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Sociologia dei trasporti, aspetto cruciale della globalizzazione

Oggi le persone sono sempre più vicine e sempre più connesse. Nasce così la letteratura dei trasporti e della mobilità

Da quasi trent’anni parliamo di globalizzazione. Questo termine si designa con il processo secondo cui tutto (merci e persone e capitali economico-finanziari) si spostano da una parte all’altra del globo ad una velocità qualificabile come spaziale.

Il motore di avviamento di questo processo è da ricondursi all’avvento della rete Internet su larga scala prima e a quello della digitalizzazione. Si pensi soltanto alla mission che portò nel 2004 alla nascita del social network Facebook.

L’obiettivo di questo canal social è il seguente: “Giving people the power to build community and bring the world closer together”, che tradotto in italiano sta a significare “Dare alle persone il potere di costruire comunità e avvicinare il mondo”.

I social hanno cambiato le regole della comunicazione e della socializzazione. Questi ultimi due meccanismi si sono dilatati con i fenomeni migratori degli ultimi 10-11 anni.

Oggi vi è una sorta di modello melting pot, in cui la comunicazione e i meccanismi socializzativi sono diventati globali, di larga scala e di ampio respiro. In questo scenario gli studiosi hanno dato vita ad una nuova disciplina che studia le interazioni sociali in specifici contesti di vita (i mezzi di trasporto), ovvero la sociologia dei trasporti e della mobilità internazionale.

Si tratta di una nuova arena di studio, tutta da esplorare; in questa sede scientifica l’obiettivo degli studiosi è quello di comprendere come nascono e come si verificano le interazioni interpersonali durante un normale viaggio sui mezzi di trasporto, che siano metrò, bus, aerei e navi. A questi mezzi, oggi va aggiunta anche l’autovettura, la quale ha perso quei connotati privati. Si pensi soltanto ai servizi di car sharing presenti nelle grandi città, dove nessuno è proprietario del mezzo e dove tutti contribuiscono, o meglio tendono, a lasciarlo pulito e curato per l’automobilista successivo.

Nel car sharing non c’è però alcun meccanismo socializzativo, come nell’auto privata in cui le relazioni sociali sono pari a quelle che si verificano in altre agenzie di socializzazione, come: la famiglia e il gruppo dei pari.

Oggi viaggiare in aereo, in bus o in treno per recarsi a lavoro o in università può abilitare a far nascere nuove amicizie o nuovi rapporti professionali. In questi contesti di socializzazione provvisoria possono sorgere delle amicizie permanenti o delle collaborazioni lavorative.

Gli studiosi vogliono oggi comprendere le vere dinamiche di queste relazioni interpersonali che da temporanee possono diventare permanenti.

L’aspetto piacevole di questi meccanismi socializzativi risiede nel fatto che sui mezzi di trasporto si possono incontrare persone di culture, tradizioni, usi e costumi totalmente diversi dai nostri.

Ciò costituisce un arricchimento culturale che va, se ovviamente l’individuo ha una predisposizione alla socialità, rafforzando il patrimonio sociale e umano di ciascuno di noi.

Nell’era della globalizzazione dobbiamo saper sfruttare questa opportunità che può consentirci di incrementare le nostre relazioni interpersonali con conseguenze positive e dirette sulla nostra identità individuale e sul nostro stare al mondo e nei contesti comunicativi.



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