• Grace Martin

Amore e possesso

La nostra mente tende a controllare tutto quello che accade intorno a noi: in ogni situazione in cui ci troviamo, che sia negativa o positiva, sentiamo la necessità di avere tutto sotto il nostro occhio protettivo in modo da analizzare la scena e sapere esattamente come reagire per evitare di essere colti alla sprovvista o trovati impreparati.

Possiamo controllare tante cose, come quello che diciamo, cosa facciamo, le nostre scelte e le decisioni importanti: sta tutto nelle nostre mani. Possiamo controllare anche chi entra e chi esce dalla nostra vita perché alla fine i veri amici sono i fratelli che ognuno di noi sceglie, ma come sappiamo che le persone che abbiamo accanto sono quelle giuste per noi?

Come riusciamo a conoscere la vera indole di una persona?

Ho sempre creduto nell’esistenza dei nostri piccoli mostri, quelli che la nostra coscienza crea e che ci tormentano continuamente, ma cosa succede quando il mostro è concreto, reale e vive insieme a te? La violenza non è qualcosa che possiamo controllare.

Non è determinata da come una ragazza è vestita o da come un uomo crede che questa l’abbia guardato, un “No” resta tale in qualsiasi occasione, ma il rispetto dove sta?

Ci sono stati troppi, veramente troppi, casi di violenza nel mondo e continuano ad esserci continuamente e davanti a tutto questo possiamo sentirci solo impotenti. Ma, per cominciare, che cos’è la violenza?

Non capisco pienamente il motivo della violenza fisica come affermazione del potere maschile piuttosto penso che non sia esclusivamente da attribuire all’atto fisico, ripugnante e disgustoso, segno di quanto in alcuni uomini sia ancora presente il pensiero che la donna sia di loro proprietà e quindi impossibilitata nel fare qualsiasi cosa senza il loro permesso o la loro autorizzazione. Non funziona così il mondo in questo secolo, per nostra fortuna ci sono state tante e tante donne che hanno combattuto per i loro diritti, la propria indipendenza e la dichiarazione della parità dei sessi e sono riuscite, dopo secoli di battaglie, nel loro intento; le donne possono essere fragili, emotive, bisognose di avere qualcuno accanto che le supporti nella loro vita e la loro forza è quella di ammettere di aver bisogno di aiuto, è questo che manca agli uomini: rendersi consapevoli di non avere uno scettro del potere in mano, di potersi mostrare deboli perché nessuno starà lì a giudicarli.

Ma la violenza continua anche in altri casi, psicologicamente ad esempio e credo che sia una delle violenze più sottovalutate e rese superficiali: tendiamo a non vedere quando qualcosa va male anche se chiaramente quella persona ci fa sentire in colpa per ogni cosa che facciamo, per essere nati, per respirare ogni giorno e svegliarci la mattina, per avere un lavoro e guadagnare qualcosa, ci fa credere di non essere abbastanza o di essere stupide, perché tanto non li lasceremo mai.

È così che purtroppo vanno avanti la maggior parte delle relazioni tossiche ma in quel caso oltre che a subire la violenza siamo noi stessi causa del nostro male perché nonostante siamo coscienti della nostra situazione preferiamo che le cose rimangano così forse per paura di restare da soli e perdere quella stabilità malata della routine che si è creata; non sono una persona che crede nei rapporti di dipendenza e mi è sempre stato insegnato da mia madre che il contrario dell’amore è il possesso: penso che molti scambiano l’amore per qualcosa che in realtà è l’opposto. Amare qualcuno non significa possederlo, ma renderlo libero e le mani rosse stampate sui visi, sui corpi delle ragazze, dei bambini, delle donne, non sono assolutamente una prova d’amore.


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