• Francesco Balducci

Salute-Covid-19: si vira verso un vaccino che copre tutte le varianti

I test di questo nuovo prodotto sugli animali sono andati a buon fine e il suo funzionamento si basa su una proteina comune a tutte le varianti del virus, la cosiddetta proteina N

“La luce in fondo al tunnel” intorno alla questione del SarsCoV2 sembra iniziare a vedersi.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha infatti ottimizzato un prototipo di vaccino, il cui funzionamento si basa su una proteina comune a tutte le varianti e i test preclinici condotti sui topi ne hanno confermato l’efficacia e la sicurezza.

Ora non si fa altro che sperare che questo nuovo prodotto abbia la stessa efficacia sulla specie umana. Se ciò si verificasse sarebbe una svolta nella lotta al Covid-19.


Il 91% delle persone italiane sopra i 12 anni risulta vaccinato con la prima dose

Dalle parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, è emerso che il 91% delle persone italiane sopra i 12 anni risulta vaccinato con la prima dose e questa dinamica ha consentito una drastica riduzione della pressione sugli ospedali nazionali.

Soltanto il 9% degli italiani risulta non vaccinato ma questa “porzione percentuale” è quella che produce la maggioranza dei casi di Covid-19 negli ospedali e nelle terapie intensive.

Questo 9%, calato in numeri più approfonditi e accurati, si tradurrebbe in oltre 5 milioni di italiani non vaccinati.

Roberto Speranza, Ministro della Salute

Il prototipo di vaccino funziona sulla base della proteina N

Il nuovo studio dell’Istituto Superiore di Sanità si basa su una proteina comune a tutte le varianti del virus, la cosiddetta proteina N, e il prodotto sembrerebbe assicurare una protezione duratura anche verso cariche virali più intense.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Viruses e condotto dai ricercatori del Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità, ha dimostrato che questo moderno approccio è in grado di produrre una risposta immunitaria efficace e duratura in topi infettati con SarsCoV2.

Il bersaglio di questo potenziale vaccino è proprio la proteina N la quale, diversamente dalla Spike coinvolta nello sviluppo degli attuali vaccini che si hanno a disposizione, non registra alterazioni e mutazioni tra le varianti di SarsCoV2.

La proteina N viene inoltre impiegata proprio per generare sul piano polmonare una memoria immunitaria che potrebbe assicurare uno “scudo protettivo” e duraturo.

Inoltre, le aziende farmaceutiche come Pfizer-BioNTech e Moderna hanno annunciato l’avvio di test clinici specifici contro la variante Omicron per i loro vaccini, i quali sfruttano la tecnologia ad Rna messaggero (mRna).


La tesi del virologo Fabrizio Pregliasco: “Gli attuali vaccini sono solo parzialmente efficaci contro Omicron”

I dati che emergono da vari studi dimostrano, secondo l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), che l’efficacia dei vaccini contro Omicron è inferiore rispetto ad altre varianti e tende a diminuire in funzione del tempo.

D’altro canto, queste ricerche evidenziano anche come la vaccinazione continui a produrre un elevato livello di protezione contro malattie gravi ed ospedalizzazioni connesse ad Omicron.

In questo quadro si inserisce anche il nuovo prodotto vaccinale americano, Novavax, a base proteica come i vaccini antinfluenzali, il quale presenta limitazioni sul versante dell’efficacia contro Omicron. Gli studi su cui l’EMA si è concentrata per valutare quest’ultimo vaccino dimostrano che Novavax garantirebbe un’efficacia del 90% e sono stati condotti sul ceppo originale del SarsCoV2 e su alcune varianti come Alpha e Beta.

Gli attuali vaccini-riporta il virologo Fabrizio Pregliasco-sono solo parzialmente efficaci contro Omicron. Il dato importante è che le mutazioni ad oggi viste sono tutte relative alla proteina Spike del virus SarsCoV2, mentre il nuovo studio ISS-prosegue Pregliasco-dimostra come la proteina N del virus rimanga invariata ed è dunque presumibile che rimanga tale anche in eventuali varianti non ancora scoperte o future. La speranza è che si apra effettivamente la strada per un vaccino jolly efficace contro tutte le varianti”.



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