• Paolo Massi

BARRIERE CHE TOLGONO BELLEZZA AL PAESAGGIO

I TABELLONI PUBBLICITARI MESSI A CASO PROVOCANO INQUINAMENTO VISIVO

I Comuni più attenti si sono dotati di regolamenti. Anche Colleferro lo aveva

Alcune immagini significative delle strade di Colleferro invase dalla cartellonistica pubblicitaria

E’ un eccesso che deturpa il paesaggio

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli impianti senza alcuna attenzione al decoro urbano

L’invasione dei cartelloni pubblicitari lungo le strade urbane ed extraurbane d’Italia è una vergogna nazionale che non ha eguali al mondo. Sono pericolosi, distraggono, sono illeggibili, si confondono con la segnaletica stradale, sono catalizzatori del degrado ambientale, sono spesso indice di malaffare e clientele ma soprattutto così come sono oggi sono inutili!

Inutili perché una eccessiva mescolanza di messaggi crea solo confusione e fa si che non si percepisca alcun messaggio (anche se ce ne fosse uno fatto bene!). Accozzaglie di colori / testi / immagini che riescono solo a distrarre ma non ad attirare l’attenzione o a trasmettere il messaggio voluto.

Colleferro era fino a qualche tempo fa quasi un’isola felice in tal senso. Una regolamentazione imposta nella metà degli anni novanta dalla giunta comunale, aveva fortemente limitato il fenomeno permettendo a Colleferro di mantenere per alcuni anni una immagine ordinata e pulita con pochi impianti pubblicitari, che seppur brutti erano almeno uniformi e poco invasivi.

A poco a poco, con le giunte successive, si è andati in deroga a quei regolamenti fino ad arrivare all’esplosione del fenomeno con le attuali giunte, in barba all’ambiente ed alla lotta al degrado. I bassi canoni di affitto dello spazio pubblico (sarebbe meglio dire la svendita), meccanismi beceri di rilascio concessioni in cambio, a volte, dell’assunzione da parte dei privati dei costi di strutture para-pedonali o posacenere, la scarsissima attenzione all’impatto visivo ed ambientale, hanno fatto si che le strade di Colleferro assumessero sempre più le sembianze della suddetta vergogna nazionale ed i nostri marciapiedi e le nostre strade si riempissero di pali in ferro e pannelli in vetro-resina, invece che di aiuole e di alberi. Bellissimi scorci di verde cancellati da squallide gigantografie di braciole di maiale a 3.99€. Filari di cartelloni disposti senza soluzione di continuità all’ingresso e lungo le vie principali della nostra città restituiscono a chi le percorre l’ormai purtroppo tipica immagine di degrado da periferia romana.

Sarebbe ora di ridare dignità alla nostra città con un nuovo piano della pubblicità che sia rispettoso della città, utile a chi di questi mezzi si serve per comunicare e che generi veri vantaggi per Colleferro sia in termini economici che di decoro urbano.

Prima di tutto attraverso una diminuzione e ri-localizzazione strategica degli impianti, in modo tale da minimizzare al massimo il loro impatto ambientale. E’ triste dover vedere il castello tra quinte di cartelloni rappresentanti bottiglie di collutorio e rotoli di carta igienica in offerta 3X2 o il verde stupendo del giardino di via fontana dell’Oste incoronato da Ecobonus al 110%.

L’impiego di impianti moderni a pannello scorrevole permetterebbe poi di far rendere una sola installazione 3/4 volte in più rispetto al tradizionale (e squallido) elemento in ferro e vetro-resina, consentendo una pari riduzione del numero di impianti.

L’utilizzo (specie per la comunicazione di eventi) di totem circolari permetterebbe di concentrare fino a 9 manifesti su un unico impianto senza bisogno di riempire i marciapiedi di plance, come appena fatto con le ben 4 plance definite addirittura “identitarie” disposte in meno di 30m di marciapiede a Largo Oberdan (la città monumentale non aspettava altro!).

Necessario poi dare il giusto valore allo spazio pubblico dato in concessione. Il comune ci tartassa di imposte, balzelli, oneri: perché non far pagare il giusto a chi fa soldi sfruttando lo spazio pubblico (di tutti) generando degrado? E’ evidente, vista l’enorme quantità di impianti presenti a Colleferro che l’imprenditoria facile del cartellone non paga il giusto.

E forse, per qualche commerciante, sarebbe meglio spendere lo stesso (o un pò di più) per poche pubblicità fatte bene piuttosto che imbandire tutta Colleferro di messaggi, più o meno leggibili, che scompaiono nel marasma visivo generale.

I primi a beneficiare della riduzione di inquinamento visivo che deriverebbe da una più equa e corretta gestione della pubblicità stradale sarebbero infatti proprio coloro i quali comunicano la bontà dei propri prodotti o servizi attraverso questa forma di pubblicità. Un albero al posto di ogni vecchio impianto eliminato sarebbe invece la svolta finale che contribuirebbe a cambiare nel giro di poco tempo il volto della città.

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