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COLLEFERRO ZONA ROSSA

Aggiornamento: mag 5

Tutti chiusi in casa per 14 giorni.

Come un fulmine a ciel sereno si è abbattuta su #Colleferro l'ordinanza Regionale di #lockdown totale.

Ordinanza che, a quanto pare, è stata concordata da tutte le autorità locali.

Si poteva fare di più e meglio?

La domanda non è superflua, se si pensa che finora sono state dispensate alla popolazione parole rassicuranti e, al momento in cui scriviamo, non è dato ancora sapere quale sia il numero preciso dei contagiati, quali misure siano state adottate e quale sia il trend del terribile contagio.

A questo si aggiunge lo sconforto di tutti gli esercenti commerciali che si sono trovati del tutto impreparati ad affrontare la nuova emergenza.

Nel senso che molti, soprattutto bar e ristoratori, avevano fatto gli opportuni rifornimenti per garantire a pieno il servizio ai cittadini.

Come e quando saranno risarciti?

Quali iniziative ha preso l'amministrazione per garantire gli aiuti necessari alle fasce di popolazione meno abbiente, agli anziani soli e a quelle famiglie che da più di un anno versano in profonda difficoltà e povertà?

Ultima domanda: perché non sono stati fatti nei giorni scorsi i controlli necessari per evitare i ripetuti assembramenti sul territorio comunale?


A seguire un intervento del filosofo Diego Fusaro a #RadioRadio.

Un intervento che fa riflettere.


Siamo ormai esattamente a un anno dal cominciamento della pandemia, o secondo altri epidemia, legata al covid. A un anno di distanza proviamo a svolgere alcune considerazioni riepilogative.

Come da copione l’emergenza si è già mutata in nuova normalità, o più precisamente in nuova razionalità politica che giustifica l’ingiustificabile, che rende ammissibile e inevitabile ciò che è intollerabile.

La pandemia ha da subito assunto i contorni di una pandemia dello yo-yo o del rocchetto, con alternanza incessante di fase 1 e fase 2. E noi a un anno di distanza ci troviamo esattamente al punto di partenza, proprio come sta accadendo in queste ore.

È passato ormai un anno da quando siamo in balia di questo infausto dispositivo repressivo, di questo dispotismo tecnico sanitario. Con tutte le nuove varianti del virus dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che questa sarà una pandemia infinita. Una pandemia infinita che dunque richiederà misure emergenziali infinite. Il fatto che proprio ieri siano stati annunciate nuove misure stringenti e di più il passaggio di larga parte dell’Italia dal giallo all’arancione è la prova di quanto vado sostenendo da tempo, da quasi un anno.

Un poco alla volta ci abitueranno a vivere in questa, che già considerano la “nuova normalità”. Un poco alla volta distruggeranno senza pietà i ceti medi, a colpi di lockdown assassini. Un poco alla volta ci imporranno la società del distanziamento sociale come nuova forma di relazione insocievolmente socievole.

La cosa più grave però, a un anno di distanza, è che i più accettino questo abominio in silenzio.

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