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Colleferro, le polveri sottili allarmano

Aggiornamento: 5 feb

COLLEFERRO - Anche quest’anno i dati dell’Arpa l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Regione Lazio (ARPA) sono preoccupanti. A Colleferro solo nel 2023 sono stati rilevati 59 sforamenti giornalieri delle polveri sottili (Pm10) che da normativa devono essere al massimo 35 annui. In poche parole, l’aria che respiriamo è tutt’altro che salubre. Per chi non lo sapesse, sul territorio cittadino colleferrino, sono installate dall’Arpa due centraline di rilevazione delle polveri sottili PM10, una locata in viale Europa funzionante dal 2005 ed una a viale Oberdan attiva dal 2011.Per semplificare l’analisi ai nostri lettori, abbiamo riportato un grafico (grafico 1) che sintetizza i dati di rilevazione delle due centraline partendo proprio dal 2005.Ci si rende conto che dal 2005 al 2008, gli sforamenti annuali rilevati dalla centralina in viale Europa  avevano raggiunto picchi di 105 giorni rispetto ai 35 giorni annui consentiti.


In quel periodo la concentrazione industriale nel comune era caratterizzata dalla presenza di una centrale elettrica ad olio combustibile a ridosso del centro urbano, dalla Caffaro, azienda chimica ben nota alle cronache per la sua alta tossicità, oltre che dall’Italcementi, dall’Avio, dalla Simmel, dall’Alstom, dalla Kss. Nello stesso periodo inoltre entravano in funzione anche gli impianti di termovalorizzazione ora dismessi. Con la chiusura della Caffaro, nel 2009, la situazione migliora sensibilmente, fino a scendere a 53 giornate di sforamento. Quando poi, entra in funzione anche la seconda centrale di Largo Oberdan, nel 2009 avviene un avvenimento importante, la chiusura della centrale elettrica ad olio combustibile, sostituita da quella a turbogas installata al IV chilometro. Inoltre, sempre in quel periodo, l’Italcementi installa nuovi moderni filtri per l’abbattimento delle polveri, le condizioni ambientali atmosferiche migliorano, gli sforamenti giornalieri su base annua passano dai 60 ai 41 giorni, comunque sempre al di sopra del limite consentito di 35 giorni. Dopo aver spento i termovalorizzatori dal 2017, i dati non sono cambiati, registrando sempre sforamenti in media pari a quelli degli anni passati. In buona sostanza, anche se una certa propaganda di regime vuole farci credere il contrario, i grossi miglioramenti della qualità dell’aria li abbiamo registrati con la modernizzazione della centrale elettrica da olio combustibile a turbogas, la chiusura dell’azienda Caffaro e la modernizzazione dei filtri utilizzati dall’Italcementi. Quindi, dai dati che sono inconfutabili, la chiusura dei termovalorizzatori è stato solamente uno strumento di propaganda sfruttato da qualcuno per propri scopi elettorali. Tanto è vero che oggi il Sindaco di Roma Gualtieri (PD)che amministra anche l’area metropolitana (ex provincia di Roma) ha previsto la realizzazione di un Termovalorizzatore con un investimento di oltre 700 milioni.



Il vicesindaco dell’area metropolitana Sanna, non ha mostrato segni di contrariamento a riguardo, anzi, ha votato di recente negativamente una mozione che era contro la realizzazione del suddetto termovalorizzatore presentata dal Movimento 5stelle in consiglio dell’area metropolitana. Ci domandiamo allora perché a Roma il termovalorizzatore può essere realizzato mentre a Colleferro dove portava enormi benefici economici e dove stava per essere modernizzato, è stato fatto chiudere? Tornando allo stato della qualità dell’aria, è evidente che ci troviamo ad un problema non risolto.

In particolare il (grafico 2) dimostra come la situazione di Colleferro sia di gran lunga la peggiore nel Lazio. Andrebbero messi da parte le proprie mire elettorali analizzando seriamente il territorio trovando soluzioni che possano dare reale giovamento alla salubrità dell’aria. Soluzioni che dovrebbero passare anche da un’urbanistica più evoluta (questo tema merita un approfondimento e torneremo a parlarne). Alla luce di questi dati, dispiace che chi ci amministra e le associazione ambientaliste, le stesse che ci hanno sempre abituati negli anni passati a manifestazioni di vario genere, si pongano qualche domanda.



 

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