• Federico Moffa

"Io so' io...e voi non siete un..."

Consiglio Comunale di Colleferro in streaming

Le trasmissioni in streaming del Consiglio Comunale di Colleferro rischiano di avere un effetto boomerang. Intendiamoci. Non siamo affatto contrari alle dirette on line dei lavori consiliari.

E’ bene che i cittadini abbiano la possibilità di osservare con i propri occhi come si comportano e che cosa decidono gli amministratori della città, i loro rappresentanti.

D’altronde, era da tanto tempo che a destra e a sinistra si invocava l’uso di questo strumento in omaggio alla pubblicizzazione delle attività amministrative. Almeno di quelle che approdano nell’aula consiliare in forza delle competenze specifiche del più alto organo di governo del territorio. Insomma, con lo streaming tutto avviene alla luce del sole. Somma esaltazione della trasparenza. Trasparenza dopo trasparenza, può accadere che, al di là dei verbi sbagliati e di qualche concetto avventato e sintatticamente obliquo, emergano, solo che si presti attenzione, anche il carattere, lo stile, l’educazione di ogni singolo componente del Consiglio. Per dovere d’ufficio giornalistico abbiamo seguito con un certo interesse l’ultima seduta del Consiglio comunale.

All’ordine del giorno c’erano importanti opere pubbliche e interessanti interrogazioni.

Un programma per palati buoni, non c’è che dire. Argomenti che, sia detto senza offesa per alcuno, meritavano ben altre illustrazioni e ben altri approfondimenti. Vale per la maggioranza come per l’opposizione. A volte ci si limita, sul versante di chi governa, a leggere le relazioni tecniche elaborate dagli uffici.

Una fredda esposizione priva di pathos, di partecipazione, di emozione. Come se il ruolo dell’assessore o del consigliere fosse un ruolo meramente ragionieristico.

La Politica, quella vera, richiede esposizioni ariose, profonde, sentite, stimola emozioni, innerva cultura. Non basta nascondersi dietro i compitini scritti da solerti funzionari.

Fatichiamo, non se ne dolgano i nostri amministratori, a scorgere fra loro capacità così elevate. Ma forse è chiedere troppo, soprattutto a chi è alle prime esperienze e ancora deve crescere. Siamo indulgenti: diamo loro tempo.

Se Atene piange, Sparta non ride. Sul versante della minoranza, l’opposizione, spesso, pencola tra subalterni accarezzamenti e deboli rimbrotti.

Quasi intimorita, impigrita, svogliata. Come se la funzione di controllo e di stimolo nei confronti della maggioranza fosse una ritualità dialettica, una semplice questione di posizionamento, senza alcuna ambizione per alternative future.

Considerazioni azzardate e ingenerose le nostre? Giudicate voi. D’altronde, basta dare una sbirciata allo streaming per vedere se abbiamo colto nel segno o stiamo esagerando. Ci sono state alcune fasi del confronto tra Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza e di opposizione che raccomandiamo alla vostra vista, cari lettori - ovviamente, senza forzatura alcuna, ci mancherebbe! - per apprezzare fino in fondo le “virtù” degli attuali amministratori.

Accade, per esempio, che ancor prima di iniziare la discussione, dai banchi dell’opposizione si alzi un consigliere per annunciare all’uditorio il suo voto favorevole a tutti i progetti presentati dalla maggioranza. Un voto a prescindere. La fretta di andar via fa anche di questi scherzi.

Mentre, alla restante parte della opposizione che dai banchi non si stacca e resta a fare il suo dovere, il sindaco impartisce un fervorino che è tutto un programma. Votate contro di me? Bene, non abbiamo bisogno dei vostri voti. Noi abbiamo fatto strike out alle elezioni e questo è quanto basta. La minoranza? Chissenefrega!

Ci chiedete notizie sullo scandalo dei concorsi? Accontentatevi delle poche righe rabberciate dai nostri solerti funzionari.

Insistete? Allora, tocca al presidente del Consiglio bloccare la discussione e sciogliere la seduta. Ricordate il marchese del Grillo? “Io so’ io… e voi non siete un…”.

Altro che Palazzo di vetro e senso delle istituzioni. Guardare per credere.

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