• Marco Sabene

CARO INVIATO, TI SALUTO

RICORDO DI ALFREDO PIGNA

La sua Domenica Sportiva rimane una delle più seguite di tutti i tempi, con punte che superavano i 9 milioni di telespettatori. Pigna si era raccontato così: "Faccio un mestiere che mi impone di lavorare allo scoperto su quel pericoloso palcoscenico che si chiama televisione". Alfredo Pigna se ne va e molti tra le nuove generazioni non sanno neanche chi sia. Forse non lo sappiamo nemmeno noi. Il palcoscenico delle trasmissioni sportive della RAI sembrava più uno spettacolo al circo con la sua conduzione: colori, tempi serrati e ritmo. Gli studi televisivi prima di lui somigliavano a uffici del catasto. Fu lui a volere la moviola - proprio l'apparecchio - in bella vista nello studio televisivo.

Nei suoi anni alla DS valorizzò il talento limpidissimo di Beppe Viola, impegnato in chiacchierate da antologia con Gianni Brera, e diede spazio - praticamente per primo - agli opinionisti, tra cui Helenio Herrera e Italo Allodi. Introdusse la moviola anche nello sci. Sotto la sua ala è cresciuta una generazione di professionisti, da Donatella Scarnati a Jacopo Volpi, da Claudio Icardi a Marco Franzelli. Nel 1972 intervistò una giovane ma ruvidissima Novella Calligaris scontrosa per posa, acida per naturale inclinazione. Eppure Pigna riuscì a tirarle fuori il suo amore per il nuotatore Massimo Nistri e l’odio viscerale per la sua rivale, la Bunschoten. Giocava a scopone scientifico con Sandro Ciotti, scrisse canzoni per lo Zecchino d’Oro, fu co-sceneggiatore - con il suo grande amico Dino Buzzati - del film di Tognazzi Il fischio al naso e partecipò alla sceneggiatura del più favoloso film mai realizzato, il "Viaggio di Mastorna" che Federico Fellini rinviò e rinviò e rinviò, come una maledizione che non doveva avverarsi. Guardare oggi Pigna vuol dire parlare di “mestieri” che forse non hanno più quel sapore: il conduttore, l’intervistatore e l’inviato, il curioso inviato. Spesso quando ci troviamo sui territori a cercare notizie e a documentare le situazioni più disparate ci poniamo la stessa domanda: ma cosa ci sto a fare qui? Cosa ci sto a fare quando le agenzie di stampa raccontano tutto comodamente dalle redazioni?

Cosa ci sto a fare se il racconto che offri spesso è il frutto di “indicazioni” di altri? Una volta eravamo gli occhi e le orecchie delle Testate Giornalistiche, una volta Pigna faceva assaporare il gusto delle interviste attraverso lo schermo “lo bucava”. Forse la pigrizia ha invaso redazioni, tipografie, stamperie. Ma più di tutto la pigrizia ha offuscato le nostre menti, quelle di chi un Giornale lo sa fare e avrebbe ancora voglia di scriverlo. Oggi Pigna non c’è più, quella tradizione del racconto in tv sta piano piano sparendo. Radio e Tv si specchiano nell’omologazione quando tutto il mondo chiede originalità.

Il racconto, cerca di emozionarmi per bene la prossima volta caro Inviato. Per ora ti saluto.

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