• Marco Sabene

La protesta dei commercianti e il silenzio del Sindaco

Quando si perde il contatto con la gente comincia la corsa inarrestabile sull’asse inclinato.

Alcuni scorci delle zone commerciali di Colleferro

E' accaduto ai più grandi, in Italia e in Europa. In un colpo il delirio di onnipotenza genera uomini, piccoli o grandi, solitari.

Senza scomodare i grandi personaggi del passato a cui sarebbe oltraggioso e fuori luogo accostare gli individui di questa triste storia, dobbiamo però raccogliere il grido di dolore dei commercianti di Colleferro perché nessuno ha voluto ascoltare le loro urla.

E lo fanno in una lettera, intrisa di onestà e chiarezza in cui si chiede una sola cosa “perché non volete ascoltarci?”. Le orecchie del mercante però sono tappate, lastricate di protervia.

La risposta potremmo darla noi: il lento incedere della politica locale verso il basso ha generato lassismo, superficialità.

Vige la politica del pecoreccio o come si preferisce in certi ambienti della poraccitudine, un meraviglioso neologismo che mai come oggi rende perfettamente l’idea dello status quo. In una parola, immobilismo.

La giacca appoggiata sulle spalle da attore consumato e il cerchio magico di incapacità in cui questa amministrazione è richiusa hanno fatto il resto. Cosa si può chiedere di più a chi ha un background di così basso spessore? Quantomeno di non fare ulteriori danni.

Per governare oggi, anche e soprattutto i piccoli centri, occorre preparazione, senso della comunità e cultura. L’orizzonte di questa amministrazione è fermo alla gomitata di intesa con gli amici, all’improvvisazione sui parchi cittadini (n.d.r. che poi parchi non sono) alla Bestia dei social, allo sguardo fintamente mesto ma carico di odio. Verso chi, gioco assai facile, ha idee e progetti.

I commercianti chiedono rispetto. Lo pretendono, non lo ottengono. Il popolo inebriato dalle nottate Bianche pensa a una città in forze, florida, felice. Ma il tessuto industriale e commerciale di una città è slegato dal potere, oggi protesta. E allora si deve fare un passo indietro.

Dichiarare i propri errori? Anche. Ma non accadrà, non con Sindaci e assessori di tale levatura. Al comando del commercio in Comune regna l’ignoranza e una spiccata mediocrità.

Oggi l’Associazione Commercianti di Colleferro dichiara questo:


· alcune nostre iniziative sono state prese in carico dai competenti assessorati per essere successivamente stravolte nel loro impianto originario facendole poi di fatto fallire miseramente (Mercatini).

· codesta amministrazione comunale ha poi dato vita a diverse manifestazioni (Notte bianca, festa della birra piazzale piscina, strett food, etc. senza minimamente coinvolgere, informare o chiedere almeno un parere consultivo alla ns Associazione.

· I diversi tentivi di instaurare un dialogo con Codesta Amministrazione si sono rilevate un completo fallimento, cerchiamo di avere un incontro con il nostro Sindaco dal 29.7.21 SENZA SUCCESSO FINO AD OGGI 24.9.21


Non un grido di dolore, ma una sacrosanta richiesta prevista e sancita dalle leggi di questo Stato. Adesso va data una risposta. Immediata. Ma non domani, oggi.

Una ricarica di umiltà servirà a molti, con un monito: la strada per la Regione è lunga e lastricata di poche e confuse idee. Sul percorso si incontreranno persone preparate e oneste e che fanno del proprio lavoro una ragione di vita.

La crisi del commercio


La crisi del settore commerciale a Colleferro non accenna a diminuire.

La pandemia, ovviamente, ha aggravato la situazione.

Non c’è giorno che non si registri la chiusura di qualche negozio. Intere zone della città, una volta animate e imbellite da insegne luminose e rese accoglienti da vetrine allestite con gusto, si presentano svuotate. E’ come se i segni di un terziario dirompente, capace di attirare consumatori da ogni angolo della Valle del Sacco, si fossero assopiti, spenti. Si ha la sensazione di una rassegnata impotenza. L’accettazione supina di uno stato irreversibile degli eventi.

Eppure qualcosa si è mosso non molto tempo fa, lasciando sperare in una possibile rinascita.

A maggio scorso, la costituzione dell’Associazione dei commercianti, promossa da Pino Capuano e presentata nell’aula consiliare del Comune, alla presenza del sindaco e degli assessori, aveva subito trovato una buona risposta dai vari esercenti, fino a raggiungere un considerevole numero di iscritti.

Spinta da una gran voglia di fare e di organizzare iniziative importati per l’intera città, l’Associazione si è subito messa in azione organizzando eventi e momenti partecipativi di un certo rilievo.

Peccato che sia mancato, nonostante le promesse dispensate a gran voce, l’apporto dell’Amministrazione comunale.

Ora, con una accorata lettera al Sindaco il presidente Pino Capuano ha voluto denunciare una situazione diventata insostenibile. “Non c’è stato nessun appoggio alle nostre iniziative”, “abbiamo provveduto a predisporre diverse iniziative per le quali abbiamo regolarmente presentato e protocollato diverse richieste e domande per sostenere il commercio locale”, “abbiamo più volte espresso le nostre preoccupazioni sulla delicata situazione del commercio nella nostra città” ma, “malgrado tutto il nostro impegno, a distanza di quattro mesi, nessuna delle nostre iniziative è stata presa in considerazione e realizzata”.

Non solo. I commercianti lamentano che in alcuni casi le stesse iniziative da loro promosse “ sono state prese in carico dai competenti assessorati per essere successivamente stravolte nel loro impianto originario facendole di fatto fallire miseramente”.

E’ accaduto con i “mercatini”, ad esempio. Come se non bastasse, ci sono stati eventi, come la Notte bianca, la Festa della birra o lo Street Food, nei quali l’associazione non è stata neanche interpellata e coinvolta. Come se la faccenda non riguardasse il commercio nel suo insieme. E servisse, aggiungiamo, soltanto per soddisfare la voglia di selfie e l’ossessione da social di qualche politico nostrano.

Nella lettera, il presidente Capuano torna a ribadire la volontà di confronto e di collaborazione con l’Amministrazione e con tutte le forze politiche.

Nella speranza che qualcuno riesca ad indicare programmi concreti e linee di intervento incisive per un settore che langue e che ha bisogno di una seria politica di programmazione.


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