• Francesco Balducci

Crisi Ucraina, la Russia annuncia la fine delle esercitazioni militari nella Crimea

Il ministero della Difesa russo ha fatto sapere in un comunicato che i soldati stanno tornando alle loro guarnigioni.

Sulla questione Russia-Ucraina si è espressa anche la Nato, la quale non ha evidenziato alcun atteggiamento di de-escalation da parte della Russia, anzi le truppe russe sarebbero aumentate

Il ministero della Difesa russo ha annunciato in un comunicato stampa la fine delle esercitazioni militari nella Crimea, territorio nel quale il dilagare delle truppe aveva suscitato paure circa l’invasione dell’Ucraina.

Mosca, inoltre, si dichiara estranea agli attacchi cibernetici denunciati da Kiev.


La tesi della Nato; “non si registrano input di de-escalation”. L’eventuale condotta dell’Unione Europea

Intorno alla crisi Russia-Ucraina si è espressa anche la Nato a Bruxelles con il suo segretario generale, Jens Stoltenberg.

L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, dal canto suo, non evidenzia input e segnali di de-escalation, anzi ritiene che le truppe russe siano aumentate, non diminuite.

Queste le parole di Jens Stoltenberg: “Stiamo monitorando molto da vicino cosa accade. Allo stesso tempo registriamo le aperture di Mosca al dialogo diplomatico e siamo pronti in questo senso. Stiamo ancora aspettando la reazione della Russia alle nostre risposte scritte inviate il 26 di gennaio”.

“Dobbiamo vedere i fatti oltre alle parole”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen alla plenaria di Strasburgo.

La presidente assicura che l’Unione Europea è pronta ad affrontare un’eventuale crisi energetica nel caso in cui la Russia dovesse tagliare le forniture di gas.

Von Der Leyen fa sapere inoltre che sono “in cantiere” misure emergenziali, messe a punto con gli Stati Membri dell’Ue, le quali possono essere calate nel concreto nel caso in cui si dovesse arrivare ad una crisi totale.

Materialmente, sono in arrivo in Europa oltre 200 navi di Gnl e la presidente della Commissione Ue ha lanciato una sfida: “Dobbiamo anche investire-ha dichiarato Von Der Leyen-per liberarci dalla dipendenza dalla Russia per il gas”.

Jens Stoltenberg, segretario generale NATO

Il comunicato stampa del ministero della Difesa russo

Il ministero della Difesa russo ha riportato in un comunicato stampa la fine delle esercitazioni militari in Crimea annessa a Mosca.

I soldati, secondo quanto si può appurare dalla nota del ministero, stanno tornando alle loro guarnigioni.

“Le unità del distretto militare meridionale, dopo aver completato la loro partecipazione alle esercitazioni tattiche, si stanno spostando verso i loro punti di schieramento permanente”, stando a quanto è emerso da un estratto del medesimo comunicato.

La Tv di Stato ha inoltre mandato in onda le immagini delle unità militari che attraversavano un ponte che connette la penisola controllata dalla Russia alla terraferma.


Le versioni di Josep Borrell e di Charles Michel

Anche l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, ha espresso l’atteggiamento di cautela dinanzi all’annuncio del ritiro dei militari russi dalla Crimea, evidenziando il fatto che prima sia necessario comprovarlo.

Borrell, commentando la news ai microfoni di radio France Inter, ha sostenuto la tesi secondo la quale se fosse vero il ritiro delle truppe russe dalla Crimea, sarebbe senza dubbio un segnale di distensione.

Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ricorda che l’Unione Europea ha sostenuto sin da subito la scelta dell’Ucraina di configurarsi come uno stato di diritto e come una democrazia liberale.

“Nel 2014-ha dichiarato Charles Michel alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo- l’Ucraina ha scelto lo stato di diritto e la democrazia liberale: l’Ue ha sostenuto questa scelta e l’Ue non abbandonerà mai il popolo ucraino”.

Michel ricorda inoltre che a dicembre 2021 il Consiglio Europeo ha fissato un quadro politico chiaro e trasparente, il quale prevede una risposta severa da parte dell’Unione Europea, solo nel caso in cui ci dovesse essere un’aggressione da parte della Russia sull’Ucraina.

“Dobbiamo essere chiari tra noi-conclude Michel-perché le conseguenze di questa decisione per l’Ue saranno pesanti ma dobbiamo assumerci questa responsabilità”.


Il Cremlino si dichiara estraneo agli attacchi cibernetici in Ucraina

Dal canto suo, il Cremlino si dichiara estraneo intorno alla dinamica degli attacchi cibernetici in Ucraina che ieri hanno colpito i siti Web del ministero della Difesa, delle Forze Armate del Paese e quelli di due banche statali.

Queste le parole del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferite ai giornalisti: “Come atteso, l’Ucraina continua a incolpare la Russia per tutto. La Russia non ha nulla a che fare con gli attacchi cibernetici. È positivo che Biden voglia proseguire i colloqui”.



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