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Il Ritorno

Cari lettori,

Il monocolo ritorna. Con una veste grafica più moderna e accattivante, un formato più agevole, uno stile nuovo e innovativo, un aspetto che lo rende più fresco e giovanile senza, per questo, rinunciare ai suoi contenuti di approfondimento, alle sue inchieste fuori dal coro, ai suoi speciali e alle pagine culturali.

Rispetto ai cinque anni passati, il giornale, nella nuova versione, darà più spazio al territorio, concentrandosi prevalentemente su Segni, Colleferro e Valmontone.

Una scelta frutto di una attenta analisi delle dinamiche sociali, economiche e culturali che interagiscono tra la Valle del Sacco e le aree interne dei Monti Lepini. Un territorio che merita di essere osservato nella sua ampiezza.

Un pezzo di area vasta della provincia di Roma dove si intrecciano storie, tradizioni, culture, identità diverse, eppure fortemente legate fra loro.

Scrutando all’interno di ognuna di queste realtà si scorgono segnali di cambiamento, ma spesso è difficile decifrarne la rotta e fissarne l’approdo. Da qui l’urgenza di allargare gli orizzonti della riflessione, financo della provocazione intellettuale, senza scadere nelle narrazioni semplificatrici e senza indulgere in sterili ideologismi, con la netta convinzione che il passato che abbiamo alle spalle va visto e studiato liberandoci dalla sua nostalgia.

Il nostro futuro dipende anche dagli esiti di questo sforzo.

Un esempio per tutti ce lo fornisce Andrea Minuz nel suo recente saggio “Egemonia senza cultura” dove spiega che l’egemonia contemporanea è ormai televisiva, appartiene al mondo dei social, si afferma nei rissosi talk show, nell’industria del rancore che attraversa TikTok, Facebook e le mille piattaforme di cui è pervasa la nostra esistenza.

I reality hanno consolidato l’ideologia dell’ “uno vale uno”, mettendo in scena un mondo dove l’autorità culturale non esiste più e il talento è sospetto perché elitario.

Il vecchio “pensiero critico” è stato soppiantato dalla rabbia sociale.

In questo contesto la cultura non appartiene più ai titani del pensiero ma a chiunque riesca a catturare l’attenzione del pubblico.

Non vali per quel che sai, ma per quello che fai esplodere.

La verità non è nei fatti, ma nel montaggio che produce indignazione.

Con ilmonocolo puntiamo ambiziosamente a rovesciare questi paradigmi.

Non per nostalgia del passato, come abbiamo detto. Ma per portare nel dibattito pubblico idee e riflessioni che superino l’apatia dell’impegno e l’afasia del pensiero. Nutriamo la speranza di stimolare una presa sulla realtà che vada oltre la stagione politica del momento. Cercheremo di farlo con uno stile leggero, ironico. Prendendo sul serio le idee che valgono, parlando di politica con un tocco di utopia e quel tanto di trasgressività che non guasta.

Lo faremo anche con divertimento per sconfiggere l’insopportabile bla bla bla dell’intossicazione ideologica e la vigliaccheria dei leoni da tastiera.

Occhio vigile, dunque, sui nostri territori. Tenetevi forte. Si parte.



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