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Pedonalizzare le aree urbane: qualche idea per vivere meglio


Via IV novembre a Verona Le strade sono interrotte dai marciapiedi continui e la circolazione pedonale è prioritaria rispetto a quella automobilistica. Un cambio di gerarchia che ha determinato il rilancio commerciale della zona

COLLEFERRO. Chi ha detto che i percorsi delle auto debbano essere sempre continui e sgombri mentre quelli pedonali continuamente interrotti dai primi? Perché i pedoni sono messi in condizione di fare “la parte dell’intruso” sul percorso delle auto?

Perché, in alcuni casi, non si fa il contrario?

Ristabiliamo la continuità dei percorsi pedonali e facciamo in modo che, in determinate aree (quelle più centrali e commerciali), siano le auto a fare “la parte dell’intruso” sul percorso pedonale. La tecnica non è nuova e viene sempre più utilizzata nelle città più evolute sia per ragioni di sicurezza che per aumentare il benessere sociale.

Piccoli cambiamenti - grandi risultati Con l’allargamento del marciapiede in corrispondenza dell’intersezione ed ripristino della continuità del percorso pedonale, si impedisce la sosta sulle strisce, si agevola la circolazione pedonale e si rallenta il transito delle auto in prossimità dei pedoni.

La visione auto-centrica che ha governato e continua a governare molte delle nostre città fa si che i percorsi delle auto siano mantenuti continui e sgombri (considerati quindi come prioritari) mentre quelli destinati a pedoni e biciclette siano continuamente interrotti dai primi e vengano riempiti di ostacoli: pali che restringono il percorso, bidoni, cestini, arredo urbano mal messo ed ingombrante, mercanzia di ogni genere depositata sui marciapiedi oltre ogni ragionevole considerazione di ingombro. E’ evidente quanto i percorsi pedonali e ciclabili siano considerati secondari e sacrificabili.

Dare la priorità ai percorsi carrabili ha completamente senso in zone extraurbane o sub-urbane ma appare sempre più una scelta miope nelle zone più centrali delle città, comprese quelle della nostra Colleferro.

L’inversione della priorità gerarchica tra percorsi carrabili e percorsi pedonali è possibile e si attua anche attraverso la realizzazione di marciapiedi continui.

Il design più comune per i marciapiedi è infatti quello che vede il marciapiede interrompersi in corrispondenza dell’intersezione con il percorso carrabile ed il comparire delle strisce pedonali quando non invase da auto in sosta.

Invertendo la gerarchia dei percorsi nelle strade del centro e ripristinando la continuità dei percorsi pedonali sono le auto a fare “la parte dell’intruso”. In foto via IV Novembre a Verona (Google Street)

Questo design rappresenta tuttavia un potenziale pericolo poiché le persone che attraversano la strada entrano di fatto nel “territorio delle automobili”. In aggiunta a ciò, l’interruzione aumenta psicologicamente la percezione delle distanze di chi si muove a piedi.

Da anni molte città hanno adottato un design più sicuro ed efficiente per i marciapiedi, chiamato “passaggio pedonale continuo”.

Questo design prevede che il marciapiede rimanga allo stesso livello mentre la strada (interrotta dal marciapiede) debba di fatto sollevarsi fino al marciapiede. Le auto che attraversano il marciapiede (notare la rivoluzione anche nell’uso dei termini!!!), devono entrare nel “territorio dei pedoni”, rendendo i conducenti più cauti e consapevoli della presenza dei pedoni stessi.

Il design del passaggio pedonale continuo funziona anche come un dosso rallentatore che induce i conducenti a rallentare nel loro approccio al passaggio pedonale.

Oltre ai vantaggi in termini di sicurezza la continuità dei percorsi pedonali comporta notevoli benefici sociali.

Questa soluzione promuove infatti la mobilità pedonale e ciclabile, che non solo riducono la congestione del traffico e l’inquinamento dell’aria, ma offrono l’opportunità alle persone di essere più attive fisicamente e di migliorare la loro salute.

L’interazione sociale ed il senso di comunità ne escono fortemente migliorati.

Creando infatti un ambiente più invitante ed amichevole per i pedoni, le persone sono più inclini a camminare e trascorrere del tempo all’aperto, il che porta a maggiori opportunità di interazione comunitaria e connessione sociale, ad un maggiore senso di orgoglio e di proprietà del bene comune, poiché le persone si sentono più coinvolte nei loro quartieri e più connesse ai loro dintorni.

Notevole, con i marciapiedi continui, il miglioramento dell’accessibilità e della mobilità per le persone con disabilità, gli anziani e le famiglie con bambini piccoli.

La progettazione a livello dei marciapiedi rende infatti più facile la circolazione per le persone con mobilità ed elimina gli attraversamenti a raso.

La superficie liscia ed uniforme rende anche più facile il movimento per i genitori con passeggini o per le persone con deambulatori o carrozzine, rendendo la città più accessibile a tutti.

Per venire alla nostra realtà locale perché, ad esempio, non determinare una continuità dei marciapiedi lungo corso Filippo Turati andando a generare un percorso pedonale continuo che vada dal Murillo a piazzale Aldo moro oppure, creare le condizioni per la continuità pedonale tra il parcheggio della piscina e lo stadio di via Berni con un percorso continuo che attraverserebbe il centro commerciale della città?

I benefici sociali di rendere continui almeno in centro i percorsi pedonali sono numerosi e dovrebbero essere presi in considerazione soprattutto in una cittadina come la nostra in cui esclusivamente l’auto e le esigenze ad essa legate continuano a dettare scelte prive di visione e futuro.



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