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SI TORNA A SCUOLA: 5,6 MILIONI DI STUDENTI IN CLASSE

La Lombardia è la Regione con il maggior numero di ragazzi in aula, seguita da Lazio, Veneto e Campania

La scuola torna in presenza fino alla prima media anche in zona rossa. E’ oggi la giornata della ripresa con quasi 5,6 milioni di studenti che riprendono posto in classe, tra i banchi, lasciandosi alle spalle la Didattica a distanza (Dad). E’ la Lombardia la Regione con il maggior numero di ragazzi in classe, quasi 786 mila, 687 mila nel Lazio, 574 mila in Veneto e 484 mila in Campania.


Il ritorno in presenza è una disposizione che non può essere derogata da provvedimenti delle Regioni. Per gli altri gradi di istruzione è confermato lo svolgimento delle attività in presenza dal 50 per cento al 75 per cento in zona arancione mentre dove i numeri del contagio sono più alti si procede con la didattica a distanza garantendo comunque la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha voluto sottolineare come la scuola sia un luogo sicuro ma di certo “non è sotto una campana di vetro” ed è per queste ragioni che bisogna tenere sempre alta l’attenzione. La responsabilità “che tutti dobbiamo avere, non deve essere soltanto dentro la scuola ma dappertutto, fuori e dentro questa grande comunità” ha dichiarato. Il ministro ha anche invitato i ragazzi ad avere fiducia nel corpo insegnanti che “li conoscono, li hanno seguiti per tutto l’anno, sanno benissimo le condizioni di difficoltà e sanno anche che bisogna dare loro un percorso di recupero fatto di condivisione e di fiducia nella scuola”.


Intanto, come annunciato dal presidente dell’Associazione nazionale Presidi, Antonello Giannelli, rispetto a quando si è chiuso le scuole “quello che è cambiato è il numero di persone vaccinate nel Paese e sicuramente il numero di operatori scolastici vaccinati che adesso è molto elevato, siamo oltre l’80 per cento”. Questi sono i parametri modificati: “per quanto riguarda altre condizioni, come l’esistenza di un piano di screening degli studenti e la messa in sicurezza dei mezzi di trasporto pubblici, devo dire che non registro particolari passi avanti”.

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