• Livio Del Bianco

RECOVERY, NESSUNO PENSA A COME RESTITUIRE IL PRESTITO

DAI FONDI EUROPEI UN DEBITO CHE RICADRA' SULLE FUTURE GENERAZIONI

Da tempo dalla politica si sentono le grida di quelli che si affannano a dire come spendere i fondi europei, facendo a gara per citare (in modo molto generico però) temi e settori dove riversare gli importi, che valgono per dimensione almeno cinque volte quelli di una manovra finanziaria ordinaria. Tuttavia, considerato che sono risorse concesse in prestito, se ci si fa caso, nessuno parla di come si pensa di restituire questi importi. In altri termini abbiamo tanti soggetti abilissimi a indicare come prendere soldi a credito e spenderli, mentre non si è udito alcuno che si sia sbilanciato su come e quando è pianificato il rientro dal relativo debito. Come è noto l’indebitamento dello Stato Italiano si aggira attualmente sui 2500 miliardi di euro e - secondo i criteri di Maastricht - uno Stato dovrebbe tenere il rapporto debito/PIL sotto il 60% poiché un debito eccessivo potrebbe portare ad un default. Alla fine del 2019 il PIL italiano era di 1.788 miliardi di euro a fronte di un debito pubblico di 2.409 miliardi di euro, vale a dire con un rapporto del 134,7%, ben lontano dai parametri voluti dall’Europa. Se riflettiamo che la caduta del PIL italiano nel 2020 da parte del Governo è stimata dell’8% (-9,1% per il Fondo Monetario Internazionale e -9,5% per la Commissione Europea) e che l’emergenza sanitaria da Coronavirus ha fatto impennare il fabbisogno statale portandolo il debito pubblico di fine anno a ridosso dei 2500 miliardi, la situazione si sta facendo veramente drammatica per cui il rapporto debito/PIL si potrebbe portare attorno al 150%, valore considerato da molti difficilmente sostenibile. Solo un folle, pertanto, potrebbe pensare di prendere ulteriori risorse dal Recovery Fund per circa 200 miliardi di euro senza preoccuparsi in modo categorico di impiegare quei fondi per generare PIL; solo misure mirate a produrre ricchezza per lo Stato possono tentare di invertire la direzione di questo processo di distruzione finanziaria della nazione! Quindi ogni iniziativa di bonus ed altro incentivo a pioggia, che serva solo all’immagine della politica ma che non produca ricchezza (tipo l’acquisto di prodotti esteri che portano al disavanzo commerciale) è da evitare nel modo più tassativo o contribuirà a far precipitare la nostra Nazione ancora più in basso nel vortice finanziario in cui siamo caduti da tempo. Al contempo è indispensabile pianificare la riduzione dell’indebitamento, in modo organico e strutturale, dando visibilità e certezze ai prossimi anni. Attendiamo pertanto che i nostri illuminati governanti ci spieghino come pensano di rientrare dall’ulteriore debito che andranno ad assumere (Recovery Fund o MES, la musica non cambia), e pianifichino come coprire le rate della restituzione del mutuo con una prospettiva finanziaria chiara, condivisa e soprattutto consapevole. Senza queste indicazioni il futuro dei nostri figli sarà nero e l’Italia non potrà che andare incontro anche ad un inevitabile e drammatico ridimensionamento del welfare.

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