• Marco Caridi

TARGHE ALTERNE SI, TARGHE ALTERNE NO

Oggi in Europa ogni vettura contribuisce per un 12% alla produzione umana di anidride carbonica (biossido di carbonio spesso detto CO2) che pur non essendo l'unica sostanza inquinante emessa da una vettura, ne rappresenta la parte predominante che contribuisce a danneggiare la nostra atmosfera (riscaldamento globale).

Le vetture, oltre 900 milioni circa ad oggi in europa producono in media centoventi grammi di CO2 per ogni chilometro percorso. Ma quali sono i retroscena di questi numeri ? Come si calcolano nelle aree urbane sia di grandi metropoli che di cittadine come la nostra Colleferro ?

Un possible chiarimento è dato dalle normative stesse. E’ noto che quando si acquista una autovettura viene sempre indicata, persino in pubblicita’, la sua classe ambientale: ci sono vetture euro 6, euro 5 ecc ecc. La classe di ogni autovettura rappresenta un limite alle emissioni di gas nocivi e particolato, tale limite e’ imposto ai costruttori di automobili e sta diventando sempre piu stringente nel tempo. Entro il 2021, per esempio, tutte le case costruttrici dovranno adeguare i modelli auto a restare entro la soglia di 95 grammi di CO2 per chilometro.

Tuttavia l'etichetta ambientale di una autovettura non dimostra che per tutta la sua vita produrrà esattamente e sempre quel valore di anidride carbonica. Il valore euro “tal dei tali” di una vettura rappresenta semplicemente un valore medio misurato in opportune predefinite condizioni di guida. Quanto una vettura realmente inquina potrebbe solo essere misurato caso per caso essendo dipendente da numerosi fattori tra cui lo stile di guida. Per queste ragioni una vettura etichettata euro 6 potrebbe, con una guida eccessivamente sportiva, emettere anche piu di 120 grammi di anidride carbonica per km percorso previsti dalla casa costruttrice. Pertanto paradossalmente puo’ inquinare di piu’ una euro 6 di una euro 4 guidata in modalita’ ecosostenibile.

A tutto questo si aggiunga che, ad influenzare il rispetto del dato della casa, sono anche i malfunzionamenti dei numerosi sensori di cui ogni vettura e’ dotata, ovvero del suo stato di salute. Ecco perche’ anche la manutenzione incide pesantemente nell’impatto ambientale “reale” di una autovettura.

Quali contromisure sono stati prese ad oggi dai governi nazionali e locali?

Allo stato attuale è noto che in determinati centri urbani per limitare l’inquinamento atmosferico all’interno di una determinata area geografica vengono imposti dei limiti per l’emissione dei gas di scarico per i veicoli circolanti. In caso di mancato rispetto, il conducente è passibile di multa. Quindi da una parte vi è l’esigenza, da parte ad esempio degli agenti di polizia municipale, di controllare il rispetto di questi limiti all’interno di specifiche zone geografiche e, dall’altra, l’esigenza del guidatore di sapere se effettivamente il proprio veicolo rispetta tali limiti e quindi può in tutta tranquillità circolare nelle zone sopra specificate senza il rischio di incorrere in sanzioni.

Tutto ciò si presenta alquanto difficoltoso e complicato, in quanto per verificare effettivamente che un veicolo rispetti i limiti imposti o prefissati è necessario fermare il veicolo, portarlo in un’officina autorizzata in grado di misurare i valori dei gas di scarico e verificare se i limiti prefissati sono rispettati.

Questo comporta un aggravio, sia in termini di tempo e sia in termini di costo, per eseguire l’intera operazione, oltre ovviamente a limitare notevolmente il numero dei veicoli che è possibile controllare. Pertanto i limiti imposti o prefissati sono quelli dettati dalla normativa vigente del luogo in cui il veicolo transita e che può essere una normativa di tipo locale (ad es. un regolamento comunale), oppure una normativa nazionale (quindi ad esempio una legge o un decreto nazionale) oppure ad esempio una direttiva comunitaria recepita nel paese stesso per paesi appartenenti alla Comunità Europea. E' per queste ragioni che gli enti semplificano la limitazione usando: le targhe alterne, l'etichetta energetica:, i bollini.

E’ evidente che cosi non puo’ funzionare! Nasce pertanto l'esigenza di controllare puntualmente lo stato delle emissioni delle auto circolanti nelle zone controllate di ogni centro urbano, creare statistiche che consentano ai governi locali di intervenire nelle configurazioni urbane, sensibilizzare i cittadini stessi di quanto stiano inquinando magari fornendo loro uno strumento in auto, oltre la limitata spia iniezione del cruscotto, che identifichi semplicemente lo stato delle emissioni un po come il limite di velocità ed indurlo a rivedere sia il proprio stile di guida che ad effettuare verifiche periodiche.

Un modo semplice ma poco efficacie di controllare le emissioni e lo stato di manutenzione della iniezione elettronica e’ quello di utilizzare uno strumento diagnostico detto “scantool”, ad uso manuale, che collegato alla presa diagnosi della vettura e’ in grado di segnalare i problemi.

Poiche’ mancare nella manutenzione della iniezione elettronica puo’ causare un aggravio delle emissioni della vettura, in USA per legge, tanto per raccontarne una, nei posti di blocco, le autorita’ sanzionano i conducenti anche pesantemente rei di negligenza nel curare la propria vettura e di causare danno alla comunita’.

Un modo piu complesso è quello di controllare sia lo stile di guida che lo stato di salute del mezzo per via telemetrica utilizzando le tecnologie piu’ moderne nell’ambito ICT ed intelligenza artificiale. Tale approccio consentirebbe di stabilire per esempio un profilo come traccia il seguente schema rappresentato in 3D su google heart.

Lo schema mostra per ogni tratta di viaggio quanto stesse emettendo la vettura. Il colore verde si riferisce ad emissioni piu basse percui plausibilmente la vettura era in velocità con una marcia alta e poco gas. Una tratta rossa certamente rappresenta viceversa una tratta in cui la vettura spingeva il gas accelerando.

La esigenza di preservare la salute del nostro pianeta e dell'aria che respiriamo sta divenendo sempre piu incombente percui ci aspettiamo una forte diffusione delle tematiche trattate e che i contenuti si sopraelevino a culture e tecnologie che guardano, continuamente e con la giusta e necessaria apertura mentale, solo al futuro.

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