• Fermina Tardiola

Covid, quante narrazioni sbagliate

Mariano Bizzarri, oncologo del policlinico, contesta il protagonismo televisivo dei virologi.

“La vaccinazione eterologa è, sotto il profilo teorico, una grande idea. L'indice RT va cambiato”

Il Professor Mariano Bizzarri

Il professor Bizzarri non è virologo da tv, ha una lettura chiara degli avvenimenti di questo ultimo terribile anno e non le manda a dire. Oncologo, insegna all’Università La Sapienza di Roma, ha recentemente pubblicato su Nature uno studio in cui propone, al posto dell’Indice Rt, con cui tutti abbiamo familiarizzato, un Indice diverso, dinamico, che valuta la velocità dell’epidemia.

Intervistarlo non è facile perché procede per riflessioni complesse, non semplifica, traduce le questioni nuove che i cittadini hanno imparato a conoscere non in formule semplici ma in argomentazioni corpose, lontane da slogan e dalla “costruzione di narrazioni”, come usa oggi.

“La scienza ha poche certezze e molti dubbi, e procede per ipotesi. La confusione - afferma a fine intervista - nasce laddove si trasforma in dogma per legittimare scelte politiche, che i politici non sanno più fare. Eisenhower convocò i meteorologi per decidere lo sbarco in Normandia, ma poi decise lui: “un rinvio – disse - è un’ipotesi troppo amara da prendere in considerazione” e, autonomamente, decise.

Cominciamo dallo stato dell’arte: il caos su Astrazeneca, i protocolli che cambiano in corso d’opera, gli Open day, over 60 sì over 60 no. Come valuta tutto questo? I cittadini sono disorientati, domina una certa confusione, laddove servirebbe una comunicazione chiara.

Una premessa: le malattie si affrontano a livello di prevenzione, a livello di profilassi, a livello di terapie della fase iniziale o della fase terminale.

La prevenzione può essere primaria: evitare di andare incontro a quei fattori che scatenano le malattie; la profilassi è una forma di prevenzione attiva particolarmente sviluppata per le malattie infettive, che si basa fondamentalmente, ma non solo, sull’uso del vaccino.

Nell’ambito della profilassi è importante favorire quelle abitudini o quei trattamenti integrativi che aumentano le difese immunitarie e, per quanto riguarda la forma specifica, importanti sono i vaccini, essenziali per quelle malattie per le quali non abbiamo terapie efficaci come vaiolo o poliomielite. In questi casi è evidente che il vaccino debba essere obbligatorio.

C’è poi il caso di malattie invalidanti sul piano sociale: noi cerchiamo di contrastare l’epidemia da influenza anche con i vaccini perché, se avessimo 50 milioni di influenzati, si fermerebbe il paese.

Doverosa premessa: oggi?

Seconda premessa: l’epidemia da influenza del 2017 ha causato 24.000 morti ma i giornalisti non ne parlano, non è nell’agenda del politically correct: questa società ha relegato nel silenzio l’esistenza della morte, della sofferenza e si cullano le persone nell’illusione dell’immortalità. Io mi occupo di tumori e vedo morte ogni giorno, e quando il singolo riceve una diagnosi di questo genere entra in contatto con questo concetto rimosso: ora con il Covid è a livello sociale e collettivo che si è presa immediata contezza che abbiamo a che fare con una “valle di lacrime”.

Tornando al vaccino?

Questa è una patologia per la quale abbiamo delle soluzioni mediche, che in una piccola frazione, soprattutto di anziani innesca una reazione di tipo autoimmune con conseguenze drammatiche fino alla morte.

Se dall’inizio avessimo avuto più razionalità, avessimo provato a proteggere le fasce a rischio, e a sviluppare di più la terapia nelle fasi iniziali, avremmo evitato molti problemi: ciò non è stato possibile perché c’era molta confusione, perché i cinesi ci hanno ingannato, perché il ministro Speranza ci ha proibito di fare le autopsie, che avrebbero permesso di capire la reazione autoimmune e il disastro coagulativo successivo.

Non aver studiato e definito protocolli efficaci di terapia domiciliare ha avuto effetti devastanti.

Nel complesso, la gestione del Covid (ricordiamo che è stato impedito a Zambon di denunciare i ritardi, la non attuazione del piano pandemico, la confusione sulla comunicazione, il problema delle mascherine farlocche comprate ai cinesi, la confusione sui vaccini, le opinioni scambiate per verità assolute della “scienza” etc.) è stata disastrosa con conseguenze drammatiche.

Qualcuno dovrà rispondere penalmente di tutto questo. Come si dice in questi casi: confidiamo nella magistratura.

I piani qui si intrecciano: l’esame dei fatti, sorretto da riflessioni più ampie sul sacro, sul limite, sulla morte e sulla sua rimozione, si proietta su una dimensione politica e, più ampiamente, geopolitica. Ad inizio pandemia, Lei aveva segnalato, in un articolo sul Tempo, alla fine di marzo del 2020 le anomalie sui test di Wuhan e la possibilità che il virus fosse uscito accidentalmente dai laboratori e poi, a metà aprile, su Libero, i ritardi di Pechino e dell’OMS.

Oggi comincia a farsi strada, in uno scenario internazionale dai mutati equilibri, una nuova verità. Quanto abbiamo denunciato da allora non sembra più fantascienza, cioè l’idea che qualcosa non abbia funzionato nei laboratori cinesi, in cui è ormai accertato che si svolgano esperimenti gain of function (incremento di funzioni), vietati in Occidente. Così come emergono connessioni tra Peter Daszak, presidente della EcoHealth Alliance, i laboratori cinesi e Anthony Fauci.

Sulla grande stampa si comincia a porre la necessità di una indagine internazionale: La Stampa ad esempio chiede, adesso, la “verità sulla pandemia”.

Quali scenari si delineano in questo momento? Cosa sappiamo?

Sono stati sviluppati vaccini efficaci e si è dimostrato che l’immunità naturale, quella conseguita da persone che hanno contratto il virus, è un’immunità forte, stabile, che dura almeno 12 mesi; sappiamo che questi vaccini, con percentuali diverse, assicurano un’ottima copertura.

Abbiamo tre famiglie di vaccini fondamentalmente diverse: quello tradizionale, tipo AstraZeneca (d’ora in poi AZ), con un vettore virale a DNA che veicola l’antigene per far sviluppare la reazione contro la proteina Spike; i vaccini a MRNA, che sono quelli che, una volta inglobati dentro le cellule, producono la proteina Spike contro cui si produce poi la reazione e poi quello che, secondo me, è il migliore di tutti, lo Sputnik, che usa due vettori virali diversi.

In tal senso allora, alla luce di quello che mi sta dicendo, la vaccinazione “eterologa” non è qualcosa di curioso, saltato fuori dal cilindro all’ultimo momento?

La vaccinazione eterologa, nonostante si abbiano poche evidenze, è, sotto il profilo teorico, una grande idea. Io su questo sono d’accordo.

Però va spiegata. Per un cittadino non è facile capire “oggi ti faccio una dose di questo vaccino, poi cambio, poi ti dico che il richiamo è dopo un tot di settimane e poi cambio”. La sensazione delle persone è che ci sia un Far West. È qui che il professore fa questa importante distinzione tra gli ordini di argomenti dell’uomo di scienza.

La scienza ha certezze (poche) e avanza grazie a ipotesi che richiedono di essere verificate tramite sperimentazione. Importante è non confondere le prime con le seconde: le certezze, che sono poche.

In questo anno e mezzo – afferma – si sono mischiate le opinioni con le certezze: e questa è la prima confusione; e poi, e siamo alla seconda, qualcuno, appellandosi a dogmi quali ‘ce lo chiede l’Europa’ e ‘ce lo chiede la Scienza’, pretende di legittimare scelte politiche: è scorretto. Sulla base dei dati disponibili la politica deve assumersi le proprie responsabilità e decidere. Senza addossare a terzi (la “scienza”, assurta a vera e propria nuova e imperscrutabile religione) gli eventuali oneri.

C’è un CTS…

Arriviamo anche a quello. Il primo era ampiamente carente di molte figure specialistiche. Sarebbe stato meglio chiedere ai Rettori delle principali università di suggerire loro i nomi dei migliori.

Ha presente i telefilm americani, in tribunale: dica la verità, nient’altro che la verità, tutta la verità? Ecco, qui si dicono parti di verità ed è come dire una bugia. Facciamo un esempio: abbiamo presente la ragazza di 18 anni che è morta? La mia opinione è che non è accaduto a causa di AZ, non c’entra niente, sa perché?

Per le patologie pregresse?

Neanche. Aveva già un fattore di rischio e la ragazza non lo ha detto: lo capisco, perché se metti in testa ai giovani “fai il vaccino così torni libero” vanno tutti a farsi il vaccino.

Questo è il punto infatti…

Neanche quello spiega: la ragazza ha fatto il vaccino, dopo 4 giorni è andata da un medico che le ha prescritto una terapia bomba di estrogeni che è la terapia che noi diamo alle donne in menopausa. Dare quella quantità di estrogeni a una ragazza di 18 anni significa causarle un fatto tromboembolico sicuro. In tutto questo, capire la parte che ha avuto AZ è impossibile

Questo sulla stampa non è passato però.

Perché i giornalisti sono “vil razza dannata”.

La comunicazione su AZ è stata tale, volutamente, da ammazzare questo vaccino. ‘Se io le domandassi la sa l’incidenza di eventi trombotici con Pfizer?’ Superiore a quella di AZ, ma nessuno ne parla. Ormai si è costruita una narrazione, come si dice in gergo giornalistico, per la quale AZ è il male e tutto il resto è bene. Ma ormai queste sono battaglie di retroguardia e il giudizio si formerà in sede storica. Non abbiamo comprato Sputnik perché russo e così via…


Al punto in cui siamo, poste tutte le questioni – non poche – sul tavolo, quale valutazione complessiva dà?

Al punto in cui siamo ora il vaccino ha una sua utilità, al di là di come è stato gestito il tutto: soprattutto per gli over 60, mentre sono contrarissimo al vaccino ai giovani, e non sono il solo: in Germania ad esempio è proibito. Quindi dobbiamo completare le vaccinazioni, ci stiamo avvicinando all’immunità di gregge, anche ricorrendo all’eterologa. Le evidenze, nell’ambito di una vaccinazione di massa, le avremo a posteriori: la vita è sempre un bilancio tra certezze relative.

Il discorso che lei fa è molto ampio: dai fatti, la situazione attuale, al contesto culturale, la premessa iniziale sul sacro avvilito e rimosso e consegnato alla sfera del privato, fino ad arrivare alla geopolitica, al ruolo della Cina e alla positività della Lab-Leak Hypothesis…

Ma lei mi fa delle domande per cui le risposte durano tre ore però.

Ha ragione, ma lei sostiene tesi interessanti e difficili da sintetizzare. Le prometto che è l’ultima.

Un libro importante è Sars in China: Prelude to Pandemic, pubblicato nel 2005, a cura di A. Kleinman e J.L. Watson, in cui ci si chiede perché le epidemie degli ultimi 20 anni siano nate in Cina.

Tra gli eventi accaduti dopo questo allarme, la moratoria sugli esperimenti di incremento di funzione, dalle conseguenze imprevedibili. Moratoria, 2014: in quegli anni arriva Daszak che, in sostanza, fa fare il lavoro sporco ai cinesi che sviluppano il coronavirus, ingegnerizzato con un pezzo della Sars per il tramite di un vettore che è stato preso - udite udite - dal virus dell’Hiv, come ha detto il mio amico Montagnier.

E’ difficile seguire discorsi di questo genere, hanno dell’incredibile. Anche Montagnier, premio Nobel per la Medicina, a un certo punto è stato trattato come un complottista, per aver sollevato dubbi; a proposito della narrazione mainstream a cui accennava prima.

Viviamo in un mondo in cui il buonsenso è rovesciato: un mondo in cui hanno fatto passare quello che ha scoperto l’Hiv per un matto.

Questo stavo dicendo…

E che cosa vuole da me? Non sono io che comando. Facciamola una riflessione: non si è protetti neanche più dal fatto di essere Premio Nobel. E poi ci sono i virologi in tv: perché chiamate un certo professore virologo? Non lo è - lo scriva - si occupa di ortopedia e di igiene, ma non è un virologo. Per non parlare del suo H index. Perché non far parlare allora Remuzzi che ha un H index stellare?

Allora chi salverebbe tra queste nuove star tv?

Nel momento in cui accetti di andare in tv perdi lucidità. Un conto un’intervista ogni tanto, ad esempio Remuzzi, direttore del Mario Negri, grande scienziato, avrà fatto in tutto 5/6 interviste; Mantovani, idem. L’uomo di scienza è come il magistrato: il magistrato vero parla con le sentenze, noi parliamo con gli articoli scientifici. Esserci senza farsi vedere: dare consigli, offrire un ventaglio di scelte e poi farsi da parte, non che vai in televisione a parlare. Rendo l’idea? Non sarebbero mai dovuti andare. Tutte le sere le messe a San Gregorio, ma non è possibile! Ora la gente non li vede più.

Perché la gente è stanca e perché c’è stata un’informazione molto contraddittoria. L’uomo mediamente informato, come quello che si informa, trova difficoltà.

Qualunque Cassandra fa una brutta fine.

Da ultimo, quale programma per il futuro immediato? Non per tranquillizzare banalmente -non si può dopo tanta sofferenza - ma per costruire una cornice di senso nei prossimi mesi, nella consapevolezza che l’emergenza non è finita e per non vivere un’estate all’insegna del “liberi tutti”, nociva per tutti.

Oggi il punto decisivo è:

· vacciniamoci

· difendiamo la popolazione a rischio

· ridiamo dignità al medico di base, strutture e strumenti alla medicina di base perché qualunque malattia se la curi bene dall’inizio con protocolli seri eviti guai

· sviluppiamo di più strutture articolate e ramificate di terapia intensiva, venute meno per i tagli

· facciamo più bandi per assumere i giovani, i medici, gli infermieri, tra due anni mancheranno i medici.

Queste cose vanno fatte oggi per essere pronti a ottobre. Peraltro, darei più spazio ai tamponi salivari, più semplici e comodi, per alcune categorie si riduce l’errore e inoltre costa meno.

Una soluzione esemplare adottata per merito della Dott.ssa Capalbo nella Asl Marche Nord. Un vero esempio. Occorre migliorare l’attendibilità dei tamponi, oggi gravati da un elevato numero di falsi positivi (persone positive al test ma prive di virus, cioè non infettanti). Me ne sto occupando ora nelle Marche, in cui sono consigliere per questo progetto, con la Asl Marche Nord in collaborazione con la dottoressa Capalbo. Tale scelta nasce dal mio ruolo di segretario delle Società mondiali di patologia clinica: da ricerche in questo ambito è emersa la non sempre certa attendibilità dei tamponi ora in uso. Abbiamo costruito una “politica del terrore” anche basandoci su dati inaffidabili, come ha scritto il New York Times. E dal terrore, percepito e reale, si esce solo con scelte politiche chiare, non ondivaghe, e che i cittadini possano capire, perché ne va della loro vita. Tra Cassandre inascoltate e medici in tv, esperimenti lontani e virus vicini, c’è un mondo di capacità e una ricerca enorme che sostengono l’umanità, con competenza e dedizione.

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