• Livio Del Bianco

Quando la finanza chiede aiuto alla numismatica

A marzo verrà messa in circolazione la nuova moneta dedicata a Falcone Borsellino

Le monete commemorative sono sempre più frequenti. I limiti fissati dall'Unione. Ma chi li rispetta?

Da pochi giorni è stata annunciata la coniazione di una moneta dedicata a Falcone e Borsellino, che verrà messa in circolazione da marzo 2022, in circa 3 milioni di esemplari.

Questo avvenimento però ci dà l’occasione di fare anche qualche considerazione finanziaria, entrando nel problema della massa monetaria di una nazione e delle sue variazioni, più o meno visibili.

Come è noto i paesi della Comunità Europea - per controllare l’inflazione - non possono stampare le banconote dell’euro a piacimento ma sono costretti a comprarle dalla BCE in numero contingentato.

Ad esempio, alla fine del 2019 in Italia si stimava fossero presenti circa 200 miliardi di euro, cifra tuttavia soltanto teorica perché la presenza effettiva delle banconote in un paese dell’area dell’euro è continuamente variabile a causa della continua migrazione di biglietti da/verso l’estero ed è praticamente impossibile conoscere la quantità di banconote che la baca centrale emette nel tempo.

Le modifiche sostanziali della massa monetaria italiana, per quanto riguarda gli incrementi, sono collegate soprattutto ai flussi turistici, pari al 5% del PIL nazionale (il 13% considerando anche il PIL generato indirettamente) mentre lo sbilancio in diminuzione è riconducibile principalmente al mondo dell’illegalità (spaccio droga, contrabbando, prostituzione, mazzette, badanti in nero etc. etc.), stimato al 22-28% del PIL, che normalmente prende la via dell’esodo per eludere la norma della tracciabilità esistente in Italia.

Questo aspetto è fondamentale; infatti gli spostamenti delle masse monetarie da un paese ad un altro influiscono sull’economia, non solo per gli effetti diretti della variazione della bilancia commerciale, quando riguardano l’import/export, ma - come è noto - sono importanti per la stretta correlazione tra domanda (e offerta) di moneta e tassi d'interesse/inflazione.

Paradossalmente la norma italiana sulla tracciabilità del contante, introdotta per combattere l’economia in nero, ha avuto un effetto negativo sulla massa monetaria perché ha costretto tutti i soggetti produttori di forti incassi di denaro sporco, a prendere la via dell’estero invece di spenderlo sul proprio territorio, data la difficoltà di facile riciclo (c’è comunque chi lo tenta ugualmente). Purtroppo una Nazione che appartiene alla UE, che volesse correggere una sensibile riduzione della massa di circolante dovuta a fenomeni che producono flussi monetari anomali verso altri paesi, non è più libera di fare la politica che vuole, attraverso manovre dirette sulla massa monetaria, quindi ha forti difficoltà a fronteggiare in modo adeguato le emorragie di moneta che comprimono l’economia.

Tornando alla moneta metallica, la coniazione di monete gode di una maggiore libertà perché, a differenza delle banconote, le monete in euro sono di competenza nazionale e non della BCE, però la tentazione di produrre nuove monete, come modesto contributo economico al paese, trova limiti nelle indicazioni della Commissione europea, che deve approvare il volume massimo di pezzi che i singoli paesi possono emettere.

Se però andiamo a vedere il comportamento di alcune nazioni, qualcuno si muove con più disinvoltura, immettendo monete commemorative in misura veramente rilevante, in barba ai limiti imposti.

Qualche numero spiega meglio la situazione.

Con la prossima emissione dedicata a Falcone e Borsellino, l’Italia, oltre alle monete correnti, avrà messo in circolazione dal 2002 complessivamente 29 monete commemorative per un totale di quasi 200.000 pezzi, pari a un controvalore di 403 milioni di euro, dei quali, però, solo poco più di 1 milione di euro è stato destinato al collezionismo mentre il resto è stato rivolto alla moneta corrente.

Il contributo alla domanda di moneta pertanto è assolutamente marginale.

Nello stesso periodo la Germania ha emesso complessivi 780.000 nuovi coni, per un valore di quasi 1.600 milioni di euro, dei quali ben 46 milioni destinati ai numismatici.

La differenza è eclatante!

Ma la Germania ne ha pensata anche un’altra per batter moneta tra le pieghe delle norme imposte dall’Europa… Visto che le monete commemorative sottoposte al Regolamento Ue n. 1210 del 15 dicembre 2010 sono solo quelle da 2 euro, ha deciso di coniare 2 milioni e mezzo di pezzi di una moneta da 5 euro. Così la Bundesbank ha piazzato i primi 250.000 esemplari, tutti su prenotazione dei collezionisti che li hanno acquistati al costo di 15,50 euro al pezzo, ricavando 3,87 miliardi di euro, a fronte di un valore nominale emesso di 1,25 milioni di euro, pari ad un rendimento del 210%.

I pezzi della nuova moneta tedesca da 5 euro sono disponibili anche per tutti i cittadini al costo del valore facciale ma potranno circolare solo in Germania, anche se è difficile che la gente comune li vedrà in giro; si stima infatti che anche questi soldi saranno accaparrati dai collezionisti minori, determinando così un’operazione che ha portato 12,5 milioni di euro di massa monetaria in più alla Germania, alla faccia dei contingentamenti della valuta!

Per concludere il discorso sulle idee dei fantasiosi tedeschi, c’è da aggiungere che ne avevano pensata un’altra, che per fortuna non ha preso piede: la banconota da 15 euro!

La avrebbero dedicata alla Cancelliera Merkel, inserendone l’effigie addirittura nella filigrana.

Per la serie qualcuno è più uguale degli altri….



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