Colleferro - La felicità non ha prezzo, la spazzatura invece si
- Giulia Papaleo

- 17 ore fa
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Il Consiglio Comunale di Colleferro del 24 luglio scorso ha deliberato l’aumento di circa il 4,3% della TARI, la tassa sui rifiuti che copre i costi della raccolta e dello smaltimento.

Il Sindaco ha spiegato che il costo dell’energia, gli aumenti salariali, l’inflazione, il servizio di spazzamento delle strade e dello sfalcio ai bordi strada, i costi dell’isola ecologica e delle divise “splendenti” degli operatori, che sicuramente fanno un gran lavoro e che tutti ringraziamo, e forse anche l’investimento per l’acquisto delle presse, non possono che implicare l’aumento della TARI. Nel corso degli ultimi 5 anni, la TARI a Colleferro è aumentata complessivamente di circa il 10% per le utenze domestiche, certamente con l’influenza dell'introduzione dei nuovi parametri ARERA (Metodo Tariffario Rifiuti), ma anche per scelte gestonali e politiche.
Tuttavia quest’anno non ci si aspettava una delibera in tal senso, beneficiando Colleferro di una buona quota di raccolta differenziata, che permette di contenere i costi di discarica, e considerata la buona gestione dei rifiuti, che viene tanto proclamata ad ogni occasione, anche se le strade di Colleferro rimangono sporche e molte piazze prive di decoro.
Soprattutto i Colleferrini non si aspettavano che il Comune ricorresse ad alleggerire le tasche dei suoi cittadini per la TARI.
Un’amara sorpresa a fine luglio, appena conclusa la tanto vantata Estate colleferrina, tra fiumi di birra, serate in musica e decibel oltre i livelli consentiti, programmazione che, secondo lo stesso Sindaco Calamita, è servita per la felicità dei suoi cittadini e in particolare dei giovani.
Il Sindaco si è avventurato sui social, rispondendo alle critiche alla spesa di 84mila euro per un concerto offerto alla città dal Comune - il tanto discusso Rocco Hunt – a una disquisizione sulla felicità dei giovani. Un semplice concerto sarebbe determinante per la felicità delle giovani generazioni locali, ecco perchè si possono spendere 84mila euro per un cantante, dimenticando però altre felicità negate, le opportunità negate a ragazzi “speciali”, le spese legali sostenute dal Comune per fare ricorsi al TAR contro famiglie che chiedono di far valere i propri diritti, vari sprechi come i fiori mai sbocciati al prato del castello, la necessità di fare prevenzione e mettere in sicurezza la città.
Un trattato sulla felicità sui social, fatto di una frase soltanto, per giustificare la folle spesa: “la felicità non ha prezzo”.
La spazzatura invece si!




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