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Expo 2030, 5.8 miliardi dal governo, Roma corre per arginare il declino


Il governo è pronto a scommettere 5,8 miliardi sulla Capitale d’Italia per aggiudicarsi Expo 2030. Lo ha fatto sapere il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in occasione della visita a Tor Vergata, dove in settimana ha accompagnato il segretario del Bureau international des expositions, Dimitri Kerkentzes. Dall’operazione si stimano ricavi per 50 miliardi e la creazione di 250-300 mila posti di lavoro. Il progetto romano, secondo il presidente del Comitato promotore, Giampiero Massolo, ha buone speranze di aggiudicarsi la competizione con Busan (Corea del sud), Riad (Arabia Saudita) e Odessa (Ucraina) in forza del suo carattere di inclusività e compartecipazione tra i Paesi del mondo che vi prenderanno parte. Inoltre, la premier Giorgia Meloni ha tenuto a far sapere che, in caso di vittoria, il nostro Paese metterà in campo iniziative mirate per la ricostruzione in Ucraina. Per la Capitale si tratta dell’investimento più corposo da vent’anni a questa parte, soprattutto se si considera che - sommando gli interventi del Giubileo e del Pnrr - le risorse arriveranno fino a 18 miliardi. Si dovrebbe esser felici, nei panni di Gualtieri, a essere alla guida della città in un momento che si prospetta come un'era di grande rilancio e rinascimento per la Capitale. Ma c’è un ma, o forse più di uno. Il primo è sociale e riguarda le crescenti disuguaglianze.

Oggi un rapporto della Uil del Lazio ha evidenziato che il numero dei lavoratori poveri, nel nostro territorio, sta crescendo vertiginosamente. I dipendenti a tempo indeterminato sono passati dal 78,1 per cento del 2011 al 73,4 per cento del 2021 mentre quelli con un contratto a termine erano il 21,7 per cento nel 2011 e il 24,2 per cento nel 2021. Ancora più preoccupante è il dato delle persone inquadrate con contratti stagionali: nel 2011 rappresentavano lo 0,3 per cento del totale, a distanza di dieci anni hanno raggiunto il 2,4 per cento dei lavoratori.

E tutto quello che il rapporto non riesce a rilevare, o è lavoro nero o disoccupazione e generale demotivazione nel cercare un impiego, i cosiddetti Neet.

Il secondo sta nell’alveo delle mancate manutenzioni, anni di disattenzioni e rinvii che adesso iniziano a farsi sentire. Stando soltanto alla giornata di oggi: l’ennesimo grave incidente stradale e un nuovo blocco della circolazione dei treni della Metro A.

Nella provincia di Fonte Nuova, sulla via Nomentana sono morti cinque giovani tra i 17 e i 22 anni, e uno è gravemente ferito.

Fatale sarebbe stato lo spigolo di un marciapiede, che ha fatto fare all’auto un volo di oltre 50 metri. Le indagini della procura di Tivoli accerteranno le responsabilità. Sulla linea A della metropolitana, invece, a neanche 72 ore di distanza dal guasto di mercoledì scorso, un binario danneggiato è stato la causa di una nuova interruzione del servizio tra Termini e Ottaviano. Secondo Gualtieri l’orizzonte temporale per le opere di Expo è sufficiente. Il rischio, però, è che i nuovi interventi siano insufficienti se non si arresta, per tempo, il declino della città, determinato da anni di incuria, non soltanto manutentiva.

Al sindaco, dunque, più che la fortuna bisogna augurare, di questi tempi, la forza di tener viva la speranza, sua e dei tre milioni di cittadini che fanno il tifo per Expo a Roma.



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