• Alessandra e Cristiana Carrozza

Dietro lo scintillio dell'outlet un paese che non sogna più

Aggiornamento: 9 gen

Dalle realizzazioni del compianto Sindaco Miele a un presente privo di progetti. Malumore nella città.

“Lasciate ogni speranza o voi che entrate” scriveva Dante Alighieri nel canto della Divina Commedia dedicato all’inferno. È quanto viene di pensare ogni volta che si varca il casello autostradale della città di Valmontone.

Ma voi ve la ricordate Valmontone quella bella? Quella che faceva “sognare” tutti i paesi limitrofi, quella che negli anni da paesino di pascoli e case ha subito uno sviluppo impressionate, certamente legato ai progetti infrastrutturali e commerciali come il Valmontone Outlet, progetto dell’allora Sindaco Angelo Miele, che ha conferito fama e notorietà a Valmontone, accompagnato dalla nascita del parco giochi dell’avventura “rainbow magicland”, parco a tema che attira ogni anno milioni di turisti provenienti da tutta Italia.

Chi approccia a Valmontone per trascorrere del tempo al parco giochi, o per fare shopping, tornerà senz’altro a trascorrere una giornata di svago e divertimento, ma la realtà di questo paese, specie per i suoi residenti, non è solo lo scintillio delle luci dei negozi e parchi a tema, che anzi sono il tendone dietro al quale si cela una cittadina che non fa più sognare nessuno.

Ma facciamo qualche passo indietro nel tempo, Valmontone è stato più di tanti altri il paese della politica “BELLA”, che faceva sognare le persone, quella combattuta, ambita fortemente dai vari politici locali, la politica delle grandi promesse che più o meno venivano mantenute ma soprattutto, chi ha amministrato questo paese, aveva grandi ambizioni.

Ricordiamo tutti le parole dello storico Sindaco di Valmontone, Angelo Miele, il quale durante i suoi interventi sosteneva spesso che “la parola impossibile in politica non esiste”, teoria degna di chi ha sognato in grande per il suo paese ma che pure prima, chi l’ha preceduto, forse aveva medesime ambizioni che ripercorriamo brevemente: uno stadio sportivo per ospitare gli allenamenti di squadre di serie A, la famosa “città della musica”, polo urbanistico dedicato allo svago e alle attività ricreative giovanili, progetto presentato anche all’estero che aveva grandi vedute, forse, l’ambizione di essere a sua volta replicato da amministratori di altre città, e poi ancora l’università.

Tutti questi progetti sembrano quasi “di una portata troppo massiccia” se rapportati ad una cittadina quasi sconosciuta com’era Valmontone prima dei già citati progetti (parco e outlet) che l’hanno resa nota in tutta Italia.



Ebbene la voglia di vedere ‘grande’ questo paese ha reso possibili quasi tutti i sogni di chi l’ha amministrata.

Oggi però Valmontone è lontana da tutte queste ambizioni, oggi è un paese dove i sogni del passato hanno fatto strada agli ‘incubi’ del presente, i veri attivisti di questo paese sembrano essere gli stessi abitanti che raccolgono in più di qualche profilo pubblico tutti i problemi legati al loro paese, con lo scopo ammirevole di scambiarsi informazioni e supporto a vicenda, e perché no, offrire spunti all’amministrazione locale.

Così, incuriosite dall’intensa partecipazione a questi dibattiti social, abbiamo fatto una lunga analisi proprio di questi profili pubblici, delle informazioni che vengono raccolte, delle lamentele, delle discussioni che sono affrontate ogni giorno, (e non nascondiamo il desiderio di aver voluto scorgere anche qualche elogio per il lavoro dell’amministrazione che invece non ci risulta pervenuto!).

Emerge immediatamente il malcontento di chi vive questo paese e le sue difficoltà ogni giorno, la poca interazione da parte degli amministratori locali, e salta subito all’occhio lo scenario moderno che descrivono gli abitanti stessi di questo paese: abbandonate per sempre le grandi ambizioni infrastrutturali del passato, oggi l’ambizione più grande sembrerebbe essere la normale circolazione stradale “buche delle dimensioni di una piscina” si legge sfogliando i post di coloro che raccontano la quotidianità di questo paese, “topi enormi che scorrazzano come se fossero gatti randagi” ed ancora, “passeggiate serali che somigliano ad un set di un fil horror”, lampioni spenti, assetto urbanistico trasandato, ed inoltre, è recentemente emersa la problematica legata all’installazione di un semaforo nei pressi del casello autostradale dallo ‘spietato potere sanzionatorio’ che sta mandando in tilt il traffico cittadino, e la pazienza di chi si vede arrivare “multe eccessive” e sottratti tanti punti dalla patente di guida “in questo paese non ci metterò più piede”, scrive un signore amareggiato per la salatissima multa arrivata a sua madre anziana e sempre rispettosa del codice della strada.

Dunque, svilite dalle nostre ricerche social, ci chiediamo dov’è finita la politica che faceva sognare questo paese ed i suoi abitanti?

Perché i giovani non hanno strutture sportive e luoghi ricreativi, che fine ha fatto quella voglia di rendere questo paese “grande”?

Cari Amministratori del passato, che vi siete battuti per far grande Valmontone, vorremmo poter scrivere che questo è ancora il paese illuminato dai vostri sogni, ma da quel che appare ai nostri occhi la luce non c’è più, le strade sono al buio, si è passati dai grandi progetti al semplice “rattoppo” della buca fuori casa per garantirsi, forse, il consenso elettorale, o per saziare gli animi delusi di questi abitanti che hanno visto precipitare le loro aspettative nei confronti della politica locale, che torneranno sì a scegliere i propri amministratori ma che orami hanno smesso di credere nelle persone e forse prima nella politica.

E se la politica di questo paese non crede più nei sogni, ci auguriamo inizi a credere nella realtà perché dormire senza sognare è un mero atto fine a se stesso.


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