• Chiara Tarquini

ANAGNI FRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO

Intervista a Carlo Marino, Assessore alla Cultura, sulla domanda di qualità turistica.

Carlo Marino, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Anagni

Anagni è una città di circa 21.000 abitanti in provincia di Frosinone. Conosciuta anche con il nome di Città dei Papi, per aver dato i natali a quattro famosi pontefici e per essere stata a lungo residenza e sede papale. Viene ricordata in particolare come luogo in cui avvenne il famoso “Schiaffo” da parte di un nobile (non sappiamo con certezza se fosse Guglielmo di Nogaret o Sciarra Colonna) al Papa Bonifacio VIII, in seguito ad una minaccia di scomunica da parte del Papa verso il Re di Francia Filippo IV. Esistono varie teorie a riguardo, chi sostiene che lo schiaffo ci sia stato realmente insieme a delle vessazioni, chi sostiene che sia stato uno schiaffo morale inferto con un guanto, chi lo sa… intorno a questa figura si sono create le basi per la filiera turistica del luogo, tant’è vero che molti dei ristoranti della zona prendono il nome dai fatti storici accaduti al suo interno, e ogni anno si tengono delle guide turistiche per la città, per ripercorrere quei luoghi un tempo attraversati da personaggi storici. Si possono visitare le catacombe della Cattedrale, le grotte, Casa Barnekov, un vero e proprio unicum artistico, dove soggiornò Dante, il quale citò Anagni nella Divina Commedia, riportiamo ad esempio una frase del canto XX del Purgatorio:

“Perché men paia il mal futuro e’l fatto, /veggio in Alagna (Anagni) intrar lo fiordaliso /e nel vicario suo Cristo esser catto, /Veggiolo un’altra volta esser deriso; / veggio rinovellar l’aceto e ‘l fiele, /e tra vivi ladroni esser anciso”.

E’ per questo che nel Dicembre 2020 in occasione della festa di Natale sono stati stanziati 11.000€ per “le luci per Dante Alighieri”, un progetto finanziato dal Comune anagnino, in cui sono stati esposti dei led con le parole citate prima nel Canto del Purgatorio. Anagni è anche sede di università di teologia presso l’Istituto Teologico Leoniano, ma è anche sede di importanti scavi archeologici (e musei) dove sono stati trovati resti tra i più antichi del mondo, l’ultimo ritrovamento è stato di un mammuth di circa 400.000 anni. Poi ancora ci sono delle cripte all’interno della Cattedrale di Santa Maria, dove ad oggi è stato istituito un museo; poi ancora l’arco di Porta Cerere e altri archi che testimoniano la presenza in passato di una grossa cinta muraria che circondava/circoscriveva tutta la città per la sua difesa. Per tradizione si organizzano delle sfilate medioevali, con abiti, mantelli di velluto, con la collaborazione di sbandieratori e percussionisti; durante alcune ricorrenze si inscenano degli spettacoli teatrali, e poi dei balli e canti ciociari. E’ inoltre possibile visitare la casa museo di Tommaso Gismondi, artista (scultore e pittore) anagnino.

Alcune delle sue sculture si trovano lungo il centro storico di Anagni, in particolare nei pressi di alcune fontane e vicino la casa-museo, mentre altre sue opere sono sparse per il mondo. Inoltre Anagni vanta un’ottima tradizione culinaria, ma ha è anche sede di un’importante zona industriale. Per capirne di più su quel che riguarda la città in questione abbiamo intervistato l’assessore alla cultura e al turismo del comune di Anagni, Carlo Marino.

Carlo Marino, Assessore alla cultura, al turismo e al commercio della città di Anagni, in carica dal 2018, è un Amministratore con una visione ampia del turismo inteso come risorsa.

“La consapevolezza del patrimonio - dice l’assessore - di una città deve essere il punto di riferimento per le politiche volte al potenziamento del comparto turistico: conoscere e apprezzare la propria realtà territoriale equivale a promuovere un turismo di qualità, che punti a far diventare la visita un’esperienza che vada oltre l’apprezzamento delle bellezze cittadine, estendendosi anche agli eventi, alle degustazioni, agli acquisti e tutto quanto può convincere un ospite a trattenersi più tempo in città.

L’analisi dei cosiddetti “soft data”, condotta negli ultimi tre anni, ci ha convinto del fatto che Anagni avesse un grande potenziale inespresso: una città considerata bellissima, ma decisamente poco conosciuta, bisognosa di ampliare la sua offerta a potenziali visitatori e soprattutto di farsi conoscere.

È evidente che per un obiettivo del genere non possano bastare politiche di natura pratica, come la chiusura al traffico del centro storico, ma servono interventi più ampi, volti innanzitutto a destagionalizzare il passaggio in città. Anagni è stata senza dubbio una delle prime città che ha colto certe opportunità, tant’è vero che oggi molte città ciociare stanno partecipando con questi intenti a un bando sulla promozione delle destinazioni turistiche.” Cosa significa fare turismo di qualità? Turismo di qualità significa appunto destagionalizzare, aumentare la permanenza nelle città, concedere un’offerta più ampia di attrattive ai turisti.

E con un’offerta più ampia possiamo intendere anche tutto il “sistema Ciociaria” che comprenda anche le città limitrofe: Colleferro, Fiuggi, Ferentino Fumone, Alatri ecc.

L’idea è proporre una tipologia di turismo più esperienziale e più lento sfruttando le risorse culturali ed enogastronomiche locali e sviluppando maggiore vivibilità del territorio.

Abbiamo gestito una graduale pedonalizzazione del centro storico di Anagni, prima considerato una chimera; abbiamo iniziato ad accrescere le competenze interne, anche confrontandoci con gli operatori cittadini e locali; abbiamo installato le prime colonnine per la ricarica di biciclette elettriche e abbiamo in mente dei progetti anche sulle auto elettriche. Soprattutto, stiamo cavalcando grandi eventi che hanno casse di risonanza nazionale, come quello che sarà dedicato al 700simo anniversario dalla morte di Dante Alighieri, che a certi fatti di Anagni ha dedicato alcuni versi della Divina Commedia. Qualitativamente parlando siamo stati l’unica città ad aver contenuto i contagi durante la Pandemia, soprattutto nello scorso anno: siamo stati una vera e propria “perla della Ciociaria” facendoci trovare pronti ad accogliere il cosiddetto turismo di prossimità e inaugurando un “modello Anagni”. Che tipo di cambiamento c’è stato nei flussi turistici ad Anagni? Prima che fossero state istituite delle politiche turistiche di tipo identitario, vigeva un tipo di turismo ‘mordi e fuggi: arrivavano i turisti con il bus, diretti verso le maggiori attrazioni culturali e artistiche cittadine, e il ritorno economico era percepibile in determinate zone della città.

Oggi, invece, i turisti arrivano per restare anche più di qualche giorno e Anagni ha dimostrato di essere in grado di saperli attrarre, accogliere e intrattenere: grazie alla valorizzazione del patrimonio, agli eventi di qualità ma anche e alla collaborazione dei commercianti e dei ristoratori anagnini, che sono delle vere e proprie eccellenze.

Un altro elemento decisamente attrattivo, colto ancora una volta con l’analisi dei soft data, sono le visite guidate gratuite, fattore driver soprattutto per i city users (abitanti di provincia).

Per fare un buon lavoro, c’è sempre da considerare che il turismo è sempre più di tipo esperienziale: le persone tornano perché sono state bene in un determinato luogo e aiutano così con la potentissima arma del referral marketing, soprattutto grazie a quei potentissimi strumenti che sono i social network, risorse imprescindibili per un lavoro così ambizioso. Cosa si aspetta per il prossimo futuro? Sono molto fiducioso verso questa città è mi aspetto grandi cose.

In questo ristretto settore del comparto turistico, abbiamo scelto di vivere l’esperienza del Covid più come opportunità che come minaccia, e Anagni, soprattutto lo scorso anno, ha dimostrato di essere pronta ad accogliere il cosiddetto turismo di prossimità.

Stiamo lavorando sodo affinché la prossima estate sia indimenticabile: tornerà lo storico appuntamento con il Festival del Teatro Medievale, che rappresenta il nostro fiore all’occhiello, nei giorni 20-29 agosto in occasione della festa patronale (San Magno); una Mostra su Dante a 700 anni dalla sua morte; un progetto, “Cultura in Corso” che vedrà la bellezza di oltre 70 artisti di vario genere esibirsi lungo il Corso di Anagni nei primi due weekend di agosto; ed altro che sveleremo man mano sul sito internet visitanagni.com e sulle sue pagine social ufficiali.

Vorremmo un’Anagni che sappia porsi anche quest’anno come “regina” della Provincia, confermando la nostra identità e cultura e rendendola tra le città più attrattive del Centro Italia, quelle ancora da conoscere ed esplorare!

E diciamo che in questi siamo fortunati, perché abbiamo ancora tutto da dimostrare!

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