• Valentina Bartolini

La Cripta di San Magno

All'interno della Cattedrale uno dei complessi architettonici più belli d'Europa.

Soprannominata la "cappella Sistina" del Medioevo, custodisce eccezionali affreschi sul martirio del Patrono.

Anagni, città dei Papi e luogo del famoso “schiaffo”, nominata dallo storico tedesco Gregorovius “una delle terrazze più belle d’Europa”, vanta tra i suoi tesori uno dei complessi architettonici medievali più belli d’Italia, la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, costruita tra il 1072 e il 1104 dal vescovo Pietro da Salerno, e che custodisce al suo interno la famosa cripta di San Magno soprannominata la “cappella Sistina del medioevo”, testimonianza pittorica di eccezionale valore nel panorama dell’arte medievale europea.

Oggi la cripta è inserita in un percorso museale di grande valore; la visita è supportata da un’ottima assistenza digitale, poiché si può scaricare un’applicazione che permette di leggere o ascoltare in modalità audioguida le varie informazioni, ma consiglio di seguire una visita guidata che faciliti l’orientamento nella lettura degli affreschi non così immediata, data la loro ricchezza e complessità.

All’interno della cripta si rischia, infatti, di essere sopraffatti dall’estesa superficie pittorica di circa 540 mq realizzata, contemporaneamente alla cattedrale, da tre differenti artisti riconoscibili dal diverso stile, chiamati Primo, Secondo e Terzo Maestro di Anagni. Il loro stile oscilla da quello più arcaico e bizantineggiante a quello proiettato verso le nuove forme della terza dimensione e un’attenzione più accentuata al reale.

In pianta, la cripta si presenta con tre absidi e tre navate; sotto l’altare maggiore si conservano le reliquie di San Magno, martire cristiano del III secolo d.C. e patrono di Anagni. Una lapide murata sulla parete opposta ricorda il ritrovamento del corpo del Santo durante i lavori di realizzazione del meraviglioso pavimento cosmatesco, terminato nel 1231. Le pitture sulla parete dell’abside maggiore raccontano il martirio e le peripezie subite dal corpo di San Magno, vescovo di Trani ed evangelizzatore ad Anagni: durante il viaggio per visitare le tombe di San Pietro e Paolo a Roma, si nasconde con altri nelle grotte vicino Fondi per sfuggire alle persecuzioni dell’imperatore Decio. Arrestato, chiede di poter pregare prima di essere ucciso.

Il suo corpo sarà rinvenuto ancora raccolto in preghiera e con la testa mozzata. Un particolare che compare in evidenza nelle pitture. Nel IX secolo il corpo del martire, che era stato traslato a Veroli, viene profanato dai Saraceni inferociti per aver trovato morti i loro cavalli alloggiati nella cripta dove erano custodite le spoglie del martire. Un bellissimo affresco ricorda l’episodio del riscatto pagato dagli abitanti di Anagni per riprendere il corpo di San Magno: nel dipinto si nota il sovrano saraceno Muca che restituisce le spoglie del martire alla popolazione anagnina.

Sulle volte centrali sono visibili storie tratte dall’Antico Testamento: narrano le lotte tra il popolo ebraico e i Filistei, la presa e la riconsegna dell’Arca trainata da due vitelle da latte da parte di quest’ultimi, fino all’elezione di Saul.

Nell’abside di sinistra sono ritratte storie di Santa Secondina, battezzata da San Magno, e in quella di destra, dei Santi Martiri.

Molto interessante ciò che è rappresentato nella due volte sopra l’ingresso della cripta: la creazione del Cosmo e le sue componenti fisiche, con la rappresentazione dei segni zodiacali e la Creazione filosofica-scientifica dell’uomo. Questa è una complessa e sferica rappresentazione del microcosmo e macrocosmo, con l’uomo al centro, entrambi suddivisi in quattro parti corrispondenti a un’età della vita dell’uomo (infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia), un temperamento umano (sanguigno, collerico, melanconico e flemmatico), una stagione dell’anno (primavera, estate, autunno e inverno) e i quattro elementi (aria, fuoco, terra e acqua).

Solo entrando di persona in questo bellissimo e antico luogo si può respirare lo stupore, l’antichità e la ricchezza che ne derivano. Una visita che non delude le aspettative.

Si ringrazia il Capitolo della Cattedrale di Anagni che ha autorizzato la pubblicazione delle immagini

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