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  • Rossana Del Zio

L'altra faccia dell'estremismo islamico

Aggiornamento: 11 gen

La visione del mondo da parte di alcune culture lontane dalle nostre è, a volte, disarmante e fa venire i brividi. In alcuni Paesi non molto lontani dal nostro, sono in grado di strumentalizzare, distruggere e violare il diritto dei bambini di vivere la loro spensieratezza in modo quasi naturale. Gli abusi sui minori che, nell’immaginario collettivo occidentale, si concretizzano essenzialmente in abusi che alterano il vissuto quotidiano di un comune bambino, in altri ambiti l’abuso stesso diventa quotidianità.

La percezione cambia totalmente e non solo confonde chi non è abituato, ma crea reazioni inaspettate da chi l’abuso lo subisce.

All’improvviso ci si rende conto che azioni così distruttive sono dirette a influenzare substrati culturali distanti radicalmente in modo subdolo e purtroppo efficace.

Sono bambini abusati dagli estremisti che insegnano loro che l’odio e la violenza fanno parte delle loro vite invece di lasciarli crescere tranquilli di poter giocare, esplorare il mondo, sognare e raggiungere, attraverso un’educazione pacifica e costruttiva, la realizzazione dei loro sogni.

La ricerca del “paradiso” passa attraverso l’istigazione dei minori a coltivare sentimenti di vendetta e odio, certi che il premio sarà grande e che per prima cosa renderanno orgogliosa la famiglia in caso di sacrificio personale. Anche se l’estremismo nelle comunità musulmane è una minoranza, il reclutamento dei bambini è una forma di educazione ampiamente utilizzata che li vede protagonisti di abusi psicologici e fisici che manipoleranno le loro vite per sempre.

E’ il destino di molti di loro in Syria, Iraq, Gaza in Palestina, Pakistan, Iran, Filippine, Egitto, Indonesia, Libano, Libia, Turkistan, Afghanistan a cui gli estremisti Jihadisti inculcano la cultura dell’odio facendo loro credere di essere dei leoni pronti a ruggire, lottare, vincere e conquistare il paradiso.

Ognuno ha un ruolo ben preciso tra cui purtroppo anche l’omicidio, e per le bambine sono riservati canali video in cui fare propaganda inneggiando alla Jihad, per altri compiere l’estremo sacrificio di farsi saltare in aria con una bomba come accaduto nel 2016 e per altri ancora vivere feriti e mutilati.

Frequentano i campi militari di addestramento per diventare soldati, dove dormono in camerate sporche e si svegliano all’alba e, dopo la preghiera, attraversano campi strisciando nella polvere, si mimetizzano nella natura, imparano a usare le armi.

Ma mentre marciano insieme, imbracciando un kalashnikov e urlano inni alla jihad, si danno coraggio, ma conservano i loro sguardi da bambini che forse si domandano davvero se quella è la loro vita perché se l’esperienza all’inizio riempie le loro giornate di divertimento, il tempo potrebbe concedere loro di ripensare ai sogni infranti per inseguire la follia dei sogni di qualcun altro. Non esistono partite di calcio, bambole, vacanze e pacifiche giornate a scuola o in famiglia, trascorrono intere giornate a guardare video di azioni degli estremisti, i sermoni degli imam, o propaganda fatta in polverose città ubicate chissà dove o sui canali YouTube, con istruzioni ben precise e piani di esempi affinché sia chiaro che esiste solo un obiettivo di quella educazione: distruggere chi non è come loro.

Ed è proprio così che centinaia di migliaia di bambini, inconsapevolmente, si impegnano a raggiungere qualcosa che non conoscono sul serio, pronti provocare dolore e morte.

Il problema serio è che nel tempo si trasformano in strumenti di propaganda mirata in tutti i Paesi Occidentali attraverso le numerose comunità islamiche i cui figli inculcano quelle idee e quel modus operandi, che li caratterizza, in altre giovani menti malleabili e fragili.

L’estremismo è in crescita in tutto il mondo e coinvolge quasi tutte le razze, le religioni e le ideologie politiche, ma in alcune comunità la pratica di utilizzare i bambini è qualcosa che va fermata con ogni mezzo.

Molte associazioni nel mondo stanno cercando di contrastare questa pratica diffusa che ignora totalmente il fatto che l'infanzia dovrebbe essere un momento speciale nella vita di una persona. Un tempo per crescere e giocare, per esplorare e conoscere il mondo. Tutti i bambini meritano un'educazione pacifica e l'opportunità di perseguire una vita significativa in cui gli adulti dovrebbero portarne un sano esempio. Purtroppo, non si è mai sicuri abbastanza.

rdelzio.ilmonocolo@gmail.com



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