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Ecosostenibilità, il futuro del mondo è green


La società nella quale viviamo ha fatto dei passi “da gigante”.

In questo scenario, le aziende e le persone stanno comprendendo l’importanza del concetto di “sostenibilità ambientale” che coincide con una serie di azioni che fanno del “bene” all’ambiente circostante.

Questi atti possono riguardare tanto un livello individuale e allo stesso tempo collettivo (il fare, ad esempio, correttamente la raccolta differenziata), quanto uno istituzional-organizzativo (i governi e le aziende individuano le energie alternative come dei validi strumenti per rendere l’ambiente più sano e pulito). In quest’ultima casistica si inseriscono: l’energia solare, il fotovoltaico e gli impianti eolici.

Queste sovrastrutture richiedono ingenti investimenti che però con il tempo producono un ritorno sugli investimenti, non solo di natura economica ma anche ecologica e di salute.

Vivere in un ambiente più sano e pulito riduce il rischio di malattie e forma un contesto entro il quale le persone assumono la consapevolezza del fatto che in natura nulla è rifiuto ma tutto si riutilizza.

Così facendo le nostre città possono diventare più green ed ecocompatibili ma a questo atteggiamento individuale e collettivo se ne deve affiancare uno decisionale.

Nel 2035 si vogliono eliminare tutte le auto a benzina. Pertanto, i governi, le imprese e i mercati sono chiamati a potenziare le infrastrutture energetiche con consistenti investimenti per installare delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche almeno ogni 60 Km di strade.

Ad oggi, un’auto elettrica non è accessibile a tutti i portafogli economici, almeno nel contesto italiano dove il potere d’acquisto non sempre garantisce la finalizzazione di un acquisto di questa nuovo modo di concepire una vettura.

Se si crea la giusta mentalità e se i mercati agiranno in questa direzione, i prezzi delle auto elettriche possono diminuire, specie in un contesto normativo che impone che a decorrere dal 2035 non si acquisteranno più auto a benzina. Tutti andremo alla ricerca dell’elettrico e si potenzierà il paradigma della mobilità sostenibile.

Per le leggi dell’economia, al crescere della richiesta e dei volumi di produzione il prezzo unitario del prodotto deve diminuire.

Le richieste di questa tipologia di automobili cresceranno solo se le persone assumeranno la piena consapevolezza riguardo il fatto che costruire un ecosistema di strumenti tecnologici altamente integrato è possibile.

Il futuro, infatti e quasi sicuramente, vedrà tutte le nostre case alimentarsi con la luce del sole e sui nostri tetti installeremo dei pannelli solari e fotovoltaici. Nei nostri parcheggi privati troveranno spazio colonnine efficienti per la ricarica elettrica e non la semplice corrente di casa che impiega ore ed ore per fare il “pieno” all’autoveicolo. Tutto questo è possibile solo grazie all’azione delle ditte produttrici di queste moderne tecnologie ma anche dai governi e dai mercati; i primi dovranno destinare i fondi pubblici per creare da una parte le condizioni di sviluppo del fare impresa in maniera green e dall’altra prevedere delle agevolazioni economiche attraverso dei bonus.

Questi incentivi potrebbero motivare le famiglie italiane ed europee ad abbracciare il paradigma dell’ecosostenibilità a tutto tondo, a livello di vivere quotidiano. Su un altro versante, i mercati dovranno creare delle dinamiche affinché si moderino e si regolamentino i prezzi per poter accedere a queste nuove frontiere tecnologiche che segnano e segneranno il futuro del nostro vivere bene e sano. L’azienda Tesla nel 2023 sta prendendo proprio questa direzione; la società di Elon Musk ha ridotto i prezzi unitari delle vetture, con un conseguente incremento del 36% di vendite di autoveicoli nel primo trimestre del 2023.

Vogliamo migliorare il nostro mondo? Se sì, debbono intervenire alcuni agenti di ordine culturale, mentale ma anche economico che ci uniscano intorno ad un pensiero comune, riguardante il fatto che le infrastrutture sostenibili rendono energicamente efficienti i processi produttivi e le azioni quotidiane. Solo abbracciando questo paradigma tanto a livello micro (individuale) che macro (istituzionale, governativo e aziendale) che possiamo frenare il surriscaldamento globale, la deforestazione, la siccità andando a monitorare ancor di più quella che è la temperatura terrestre.

I danni l’uomo già li ha compiuti; speriamo non peggiori.

Dai disastri odierni è difficile tornare ad un mondo perfetto e pulito ma con le nostre azioni piccole e grandi possiamo concorrere a non peggiorare la situazione dell’aria che respiriamo.

È il momento di “rimboccarsi le maniche” e di agire ora per cambiare un sistema che vuol solo parzialmente proteggere l’ambiente e che a volte dichiara e comunica di farlo ma non agisce in tale direzione.

Le parole non contano, ci vogliono fatti concreti e da questi ne beneficeremo tutti.



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