• Giusy Pilla

C'ERA UNA VOLTA LA MECCATRONICA

Aggiornato il: mag 5

CHE FINE HA FATTO L'UNIVERSITA' "DEL FAI DA TE" DI COLLEFERRO?

Con la collaborazione di Tor Vergata, il contributo delle industrie e del Comune nacque la facoltà di Ingegneria.

Negli anni novanta, a Colleferro, venne inaugurato il corso di laurea in Ingegneria meccanica ed elettronica: Ingegneria Meccatronica. La facoltà universitaria prese il nome di Pro Universitate e si connotò ben presto come una realtà di eccellenza grazie alla visione, alla progettazione e all'interlocuzione dell'allora sindaco Silvano Moffa con il Pro Rettore dell'Università di Tor Vergata, il professor Giannini, con l'inventore del naso elettronico, il professor D'Amico, e grazie all’intuito e alla collaborazione dell’ingegnere Claudia Bettiol, prima donna laureata in ingegneria, presso l'Università di Tor Vergata, all’epoca assessore comunale.

Istituire una facoltà universitaria a Colleferro, geograficamente vicina a Roma e ai suoi atenei, poteva sembrare un paradosso: in realtà mai scelta si rivelò essere la più intelligente poiché si calava nel sistema industriale, economico e sociale della città.

Colleferro infatti, oltre a far parte del Distretto Spaziale insieme alla città di Frascati e di Capua, vantava i poli industriali di ItalCementi, Fiat Avio, Simmel e Kss. Allora, i giovani diplomati periti industriali, accedevano alla Pro Universitate, ubicata nel perimetro industriale della ex BPD, usufruendo dell'ammortamento dei costi relativi agli affitti locatari, inoltre le materie di studio, rispondenti ai canoni identitari territoriali costituivano la "miliarità" produttiva dell'indotto economico, la cui floridità consentiva una soddisfacente qualità di vita.

L'Università colleferrina divenne il focus dell'associazione di scopo che si collocava tra il comune e le imprese industriali, in un partenariato assolvente il compito di fornire opportunità lavorative (comune), fare formazione applicata, (percorso universitario), ottimizzazione dei costi sulla formazione (industrie).

Nell'ultimo anno del corso di laurea si accedeva in fabbrica grazie ad una concordanza di indirizzi, relativa all'immissione nel mondo del lavoro , in considerazione delle necessità delle aziende. In sostanza si svolgeva un vero e proprio apprendistato di alta specializzazione. Molti ingegneri laureatisi alla Pro Universitate, firmarono dei vantaggiosi contratti di lavoro con l'ESA (Agenzia Spaziale Europea) di Parigi.

L'Università colleferrina fu il frutto di un progetto sperimentale di grande successo che suscitò l'interesse e l'attenzione del mondo accademico e del mondo giornalistico. ll Corriere della sera la definì " L'Università del fai da te". Con questo appellativo si voleva sottolineare un modello universitario dal carattere centrato e autonomo che in Italia, fu di prima istituzione.

Successivamente fu ripreso anche da alcune città del nord. Purtroppo però, con il trascorrere del tempo, questa preziosa opportunità da custodire e da preservare è stata prima accantonata e poi abbandonata, forse perché ritenuta di poco valore, eppure sarebbe basato così poco...

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