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La fragilità della terra vista dallo spazio, l’astronauta Cheli partecipa al progetto BG4SDGs

Nel 15esimo appuntamento di BG4SDGs la Banca del Leone ha posto l'attenzione sulla salvaguardia del pianeta e in particolare ha affrontato alcune delle tematiche relative al 15esimo SDGs "Vita sulla Terra"

Se guardi la Terra dallo spazio problemi come la deforestazione, la siccità o lo scioglimento dei ghiacciai si trasformano da concetti astratti in vere immagini.

Queste le parole dell’astronauta Maurizio Cheli che ha partecipato ad un nuovo ciclo di incontri BG4SDGs promosso da Banca Generali per la sostenibilità e la salvaguardia del pianeta.

“Una linea blu sottile all’orizzonte con alle spalle il buio dell’universo: stiamo parlando dell’atmosfera e di quanto essa sia simbolo della fragilità del nostro Pianeta” ha raccontato l’astronauta e pilota durante l’intervista organizzata dalla banca guidata dall’Ad Gian Maria Mossa nell’ambito del ciclo di incontri dedicati alla sostenibilità e all’innovazione.

Nel 15esimo appuntamento di BG4SDGs la Banca del Leone ha posto l’attenzione sulla salvaguardia del pianeta e in particolare ha affrontato alcune delle tematiche relative al 15esimo SDGs “Vita sulla Terra” con il punto di vista di un astronauta andato nello spazio, vero e proprio laboratorio di conoscenza e che offre sperimentazioni in campo biologico e tecnologico.

“Lo spazio si offre oggi come laboratorio di ricerca e di sviluppo di soluzioni in diversi campi della conoscenza umana con l’obiettivo di far fronte a quel divario tecnologico che ancora ci divide dal raggiungimento degli obiettivi presentati nell’agenda ONU 2030” ha commentato Cheli.

La deforestazione e la desertificazione – causate dalle attività dell’uomo e dal cambiamento climatico – pongono sfide considerevoli in termini di sviluppo sostenibile, e hanno condizionato le vite e i mezzi di sostentamento di milioni di persone che lottano contro la povertà. Si stanno compiendo molti sforzi per gestire le foreste e combattere la desertificazione. Le foreste coprono il 30 per cento della superficie terrestre e, oltre a offrire cibo sicuro e riparo, esse sono essenziali per il contrasto al cambiamento climatico, e la protezione della biodiversità e delle dimore delle popolazioni indigene. Tredici milioni di ettari di foreste vanno perse ogni anno, mentre il persistente deterioramento dei terreni ha portato alla desertificazione di 3,6 miliardi di ettari”, ha evidenziato l’astronauta.


“Quando voli nello spazio a bordo di uno shuttle ti accorgi di essere all’interno di un mezzo senza il quale non potresti sopravvivere. Se guardi poco più giù, un pianeta in viaggio con circa 8 miliardi di persone. Ed è proprio in quel momento, quando guardi la Terra, che siccità, deforestazione, inquinamento, scioglimento dei ghiacciai si trasformano in immagini che abbandonano la mera forma di concetti astratti” ha concluso Cheli.




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