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  • Valeria Bomberini

Cosa cambia per il mercato tutelato

Che la crisi energetica abbia messo in seria difficoltà l’intera comunità di consumatori, soprattutto europei, oramai è cosa nota. Le tensioni geopolitiche hanno contribuito a peggiorare le condizioni già scarse di offerta di gas naturale, provocando un’oscillazione di prezzi repentina ed improvvisa.

Il prezzo del gas naturale, durante il periodo estivo, ha toccato picchi che hanno superato i 300 euro per megawattora, per poi iniziare una lenta e costante discesa durante il periodo di settembre-ottobre, rispetto al trimestre precedente, complice anche il clima favorevole. Tuttavia, da un paio di settimane il PUN (il prezzo unico nazionale, ne abbiamo parlato qui) sta registrando una leggera anche se lenta risalita, essendosi riassestato intorno ai 215 euro per megawattora, e con l’arrivo delle basse temperature il timore di tutti è che possa subire un’altra brusca risalita, determinando un impatto più impegnativo per le bollette della prossima stagione invernale.

Ecco perché, attesa da settimane, alla fine la decisione è arrivata. Già a partire dallo scorso luglio Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti ed Ambiente, ha deciso di intervenire a favore dei consumatori sul meccanismo di aggiornamento delle tariffe mensili del prezzo del gas, portandole da un aggiornamento trimestrale ad un aggiornamento mensile, permettendo in questo modo un monitoraggio più preciso dell’andamento del prezzo oltre che interventi più tempestivi ed efficaci. Infatti, la componente del gas che copre i costi di approvvigionamento viene adesso aggiornata come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano e viene poi resa pubblica entro i primi due giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento.

Questo, complice anche l’andamento del PUN, ha portato a registrare nel mese di ottobre, un calo del 12,9% del prezzo nella bolletta rispetto al trimestre precedente, riducendo al +59% l’aumento del prezzo di riferimento dell’energia elettrica per una famiglia tipo. Il prezzo del gas nel mese di ottobre, è stato fissato perciò a 78,05 euro per megawattora, ossia pari alla media dei prezzi rilevati giornalmente nel mese trascorso.

È bene fare però una precisazione. I suddetti interventi sul prezzo si riferiscono soltanto alle famiglie che hanno ancora un contratto in regime di mercato tutelato, ossia chi non è ancora passato al mercato libero energetico. Cosa significa?

Il regime di mercato tutelato è la condizione secondo la quale i consumatori sono sottoposti alle condizioni economiche e contrattuali dettate dall’autorità per l’energia invece che dal fornitore privato di energia elettrica. In questo modo viene garantita loro una sorta di “tutela”, che consiste nelle condizioni contrattuali stabilite da Arera, che si basano sulle oscillazioni del prezzo della materia prima nel mercato energetico. Di norma, questo servizio è pensato per l’uso domestico o per le microimprese che utilizzano l’energia per usi diversi dall’abitazione. Inoltre, questo servizio viene affidato all’operatore che generalmente è anche il distributore di energia.

La novità, annunciata lo scorso 14 novembre e compresa nel decreto Aiuti Quater, su proposta del ministro Giorgetti, vede inoltre lo slittamento della chiusura della maggior tutela al 10 gennaio 2024 per tutti i clienti domestici per energia elettrica e gas. Mentre le microimprese luce dovranno migrare a mercato libero entro gennaio 2023. Questo ovviamente consentirà ai consumatori di godere di un lasso di tempo più lungo per poter scegliere il nuovo fornitore di energia elettrica e gas, con le relative opzioni di offerte presenti su mercato libero.

Se però per le PMI sono state già definite le modalità di passaggio, per le microimprese e per i contratti domestici il passaggio avverrà gradualmente attraverso delle modalità ancora in fase di definizione. Salvo modifiche future infatti, per questo tipo di clienti sarà prevista l’assegnazione da parte dell’Autorità ad un fornitore provvisorio, per un periodo pensato a 6 mesi, con una tipologia di offerta PLACET (ossia “Prezzo Libero a Condizioni Equiparate di Tutela”), che prevede un prezzo basato sulla media dei valori consultivi del PUN. Nel caso in cui il cliente, nell’arco di questi 6 mesi non abbia già provveduto a richiedere la procedura di transizione verso il mercato libero, verrà automaticamente contrassegnato in “fase di regime”.

In altre parole, gli sarà assegnata automaticamente un’offerta PLACET con un fornitore territoriale che gli verrà assegnato tramite delle gare ad asta. Il prezzo della materia energia verrà quindi composto da una componente variabile di approvvigionamento (per energia e dispacciamento) basato sul PUN; oneri minimi, che vengono definiti dall’Autorità prima della gara e che coprono i costi di commercializzazione e sbilanciamento; oltre a una componente unica a livello nazionale, definito in base ai prezzi di aggiudicazione emersi dalla gara.


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