• Roberto Felici

Quegli antichi, moderni palazzi

Dopo due anni di pandemia, si rafforzano ancor più alcune riflessioni di questi ultimi 20 anni.

“I centri storici delle città europee sono più moderni dei nuovi quartieri residenziali sorti nelle periferie”.

Si può senz’altro aggiungere che i palazzi antichi e le case del 1800 sono più moderne dei parallelepipedi in vetro e alluminio in cui stipiamo gli uffici e delle scatole di cemento prefabbricato in cui intasiamo gli appartamenti.

Gli arredi e i mobili assortiti, talvolta anche assortiti avventurosamente nel tempo, sono più moderni dei paesaggi domestici unitari disegnati da uno stilista di grido.

Gli oggetti d’uso monofunzionali, solidi e semplici, sono più moderni di quelli multiuso, complicati.

E per ampliare le considerazioni sulla vivibilità della città, e i mezzi e gli strumenti per vivere meglio, perchè non pensare che il TRENO è più moderno dell’aereoplano e che il TRAM e il FILOBUS sono più moderni dell’autobus, la bicicletta più moderna dell’automobile.

E perchè non è forse vero che la bottiglia di vetro dell’acqua o del latte è più moderna di quella di plastica?

Il treno collega i centri delle città, è gradevole il tempo che vi si passa, dona chiaramente il senso del viaggiare, non inquina; il tram e il filobus, stesso discorso. La bicicletta costa poco, non sporca, non fa rumore, occupa poco spazio, si parcheggia ovunque e costringe a un po’ di esercizio fisico.

La bottiglia di vetro conserva perfettamente il sapore del suo contenuto, è bella da toccare e vedere.

Non contribuisce ad aumentare gli sprechi di energia e i nuclei di spazzatura.

Nessuno vuol tornare indietro nel tempo, ma è certo che le “tempeste” di questi ultimi anni portano a rafforzare e riconsiderare cosa riqualifichi davvero la modernità e quanti sapori del vivere abbiamo calpestato.

Con la giusta moderazione e serenità queste brevi riflessioni alla fin fine non risultano assolutamente irreali e offrono molti spunti per ripensare anche alla nostra quotidianità.


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