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Comunità energetiche, l’accordo tra Enel e Ferrari per la prima Comunità energetica industriale


Un altro successo per l’avanzamento del progresso italiano in ambito di transizione verde. Nasce la prima comunità energetica rinnovabile in campo industriale d’Italia. L’impegno è stato siglato dall’accordo tra Enel X, società del gruppo Enel da qualche anno oramai leader nel campo dei servizi energetici avanzati e nello sviluppo di sistemi di efficientamento energetico, e Ferrari, marchio italiano leader nel settore del lusso a livello globale.

Cos’è una comunità energetica rinnovabile (nota anche semplicemente come CER o REC)?

Si tratta del meccanismo di generazione e distribuzione di energia, pensato proprio per agire positivamente sullo sviluppo di energia “a chilometro zero” e delle cosiddette “reti intelligenti”. Consiste in una associazione di soggetti, che siano cittadini e/o pubblica amministrazione o anche soggetti industriali, che decidono di investire insieme in un progetto di autoproduzione di energia rinnovabile, decidendo perciò di produrre e al tempo stesso di mettere a disposizione l’energia prodotta anche agli altri membri di quella comunità, andando ad accorciare la filiera della produzione di energia, abbattendo anche i costi, ad esempio, per le batterie di accumulo o i costi per reimmettere sul mercato l’energia prodotta in eccesso (abbiamo parlato delle comunità energetiche qui).

È proprio il caso della comunità energetica dei Comuni di Fiorano e Maranello, sede della nota azienda automobilistica italiana. La comunità energetica sarà messa a disposizione dei due comuni nel modenese e sarà alimentata da un impianto fotovoltaico con la potenza di 1 Mw realizzato da Enel X, i cui pannelli utilizzati saranno quelli prodotti dallo stabilimento di Enel Green Power nella 3Sun Gigafactory di Catania. L’impianto entrerà in funzione utilizzando il terreno di circa 10 mila mq di proprietà di Ferrari, adiacente all’Autodromo di Fiorano Modenese, attualmente inutilizzato. Il termine per il completamento dei lavori per l’impianto è fissato per dicembre 2023, dopodiché partirà il progetto per questa prima comunità energetica rinnovabile industriale promossa da Ferrari, che vedrà la partecipazione di cittadini, istituzioni, attività commerciali e stabilimenti per la produzione e la condivisione di energia totalmente sostenibile.

Per la realizzazione del progetto, Enel X si avvarrà delle tecnologie migliori ad oggi presenti sul mercato, come i pannelli solari bifacciali e i trackers monoassiali, strutture di supporto per i moduli fotovoltaici pensate appositamente per permettere lo spostamento della struttura e di “seguire” in questo modo la luce del sole.

Oltretutto, la particolarità di questa comunità è l’essere pensata per poter essere “scalata” su delle ulteriori superfici, che verranno individuate da uno dei due partner dell’accordo. Una modalità pensata per andare ad incrementare ulteriormente l’energia prodotta e condivisa dai membri della comunità stessa.

L’AD di Enel X, Francesco Venturini, a tal proposito, si dice entusiasta di «consolidare la collaborazione vincente con Ferrari che non solo è un’eccellenza italiana unica nel mondo, ma anche un brand che come noi sposa a pieno i valori di innovazione e sostenibilità».

Infatti, i due brand italiani avevano già collaborato in passato per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nella sede di Maranello di Ferrari e nella realizzazione di una pensilina fotovoltaica sul parcheggio della struttura per la ricarica delle prime creazioni ibride e full-electric del brand. Continua l’AD di Enel X:

«Oggi lanciamo la prima Comunità Energetica Rinnovabile Industriale del Paese interamente alimentata da un impianto fotovoltaico che realizzeremo per Ferrari; un progetto con grande potenziale insieme ad un partner di assoluta importanza che ha scelto ancora una volta Enel X per creare valore sul territorio in termini economici ed ambientali. Le Comunità Energetiche sono degli acceleratori della transizione energetica e siamo convinti che questo primo esempio possa fare da apripista ad altri replicabili in tutta Italia».

È realmente un orgoglio per i due brand coinvolti, poter mettere in atto un progetto di questa portata. Sia in termini di soddisfazione per la reputazione ed il successo aziendale, sia in termini di orgoglio per il progresso italiano in materia di transizione ecologica, alla luce delle tante polemiche sui ritardi di implementazione e realizzazione dei progetti. Mentre attendiamo le direttive del decreto attuativo per le comunità energetiche - la cui pubblicazione dovrebbe oramai essere imminente - sono già pronti molti progetti concreti, prova del fatto che oramai anche a livello commerciale ed aziendale si percepisce come necessaria ed inevitabile una svolta green proprio delle strategie e degli obiettivi commerciali.

A questo proposito, nel contesto della presentazione della CER, è intervenuto anche Benedetto Vigna, AD di Ferrari:

«La sostenibilità è una priorità per noi. Certamente vogliamo raggiungere l’obiettivo della neutralità del carbonio entro il 2030, ma non nascondiamo la nostra ambizione di ispirare un cambiamento più ampio. La Ferrari Energy Community è la testimonianza concreta della possibile sinergia tra un’industria e la comunità in cui opera e un modello che può portare importanti benefici al sistema energetico italiano. Grazie alla sua scalabilità e replicabilità può accelerare il processo di decarbonizzazione, riducendo al contempo il costo dell’energia per cittadini e imprese».

Un altro tassello importante per il brand automobilistico, che già nel 2022 si era dato da fare nel percorso aziendale in materia di transizione ecologica, installando un impianto fuel cell (cioè capace di convertire l’energia chimica di un combustibile direttamente in energia elettrica) da 1 megawatt e un impianto fotovoltaico da 450 Kwp, a cui verranno aggiunti quest’anno pannelli per altri 2 megawatt. Il progetto di Fiorano, genererà nel complesso una produzione media di 150 Mwh per 20 anni, contribuendo ad evitare l’emissione di circa 650 tonnellate di CO2 all’anno, oltre ad un risparmio tangibile sulle bollette dei membri della comunità.



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