• Marco Caridi

L'illusione del tempo

Aggiornamento: 30 nov 2021

Il tempo è sempre stato oggetto di dibattito ed argomento di discussione, ma la domanda che sorge spontanea lasciando incertezza ed interrogativi nelle nostre menti è: il tempo esiste o non esiste?

Sant’Agostino lo definì come un qualcosa che si conosce ma che non si sa spiegare: “Che cos'è il tempo?

Se non me lo chiedi lo so, se invece mi chiedi che cosa sia il tempo, non so rispondere”.

Lo descrive come una necessità dell’uomo di giustificare le proprie limitazioni nel percepire il mondo che lo circonda.

Secondo Newton il tempo scorre indipendentemente da ciò che accade nell’universo; Aristotele sostiene invece che il tempo scorre soltanto nel momento in cui c’è movimento, chi è fermo ferma anche il tempo.

A mettere d’accordo entrambi fu Albert Einstein con la teoria della relatività con cui ha sancito che il tempo è differente per ogni elemento dell’universo, tutto è relativo ed ognuno di noi ha il proprio tempo.

L’uomo invece che significato da a questa grandezza? Nel vivere quotidiano usa frequentemente modi di dire del tipo: il tempo vola; non si deve perdere; è denaro; cancella ogni ferita; si ammazza addirittura!

Esprime in questo modo il bisogno di definire il tempo, di calcolarlo, di fermarlo come un treno che lo accompagna viaggiando verso un’unica direzione, senza possibilità di ritorno. Ed allora la domanda tuona ancora: Che cos’è quindi il tempo?

Sotto certi punti di vista sicuramente una convenzione umana, quella dimensione necessaria per dare sequenzialità alle cose che succedono.

Del resto il significato più accreditato alla parola “tempo” è quello di dividere, separare, a rimarcare il fatto che la sua caratteristica principale è quella di poter essere diviso utilizzando ogni metrica come i giri intorno al sole, il giro della Terra su se stessa, dividendo tale intervallo in ore, minuti secondi, ecc. ecc. senza mai raggiungere l’unità.

Da un punto di vista più vicino alla scienza invece il tempo non solo è una convenzione umana, ma non esiste come entità comune per tutti gli esseri viventi, se esiste è un qualcosa di personale: ognuno possiede il proprio tempo.

Un grande fisico austriaco Ludwig Boltzmann, definì una grandezza correlata allo scorrere del tempo denominata entropia.

L’entropia è una misura del livello di disordine e tutti i fenomeni del nostro vivere quotidiano sono "figli" di quello stato iniziale e di quella iniziazione dell'universo detta Big Bang che ha avviato un processo di "andare allo scatafascio", come un bicchiere che cade in terra e si fa in mille pezzi. Allo stesso modo ci si trova nel bel mezzo di questa esplosione, la deriva dell’universo, che Eddington chiamò “Freccia del tempo”.

Le stelle del resto emettono la luce e non la assorbono.

Le frittate non si ritrasformano in uova integre. Si ricorda il passato, non il futuro, e si diventa vecchi e decrepiti e non giovani e pimpanti.

E’ tutta colpa della luce! La luce viaggia ad una velocità stratosferica di circa 300.000 chilometri al secondo.

E’ un numero grandissimo se si pensa che un jet viaggia a soli, 0.6 chilometri al secondo. Eppure il fatto che la velocità della luce, per quanto grande, non sia infinita ha determinato una rivoluzione nell’universo.

Il mondo visto con gli occhi di un bambino a questo punto vorrebbe senza ombra di dubbio sentire quelle parole magiche che esortano e suscitano curiosità: facciamo un esperimento!

Quando guardiamo il nostro cagnolino quale meccanismo ci consente di vederlo? La luce ha colpito il cagnolino, ed è quindi rimbalzata ed entrata nel nostro occhio.

Ebbene, quel raggio di luce ci ha messo un po’ di tempo per percorrere le distanze che c’erano fra noi ed il cagnolino. Quel tempo è stato piccolissimo ed è naturale considerarlo praticamente zero.

Da un punto di vista matematico, però, un tempo piccolissimo non è un tempo nullo; rimane comunque un elemento essenziale della trama del tempo. Il nostro occhio pertanto ha visto il cagnolino in leggerissimo ritardo.

Noi non vediamo mai quello che accade mentre accade, vediamo quello che è accaduto un ‘pochino’ prima, dove questo pochino può essere piccolissimo ma non è mai zero.

In pratica, noi vediamo sempre cose del passato!

Il presente non corrisponde con il momento della nostra percezione sensoriale degli eventi.

Un pianeta a poco più di 200 anni luce osserverebbe la Rivoluzione francese e un mondo popolato di persone che per il nostro tempo non esistono più.

Un altro a 2000 anni luce potrebbe vedere in diretta le vicende epiche dell’Impero Romano.

Infine una galassia distante 65 milioni di anni luce assisterebbe alla cancellazione dei dinosauri.

Non solo, ma addirittura se siamo sul livello del mare il tempo scorre più lentamente di quello misurato da chi sta in montagna.

Lo scorso anno un team di studiosi a Tokyo ha dimostrato che il tempo sulla cima di un grattacielo alto 634 metri, scorre più velocemente di 4 nanosecondi rispetto al suolo.

Debolissimi, nascosti, sovrapposti, quasi impossibili da catturare, eppure ci sono: quei raggi di luce non si cancellano mai.

Tutta la nostra storia continuerà a viaggiare per l’Universo come un lunghissimo nastro che alla velocità della luce mostrerà tutti i momenti che abbiamo vissuto, raggiungendo ogni punto, anche il più sperduto.

Con lo scorrere del tempo il nastro procederà e continuerà ad affidare a delle particelle tanto piccole da essere invisibili, ma così ben organizzate da creare, insieme, una meravigliosa sinfonia di vita.

Questi corpuscoli minuscoli chiamati fotoni custodiranno e trasmetteranno il ricordo e la vita di ogni essere vivente.

Finché il Cosmo sarà in vita lo sarà anche il nostro ricordo di una civiltà comunque straordinaria, vissuta per un tempo brevissimo ma mai cancellata dalla memoria del Cosmo.

Questo perché siamo energia e l'energia rispetta il principio universale dell'equità e dell'assoluta imparzialità. Non vi è modo alcuno per veicolare la sua proprietà a specie da favorire.

Chi pensa di esservi riuscito, meglio che desista perché prima o poi il sommo principio farà il suo corso, l'energia non ammette padroni.


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