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Le piazze a Colleferro, tattiche dello spazio


Colleferro, Piazza Gobetti: uno spazio urbano dal potenziale enorme sacrificato alla sosta selvaggia

COLLEFERRO - Lo spazio tra gli edifici nelle aree urbane viene spesso trascurato e sottoutilizzato.

Al netto di quello strettamente dedicato al passaggio delle auto ed alla loro sosta regolare (ammesso che entrambe le cose siano sempre necessarie) c’è tanto altro spazio quasi sempre asfaltato ed indefinito nella sua funzione: è lo spazio prediletto dalla sosta selvaggia.

Ci sono poi aree che, per forma, proporzioni, collocazione e contesto si configurerebbero come piazze di gran potenziale.

Ad esse viene anche dato il nome di piazza ma non sono altro che spazi dalla funzione in gran parte indefinita che inevitabilmente ricadono nella casistica sopra descritta della sosta più o meno selvaggia che rende “la piazza” meno accessibile e meno attraente per i pedoni.

In pratica un caotico parcheggio con tutto il corollario di traffico, rumore e smog che ne deriva.

E’ il caso di piazza della Repubblica, dove lo spazio potrebbe essere ridefinito nei minimi dettagli e restituito per buona parte ai pedoni realizzando allo stesso tempo uno strategico snodo di collegamento pedonale tra la zona commerciale di viale xxv Aprile e quelle di corso Filippo Turati e via Petrarca. Se ci pensate, oggi la maggioranza dei pedoni che attraversano piazza della Repubblica per accedere a corso Turati lo fanno tra auto in sosta irregolare e marciapiedi stretti ed angusti. Nessuno pedone sosta sulla piazza. Non ci sono panchine, non c’è verde, non ci sono aree gioco per bambini, non c’è spazio per le persone! Quanto il potenziale sprecato anche per i locali che affacciano sulla piazza?

C’è poi piazza Gobetti: uno spazio urbano dal potenziale enorme le cui parti “alta” e “bassa” sono il paradiso della sosta selvaggia denotando, tra l’altro, una incapacità di gestione dello spazio urbano da manuale.

Da manuale è forse anche l’incapacità di immaginare un destino diverso per questa fantastica piazza, nonostante la parziale pedonalizzazione realizzata circa 25 anni fa dimostri quanto quel fazzoletto sottratto alle auto, popolato in ogni ora del giorno da tutte le fasce sociali, più volte palcoscenico di attività come piccoli concerti, incontri, mostre ed eventi culturali sia di fondamentale importanza per l’interazione sociale e la vita della comunità.

Le partitelle di pallone tra bambini che quasi ogni giorno nella bella stagione si tengono alla sera, non fanno riflettere i nostri amministratori sulla necessità di incrementare gli spazi vivibili e fruibili dai bambini anche in centro città?

Ha riflettuto il “pool di esperti” della nostra amministrazione, sul perché i bambini non vanno a giocare al prato del castello ma preferiscono farlo a piazza Gobetti? Cambiare in tempi brevi le sorti di queste due piazze e di altri spazi di gran potenziale gestiti in modo pessimo (viene in mente largo San Francesco, zona ufficio postale), è possibile e non richiede la disponibilità di grandi risorse economiche.

Se si volesse, se si avesse il coraggio di far cambiare le abitudini (incentivando il parcheggio in zone periferiche ad esempio), se si possedesse una visione di città moderna, sostenibile e davvero smart nei fatti e non a parole, lo spazio potrebbe essere ridefinito e restituito rapidamente alle persone anche attraverso lo strumento dell’urbanistica tattica. L'urbanistica tattica è un approccio alla pianificazione urbana che si concentra su interventi a basso costo, rapidi e reversibili, ma di forte impatto.

L'urbanistica tattica può cambiare temporaneamente la viabilità ed il volto dei quartieri o, se l’esperimento ha successo, dare il via ad una trasformazione permanente.

Gli interventi di urbanistica tattica possono includere:

1. Chiusura temporanea di strade attraversanti la piazza o di parti della piazza stessa al traffico veicolare, per destinarle ad altri usi come spazi pedonali, attività commerciali all'aperto, eventi, etc. Questo può rendere la piazza più vivibile e attrattiva.

2. Installazione di arredi urbani temporanei come tavoli, sedie, panchine, ombrelloni per incentivare l'uso della piazza e le relazioni sociali.

3. Realizzazione di spazi di ristoro e aggregazione come giardini temporanei, spazi verdi provvisori, terrazzamenti, etc.

4. Sistemazioni provvisorie di elementi quali opere d'arte, installazioni luminose, luoghi per esposizioni al fine di qualificare lo spazio pubblico.

5. Interventi di road painting, street art e mobilità creativa per modificare anche solo visivamente l'assetto e la fruizione degli spazi.

6. Processi partecipativi per coinvolgere i cittadini nella riqualificazione tattica e temporanea della piazza.

7. Questi sono solo alcuni esempi e l'urbanistica tattica consente sperimentazioni molto flessibili e varie in base alle specificità di ogni luogo.

Nel corso della sperimentazione è importante monitorare l'utilizzo dello spazio e raccogliere feedback dalla comunità per effettuare eventuali aggiustamenti o miglioramenti del progetto.

C’è da dire però che, molto spesso, la comunità non vuole più tornare indietro ed il cambiamento da sperimentale diventa permanente dando il via alla progettazione per una sistemazione definitiva di qualità e non più temporanea (come nel caso di piazza Dergano rappresentato nella foto, ora in via di sistemazione definitiva).

Milano, Piazza Dergano - Prima e dopo. Era un parcheggio con circa 25 posti auto; è stato pedonalizzato e trasformato in una piazza con panchine e grandi tavoli da ping-pong. Dopo il successo della sperimentazione, ora sono in corso i lavori di sistemazione definitiva

Il risultato finale della trasformazione della piazza-parcheggio in uno spazio pubblico vivace e accogliente attraverso l'urbanistica tattica è infatti un ambiente urbano migliore per la comunità locale. La piazza può diventare un salotto, un luogo dove le persone possono interagire, socializzare e godersi il tempo libero insieme, migliorando la qualità della vita e creando un senso di comunità più forte. Questi progetti inoltre, portano spesso ad un aumento dell’attrattività e del valore della zona circostante, contribuendo a stimolare la ripresa economica (leggi commercio) e ad aumentare il valore degli immobili.



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