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La storia dei cavalieri teutonici, l'ordine cavalleresco sopravvissuto al Medioevo

Le origine misteriose dei templari tra il XII e il XIV secolo. Una storia controversa tra fedeltà al papato e all'impero. Le crociate in Terra Santa e in Prussia.


Ultimo nato tra dei tra grandi Ordini cavallereschi, fioriti tra il XII e il XIV secolo con le Crociate, L’Ordine Teutonico, meglio conosciuto come i Cavalieri Teutonici, la cui sede si trova oggi a Vienna, in un palazzo barocco non lontano dalla Cattedrale di Santo Stefano, non ha conosciuto il lustro prestigioso dei Cavalieri di Malta e non ha avuto neppure un livello economico pari a quello dei Templari, anche se ,in un secondo tempo (inventario effettuato nel 1421), si era appurato che, quanto a metalli e pietre preziosi, i Teutonici possedevano un tesoro superiore a quello dei Templari. Inoltre è appurato che la sua affermazione e la sua influenza saranno superiori a quelle degli altri due Ordini, dato che i Fratres Domus Hospitalis Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem (I frati dell’ospedale di Santa Maria dei tedeschi), alias i Cavalieri Teutonici, riuscirono a creare, sulle rive del Baltico, uno degli Stai sovrani più potenti e moderni della fine del Medioevo.

Unico tra tutti gli Ordini cavallereschi che sussistono ancor oggi a poter vantare una successione ininterrotta di Grandi Maestri, l’Ordine Teutonico, dal 1929, è ridiventato un’organizzazione puramente clericale, tanto che, dei suoi privilegi passati, ha conservato la facoltà di conferire il titolo di “cavaliere d’onore” e l’esecuzione della giurisdizione dei vescovi e del potere civile, nei soli Paesi dove è stato stilato un concordato. Oggi sono sparsi prevalentemente tra l’Austria, la Germania e gli Stati dell’ex Jugoslavia. Si dedicano esclusivamente a compiti ospedalieri e all’insegnamento.

Un giusto ritorno alla modestia che caratterizzava, fin dalla sua fondazione, gli scopi e gli intenti dell’Ordine Teutonico. Molti adepti, però, gridano al tradimento della grande “idea teutonica” che mirava all’espansione verso oriente, “idea” che ha ispirato recentemente le SS, un nuovo “ordine nero” tutore del reich millenario.

Gli Ordini cavallereschi avvolgono le loro origini nel mistero e anche l’Ordine Teutonico non sfuggì alla regola. Stando alla tradizione, nel 1118, o nel 1128, un mercante della città di Brema, si trovava in pellegrinaggio a Gerusalemme, in compagnia della moglie, e dopo aver constatato lo stato di abbandono nel quale si trovavano i suoi compatrioti in Terra Santa, decise di imitare i “mercanti italiani” dell’ospedale di S. Giovanni, fondando un’istituzione umanitaria destinata ad accogliere e curare cavalieri e pellegrini di lingua tedesca. Altri volontari, tra i pellegrini e i crociati tedeschi, si unirono all’impresa. E poiché la cappella dell’ospedale era consacrata ala Vergine, essi diventarono, come anticipato, conosciuti come “i frati dell’ospedale di Santa Maria dei Tedeschi”.

Nel 1187, l’assedio di S. Giovanni d’Acri trovò i crociati tedeschi ancora una volta a disagio. Il grosso dell’esercito germanico, comandato dall’imperatore in persona, Federico I Barbarossa, aveva scelto, non avendo una flotta, di raggiungere la Terra Santa via terra, attraversando i Balcani e l’Asia Minore. Il piccolo manipolo di tedeschi venuti via mare si trovò isolato, in minoranza tra i crociati degli altri Paesi, I Templari dedicavano tutte le loro cure ai francesi, gli Ospitalieri (Ordine di Malta) agli italiani.

Di fronte all’infuriare di un’epidemia, alcuni mercanti di Brema e di Lubecca, per soccorrere i feriti e gli infermi d’origine germanica, intrapresero per la seconda volta la costruzione di un ospedale sotto le mura della città assediata, usando come tende le vele delle navi. L’assedio durò diciotto mesi, i rinforzi tardavano ad arrivare e la discordia scoppiò tra le varie nazioni del campo cristiano.

Quando, come un fulmine a ciel sereno, si diffuse la notizia che Barbarossa era annegato in Cilicia, la situazione diventò disperata per la fragile confraternita ospedaliera teutonica. Infine, l’esercito tedesco fece la sua apparizione al comando di Federico di Svevia, secondogenito dell’imperatore defunto: appena giunto in Gerusalemme decise di mettere l’ospedale tedesco sotto la sua personale protezione. Le cose volsero al meglio. Nel 1192, papa Celestino III confermò la nuova confraternita, sottoponendola all’esclusiva autorità della Santa SedeNel 1197, Enrico VI di Hohenstaufen, successore del Barbarossa, le concesse il suo appoggio. Alle cinque case che la comunità possedeva in Terra Santa, l’Imperatore volle aggiungere, con una sua donazione personale, il monastero della Santa Trinità a Palermo, primo baluardo teutonico in Europa.

Nel 1198, una potente armata germanica era appena sbarcata in Terra Santa quando la morte improvvisa di Enrico VI, a Messina, costrinse le truppe a tornare indietro. Fu allora che i principi tedeschi decisero, prima di lasciare la Terra Santa, di trasformare la giovane confraternita teutonica in un vero e proprio Ordine cavalleresco. La cerimonia ebbe luogo nella Casa dei Templari, alla presenza di undici vescovi, nove principi tedeschi, nonché dei Grandi Maestri del Tempio e dei Cavalieri di Malta (dell’Ospedale). Il sigillo teutonico avrebbe rappresentato la Vergine e il Bambino, montati su un asino guidato da San Giuseppe : Il Gran Maestro dei Templari depose sulle spalle del suo nuovo emulo teutonico, Heinrich Walpot von Bassenheim, il gran mantello bianco dei Templari.

Investito di una doppia funzione, ospedaliera e militare, il nuovo Ordine, al quale era stata attribuita la regola degli Ospitalieri per quanto concerneva l’assistenza, e quella dei templari, per quanto concerneva l’organizzazione bellica, condivideva, con gli altri due ordini, l’ambiguità che sarebbe stata fatale ai Templari, ossia quella tra lo spirituale e il temporale.

La regola teutonica, ricalcata su quella dei Templari, non indicava affatto che fosse necessario essere tedeschi per venire ammessi nell’Ordine. Difatti, furono accolti cavalieri francesi, italiani, un fratello del re di Danimarca, e persino polacchi. Che i Teutonici fossero di lingua tedesca fu dovuto, in origine, a una situazione di inferiorità nei confronti degli altri crociati. Il fatto che l’imperatore Enrico IV non avesse potuto partecipare alla prima crociata aveva finito per addossare un connotato prettamente francese alla spedizione.

Giunti per ultimi, i tedeschi soffrirono un forte senso di inferiorità nei confronti degli altri Ordini cavallereschi, che erano nati più di mezzo secolo prima, tant’è vero che dovettero resistere al tentativo degli Ospitalieri, che aspiravano a far ricadere il nuovo Ordine sotto la loro giurisdizione dato che erano riusciti a porre, per qualche tempo, il primo ospedale tedesco sotto la loro tutela.

Ma se, in Terra Santa, il fatto che l’Ordine Teutonico fosse, allo stesso tempo, internazionale e tedesco si tramutasse in un freno, in altre situazioni poteva trasformarsi addirittura in un vantaggio: tutto stava nel sapersi inserire nel gioco politico tra impero e papato. Il contrasto era cominciato con un impegno azzardato da parte di Federico II, nel 1215, ad Aquisgrana, nel corso dell’incoronazione a Re dei Romani, quando assunse pubblicamente l’impegno di comandare una nuova crociata in Terra Santa. E ciò in attesa dell’investitura imperiale che dipendeva esclusivamente dall’assenso di Papa Gregorio IX.

Il sogno segreto di Federico II era quello di annettere il Regno di Gerusalemme all’Impero. Ma dovettero passare ben tredici anni prima che Federico II poté muovere verso la Palestina con il suo esercito. Cosa cambiò dopo quell’arrivo? Domenica 18 marzo 1229 ebbe luogo una cerimonia alquanto singolare: nella chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, sfidando gli antemi di papa Gregorio IX, che lo aveva già scomunicato da tempo, Federico II si cinse la testa con la corona del regno di Gerusalemme, che aveva appena liberato dal dominio musulmano.

Il Patriarca di Gerusalemme, i Cavalieri del Tempio (i Templari) e quelli dell’Ospedale di S. Giovanni (i Cavalieri di Malta), avevano scelto di disertare il rito. Erano tutti presenti, invece, i Cavalieri dell’Ordine Teutonico, drappeggiati nel loro grande mantello bianco, segnato da una croce nera sulla spalla sinistra. L’attuale Gran Maestro, Hermann von Salza, che aveva organizzato la cerimonia, si trovava a fianco di Federico II, mentre il nuovo re afferrava la corona deposta sull’altare e se la metteva sul capo da solo (come avrebbe fatto Napoleone circa seicento anni dopo, a Notre-Dame). Da qui l’inarrestabile ascesa dell’Ordine Teutonico, che si sarebbe fermata soltanto nel 1410, spezzata dalle spade e dalle lance polacche e lituane.

Una volta ancora, lo scopo della lotta che stava per riprendere tra Federico II e il Papa (o, piuttosto, i papi, perché dovette affrontarne tre: Innocenzo III, Onorio III e Gregorio IX, diversi tra loro, ma tutti determinati a far primeggiare la grandezza della Chiesa) era il dominio del mondo. Ma questa volta si interpose tra i duellanti il Gran Maestro Hermann von Salza.

La controversa crociata di Federico II non poteva lasciare il Gran Maestro indifferente. Egli era a capo di un Ordine la cui missione si identificava con la liberazione della Terra Santa e inoltre coltivava il sogno ambizioso di riconciliare il Papa e l’Imperatore. E pensava che fosse suo dovere avendo legami sia con il Papa sia con l’Imperatore nell’importante ruolo di mediatore. Inoltre Hermann von Salza era un consigliere insostituibile, ma anche l’unico che sapeva sbrogliare meglio di ogni altro gli innumerevoli intrighi che fiorivano in Oriente, sia tra i crociati sia tra i Musulmani. Ed era anche colui che riusciva a temperare l’impetuosità giovanile dell’imperatore. Sostituiva il padre che Federico II aveva perso all’età di tre anni.

Hermann von Salza morì lo stesso giorno, il giovedì santo del 1239, in cui una nuova scomunica, questa volta definitiva, colpiva Federico II. Il Gran Maestro teutonico non era riuscito a raggiungere lo scopo al quale aveva dedicato tutta la sua vita:” Agire per l’onore della Chiesa e dell’Impero”: Era riuscito, in compenso, a far divenire lo strumento scelto per il suo grande sogno, l’Ordine Teutonico, un’indiscussa potenza.

Federico II si era reso conto della potenza acquisita dai Templari e dagli Ospitalieri e capì facilmente che essa derivava dalla loro rigida organizzazione, nelle regole austere e anche nella loro segretezza.

In realtà l’Ordine Teutonico non era tanto una società segreta vera e propria, bensì un universo ermetico, dai riti carichi di simbolismo. Nel loro caso si era in presenza di un mondo tanto più chiuso in quanto i voti che si dovevano prendere e pronucnbiare avevano un carattere irreversibile.

Si usciva dall’Ordine Teutonico solo con la morte, ma a lungo fu facile approdarvi. In origine, la condizione nobile non era neppure richiesta. Solo nel 1216 il Papa decise che il Gran Maestro non poteva avere origini plebee e, nel 1284, che sarebbe stata necessaria un’autorizzazione speciale per l’ammissione dei non nobili.

Una delle particolarità dell’Ordine Teutonico era che non bastava aver pronunciato i voti per essere considerato un vero cavaliere ed essere abilitati a partecipare ai capitoli, alle grandi riunioni dell’Ordine, essere eletto ai gradi superiori, come quello di Commendatore, era necessaria una iniziazione supplementare. I cavalieri venivano “addobbati” (vestiti delle armi) con un rituale che si trasmetteva un secolo dopo l’altro, che si rifaceva ai misteri di Eleusi e al culto di Mitra. Per venire armato, un Cavaliere Teutonico doveva avere almeno dieci anni di anzianità. La cerimonia aveva luogo in occasione delle grandi feste liturgiche, in particolare a Pentecoste e nella ricorrenza di S. Elisabetta d’Ungheria, patrona tutelare dell’Ordine, il cui reliquario d’oro, conservato nella chiesa di Marburg (Germania) era affidato, dall’epoca di Federico II, alla custodia dei Cavalieri Teutonici.

Al momento di prendere i voti, ognuno dei cavalieri doveva sottoscrivere un giuramento di obbedienza al Gran Maestro e all’Istituto, di cui si impegnava a difendere, anche a costo ella vita, non solo la fede spirituale ma anche il territorio. Doveva essere disponibile, corpo e anima, senza interruzione, annullando ogni traccia di individualismo e sottomettersi interamente alla comunità. Come quella dei Templari, la regola dell’Ordine Teutonico traeva origine dalle idee mistiche di S. Bernardo di Chiaravalle (fondatore dei Templari) che miravano a riunire le due figure ideali del Medioevo: il monaco e il cavaliere, per farne lo strumento perfetto per costituire i corpi di spedizione delle Crociate. Però, man mano che l’impero teutonico si estendeva, quei precetti spirituali presero un aspetto temporale e pratico sempre più inquietante.

Dei tre voti sarà quello dell’obbedienza a non flettere mai, al contrario di quelli di castità e povertà. Obbedienza in primis al Gran Maestro: vero monarca assoluto con diritto di vita e di morte sia per gli aspetti militari sia per quelli ospedalieri. Il Gran Maestro era eletto a vita ed era il capo degli eserciti. Il suo seguito comprendeva quattro cavalieri e sei frati serventi o “sergenti d’arma”. Possedeva quattro cavalcature da combattimento e due da carico. L’unico suo obbligo era quello di consultare il capitolo per le decisioni più gravi.

Fino all’inizio del XIII secolo, i Cavalieri Teutonici erano soltanto uno sparuto gruppo di uomini isolati in mezzo agli altri crociati in Terra Santa. Ma dal 1200 al 1300 le commende si moltiplicarono. E ciò non soltanto in Palestina, ma anche in Italia, in Armenia, in Boemia, a Cipro, in Germania e perfino in Francia. L’Ordine divenne di conseguenza tanto più temibile in quanto la sua immunità giurisdizionale gli permetteva di immischiarsi in tutti gli ingranaggi civili e religiosi, pur dipendendo soltanto dal Papa. Il trasferimento dei Cavalieri Teutonici in Prussia, cioè in un territorio vicino all’Impero, diede alla loro volontà di espansione del potenziale bellico l’occasione di esercitarsi.

Hermann von Salza era stato ancora una volta lungimirante: per gli Ordini cavallereschi non vi era più futuro in Terra Santa. Un primo tentativo per trovare un terreno d’azione più idoneo alle ambizioni dei Teutonici non aveva avuto buon esito. Nel 1211, il Gran Maestro era stato molto abile a indurre il re d’Ungheria, Andrea II, a fare appello ai Teutonici per difendere le sue frontiere orientali minacciate dai Cumani, tribù pagana sopraggiunta dall’Asia. Andrea II era peraltro padre della famosa S. Elisabetta, futura patrona dell’Ordine, a sua volta sposata con il langravio di Turingia, amico personale di Salza, per cui molti vantaggi erano stati concessi ai cavalieri. A priori l’impresa sembrava confacente alla missione dell’Ordine, poiché si trattava di proteggere un luogo di passaggio tradizionale dei pellegrini tedeschi verso la Palestina.

L’Imperatore e il Papa avevano dato la loro benedizione. I Teutonici non avevano tardato a riportare importanti vittorie. A un certo punto, però, Andrea II si era accorto che, sotto la copertura della fede, i cavalieri nutrivano ambizioni territoriali precise. Quando essi, facendosi forti della loro dipendenza diretta dalla Santa Sede, avevano preteso di sottrarsi alla giurisdizione dei vescovi locali, il sovrano ungherese aveva ritrattato le sue donazioni. Nel 1225, i Teutonici avevano dovuto levare il campo, lasciando dietro di sé i coloni venuti dalla Germania al loro seguito, antenati dell’attuale minoranza germanica in Transilvania.

Ma quando, nel 1226, il duca Corrado di Masovia, uno dei palatini che si dividevano in quel tempo il territorio polacco, implorò l’aiuto dei Teutonici contro i Prussiani, altra popolazione idolatra di origine slava che aveva appena devastato i suoi stati, Hermann von Salza era ben deciso a sfruttare fino in fondo quell’occasione. La nuova missione oltrepassava, per ampiezza, tutto ciò che l’Ordine aveva compiuto fino ad allora. Il duca polacco era pronto a concedere ai Cavalieri la città di Kulm e altri territori da riprendere al nemico. Si trattava di una vera conquista territoriale, completata dalla conversione di un intero popolo. L’Imperatore, per giunta (e Salza sicuramente ne era consapevole) non poteva che rallegrarsi alla prospettiva di espandere, come protettore della Chiesa e della fede, la sua sovranità sulla Polonia. Federico II non si limitò, infatti, a confermare le donazioni del nobile polacco, ma creò un nuovo stato.

I Cavalieri Teutonici fecero il loro ingresso in Prussia nel 1230. Applicando a quel nuovo Paese la strategia che avevano adottato in Palestina, essi assicuravano le loro retrovie costruendo, via via, fortificazioni e castelli. Coloni venuti da tutte le regioni della Germania prendevano possesso delle nuove terre. La Santa Sede distribuiva indulgenze senza lesinare al fine di incoraggiare i combattenti in guerra contro i pagani di Prussia che uccidevano e sterminavano i cristiani.

Nel 1231, i Cavalieri Teutonici attraversarono la Vistola e costruirono la cittadella di Torun, così battezzata in onore di Thoron, una delle importanti sedi dei Teutonici in Terra Santa. Nel 1232, toccò a Kulm, che diventò sede di una Commenda, nel 1233 fu la volta di Marienwerder.

Nel 1236, assorbirono, con la benedizione del Papa, un altro Ordine cavalleresco, i Fratelli della Milizia di Cristo. Il territorio di quest’Ordine, la Livonia, venne così ad aggiungersi ai possedimenti sempre più estesi dell’Ordine Teutonico

Nel 1242, la campagna intrapresa contro Novgorod sfociò nel disastro inflitto dall’esercito russo guidato dal principe Alessandro Nevskij sui ghiacci del lago Peipus, a nord di Riga, in Estonia. Battaglia epica immortalata dal regista russo Sergej Michajlovic Ejzezenstejn nel film “agiografico” dedicato proprio al vittorioso principe: “Aleksandr Nevskij”, del 1938.I Prussiani ne approfittarono per ribellarsi: Ancora una volta, il Papa, Innocenzo IV, predicò la crociata . L’insurrezione venne schiacciata dall’intervento di re Ottokar di Boemia, alla guida di sessantamila soldati. Nel 1257, i Teutonici fondarono Konigsberg (la città dei re, in onore di re Ottokar). Subito dopo avvenne un’altra insurrezione, seguita da una nuova crociata. I Prussiani attaccarono le fortezze teutoniche e, nelle campagne, incendiarono le fattorie dei coloni tedeschi. I loro villaggi, composti da case di legno, furono anch’essi dati alle fiamme. Alle porte dei castelli dell’Ordine fiorirono le forche.

L’estuario della Vistola, un’immensa palude, venne trasformata in uno dei migliori granai d’Europa.

La Prussia divenne il principale fornitore di legname, cereali, ambra, pellicce dell’Inghilterra e delle Fiandre. In un’epoca in cui circolavano una gran quantità di monete e le grandi potenze soffrivano tutte di una pesante crisi di bilancio permanente, i Teutonici riuscirono a unificare le monete, i pesi e le misure.

1 - continua….



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