Amministrazione comunale a fronte di innumerevoli, ripetute richieste di intervento per ottenere la idoneità nell’uso dei campi sportivi e un sensibile complessivo miglioramento nella fruizione delle medesime strutture.

Mentre ci si mette in bella mostra per la foto opportunity sulla scalinata del Palazzetto dello Sport annunciando i lavori di manutenzione e di rifacimento di alunne porzioni usurate grazie ai finanziamenti della Regione Lazio, opera certamente necessaria, si lasciano marcire nei cassetti del Palazzo altre non meno rilevanti istanze.

Ci riferiamo, in particolare, a lettere protocollate da mesi, di cui forniamo nella pagina ampia documentazione, la cui rilevanza è fuori discussione.

Iniziamo con la idoneità di campi di calcio.

Verbale LND di NON IDONIETA’ del 23/09/2021

Ad ottobre dello scorso anno, dopo un sopralluogo dei tecnici della Lega nazionale dilettanti, fu fatta rilevare la insufficienza dell’impianto di illuminazione dello stadio Caslini, dove giocano la prima squadra della Società Colleferro Calcio, impegnata nel campionato di Eccellenza e le squadre di agonistica dall’under 14 all’under 19 e la società ASD Atletico Colleferro impegnata nel campionato di Promozione.

La struttura ospita anche la scuola calcio. Bene, nonostante si sia fatto rilevare che la dichiarazione di non idoneità (il verbale della Lega è insindacabile) impedisce l’uso del campo di sera per le gare ufficiali, con un danno evidente per le attività di agonistica e per ogni altra manifestazione sportiva che si voglia tenere nelle ore notturna, ci si rifugia in un colpevole silenzio.

Senza entrare nelle specifiche tecniche, si tratta di sostituire alcune lampade dei fari per aumentare la luminosità e rientrare nei parametri previsti dai regolamenti federali.

Niente di trascendentale, come si può immaginare.

Eppure, siamo ancora con fari a luminosità ridotta e insufficiente.

Il guaio è che la Società non può neppure intervenire direttamente per risolvere il problema, trattandosi di opere che spettano esclusivamente al Comune.

Numero di protocollo 0030897/2021 in data 18/10/2021

La Società, da parte sua, ha contribuito al rifacimento e al rinnovamento dei locali interni (spogliatoi, bagni, docce, palestra), rendendo, con una nuova tinteggiatura più accoglienti e gradevoli gli spalti di entrambi gli stadi, del “Caslini” e del “Di Giulio”.

Erano anni che le strutture non venivano sottoposte ad ordinaria manutenzione. Con l’ingresso della nuova proprietà tutto è cambiato.

Ma questo, evidentemente, non basta per richiamare l’Amministrazione ai suoi doveri nei confronti del movimento sportivo calcistico che, nella nostra città, richiama una fetta consistente di appassionati e muove l’interesse di numerose famiglie: tra scuola calcio e compagini giovanili sono centinaia i ragazzi che frequentano gli impianti, assistiti da staff tecnici e preparatori di alto livello.

E veniamo ad un altro tasto dolente.

All’inizio dei campionati, dopo la loro sospensione dovuta alla pandemia, la società ha rivolo al sindaco la richiesta di installare dei chioschi bar negli stadi.

Sono stati presentati i progetti e spiegati i motivi di una richiesta che risponde a necessità obiettive: i genitori che accompagnano i figli per la scuola calcio e i tifosi che seguono la domenica le gare sono privati di un semplice punto di ristoro; in più, durante le gare ufficiali, nell’intervallo delle partite, molte persone per rifocillarsi lasciano lo stadio per poi farvi rientro, con evidenti problemi di ordine pubblico, per non parlare dei controlli previsti per il Covid.

E’ bene precisare che la installazione dei chioschi sarebbe stata fatta a totale carico della società, senza nulla chiedere al Comune.

Invece, la risposta pervenuta dal dirigente della IV Area Funzionale lascia di stucco.

In essa si rileva, in sostanza, che l’installazione dei chioschi non essendo prevista nella convenzione sottoscritta tra la società di calcio e il Comune per la gestione degli impianti, non può essere consentita.

Come se una convenzione, con il relativo quadro economico (ammesso che quest’ultimo debba essere rivisto, dal momento che gli oneri di realizzazione sono a carico della società e si tratta di una struttura in legno, assolutamente rimuovibile) non possa essere aggiornata e modificata.

Ma tant’è.

Non c’è niente di peggio di chi non vuol sentire, oppure finge di ascoltare per poi fare quel che vuole.

Come se il Comune fosse la proprietà di qualcuno e non la casa di tutti i cittadini.

Lo stadio Andrea Caslini dopo gli interventi di manutenzione

Lo stadio Bruno Di Giulio dopo gli interventi di manutenzione


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