• Ivan Quiselli

Non si placano le polemiche sull'impianto di biodigestione

Scienza complicata quella che vede contrapposti da una parte la sostenibilità ambientale e, dall'altra, lo sviluppo del territorio e che, nelle ultime settimane, ha acceso il dibattito ad Anagni - e anche in diversi Comuni viciniori - intorno all'ipotesi di realizzazione nella zona industriale, nel cuore della Valle del Sacco, di un impianto di biodigestione in grado di trattare 84mila tonnellate annue di rifiuti organici.

Distretto industriale di Anagni

Una discussione anche - e soprattutto - politica, promossa sui mezzi di comunicazione che hanno dovuto faticare non poco per star dietro a dichiarazioni di maggioranza ed opposizioni, note e comunicati stampa, prese di posizione a favore e contro: certo, un fatto positivo, privilegio di democrazia, che - però - ha ingenerato forse un po' di confusione nella cittadinanza, complici anche repentini cambi di rotta e/o passi indietro sull'argomento... come quello del sindaco di Anagni, l'avv. Daniele Natalia, inizialmente a favore del progetto poi, più o meno di punto in bianco, improvvisamente contrario.

Commendevole la motivazione: "diciamo "no" perché è nostra intenzione rispettare la volontà popolare: saremo garanti del miglioramento della qualità dei cittadini"; per quanto, c'è da dirlo, non sono mancate lingue velenose ed insinuanti che hanno visto in questo dietrofront più la necessità di arginare la grave perdita di consensi che la reale volontà di tutelare ambiente e territorio.

La battaglia, intanto, continua e, in prima linea, ci sono le associazioni, per niente intenzionate ad arrendersi, neanche davanti alla notizia - giunta a metà ottobre - del respingimento del ricorso da parte del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio del procedimento regionale per la realizzazione del biodigestore.

“Le possibilità di ottenere un accoglimento erano pochissime – aveva commentato l’avv. Luca Santovincenzo, presidente dell'associazione Quartiere Cerere – ma abbiamo comunque ritenuto doveroso provarci per tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente del nostro territorio.

La nostra battaglia – pertanto – non si ferma qui".

Tutti decisi a battersi, dunque, come si legge anche in una nota del coordinamento per l’Ambiente di Anagni e Colleferro, "affinché la sciagura di un biodigestore sovradimensionato e collocato nel territorio meno indicato non si realizzi: il nostro coordinamento, e ogni comitato o associazione, così come i cittadini preoccupati, non possono che essere soddisfatti della nuova scelta del sindaco di Anagni che, adesso, siamo sicuri, esprimerà parere negativo per renderla concreta, esercitando un contrasto effettivo, finalmente a legittima difesa della salute e degli interessi dell’intera comunità, prima che il procedimento si chiuda con l’ AIA (autorizzazione integrata ambientale)".




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