• Silvano Moffa

Tutto scorre - Ucraina: il genocidio dimenticato

Autore: Vasilij Grossman

Edizione ADELPHI


Autore: Ettore Cinnella

Edizione DELLAPORTA

Ci sono due libri di cui è uscita la ristampa nelle scorse settimane e che meritano di essere letti da chi voglia conoscere la storia dell’Ucraina negli anni del regime staliniano. Si tratta di “Tutto scorre…” di Vasilij Grossman, uno dei più importanti romanzi del Novecento, nel quale l’autore, fra i più noti scrittori del realismo socialista, racconta lo sterminio sistematico dei Kulaki, e “Ucraina.

Il Genocidio dimenticato” dello storico Ettore Cinnella dedicato allo stesso argomento, una delle pagine più fosche del comunismo sovietico, che ebbe effetti devastanti e indelebili sul popolo ucraino. Al testo di Grossman, scritto fra il 1953 e il 1963 e rimasto inedito sino al 1970, allorché giunse fortunosamente in Occidente dove venne pubblicato per la prima volta, fa espresso riferimento lo stesso Cinnella nel suo libro.

Nel capitolo 14 del romanzo di Vasilij Grosmann Tutto scorre ci imbattiamo, all’improvviso, nella lunga rievocazione della collettivizzazione forzata del 1929-1933 e della carestia, che in quegli anni imperversò nelle campagne russe e ucraine. Tutto ebbe inizio alla fine del 1929, con la guerra condotta contro i cosiddetti kulaki (i contadini agiati), i quali furono prima vessati in ogni modo e poi deportati in massa. Gli odiati nemici di classe – come venivano bollati dalla propaganda comunista – furono portati via con le loro famiglie, in vagoni merci sigillati, verso le inospitali regioni dell’Asia centrale e della Siberia. I contadini rimasti vennero costretti con minacce e violenze ad entrare nei colcos, le fattorie collettive appena create. Ancora niente rispetto a quanto accadrà di lì a poco.

Quando i contadini rimasti e le loro famiglie furono lasciati morire di fame e di stenti, perpetrando un orribile sterminio di esseri umani nel cuore dell’Europa. Uno sterminio di cui si è saputo pochissimo per decenni. Le ricerche di Cinnella ci hanno fatto conoscere gli esiti devastanti dell’holodomor, nome attribuito alla carestia che si abbatté sul territorio dell’Ucraina in quella terribile stagione, causando circa 4 milioni di morti, e hanno contribuito ad alzare il velo sui colpevoli silenzi che circondarono quegli eventi, nascondendo per anni la verità sul più atroce crimine di Stalin.

Leggiamo dall’opera di Gossman. “Sopravvenne il terrore. Le madri guardano i figli e cominciano a gridare dalla paura. Gridano come fosse penetrato in casa un serpente. E quel serpente è la morte, la fame. Che fare? I contadini non pensavano ad altro: mangiare. Succhi, contrai le mandibole, la saliva scorre, la inghiotti, ma non è con la saliva che ti sazi. Se di notte ti svegli, tutto attorno c’è silenzio, non una conversazione, non un’armonica. Come in una tomba. Solo la fame s’aggira, non dorme. I bambini, nelle capanne, piangono sin dal mattino: chiedono pane. E la madre, cosa vuoi che gli dia, la neve? E nessuno che ti porga aiuto. Da quelli del partito una sola risposta: dovevate lavorare, non starvene con le mani in mano”.

E’ il crudo racconto di una carneficina spietata, di un genocidio perpetrato all’ombra delle bandiere sovietiche. Insieme a Vita e destino, Tutto scorre… offre il meglio dello stile scabro e aspro che rese celebre Vasilij Grossman fra gli scrittori del realismo socialista.

Un romanzo avvincente. Una narrazione letteraria infusa di atroci verità. Con assoluta lucidità, fu il primo a parlare di argomenti tabù: la tortura della vita nei campi; lo sterminio dei kulaki, la delazione; il ruolo di Lenin e il suo “spregio della libertà”.











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