• Cristiana Carrozza

Piano 167, ora vi dico come stanno le cose

Il mese scorso ci eravamo lasciati raccontandovi del duro scontro intervenuto su Facebook tra il Consigliere di opposizione Piero Attiani e il Presidente del Consiglio Comunale Mirko Natalizia.

Attiani chiedeva di convocare urgentemente il Consiglio Comunale per discutere sulla questione delle opere di urbanizzazione del piano di zona 167 di Colle della Vecchia dopo la decisione, da parte del Comune di Valmontone, di voler avviare autonomamente le procedure funzionali alla realizzazione delle suddette opere anziché farvi procedere il Consorzio “Colle della Vecchia” così come era previsto dalla convenzione firmata dalle due parti nel 2019.

Ma in questi giorni siamo stati contattati dal Sig Raffaele Rizzo, presidente del Comitato di zona Colle della Fontana Vecchia regolarmente costituito da dicembre del 2020 ed al quale hanno aderito gran parte degli abitanti di Colle la Vecchia che, a nome di tutti gli iscritti, ha ritenuto corretto fornire degli approfondimenti.

“La vicenda legata all’edificazione della zona 167 di Colle Fontana Vecchia venne avviata molti anni fa, se non erro intorno al 2005/06.

Ma, per una migliore comprensione della intera vicenda, è necessario capire meglio chi sono le parti coinvolte: da un lato le cooperative sociali, i cui Presidenti si sono riuniti in un Consorzio; dall’altro l’Amministrazione Comunale e, da un’altra angolazione, i cittadini che hanno cominciato a popolare il quartiere ormai da oltre 5 anni.

In avvio ritengo fondamentale specificare, in maniera chiara, che il Comitato non intende minimamente schierarsi né frapporsi a dispute, o come meglio si vogliano chiamare, tra le componenti politiche del Comune di Valmontone.

I cittadini continueranno ad abitare in questo Comune indipendentemente dal colore politico degli amministratori”.

Prosegue il Sig Rizzo: “le cooperative sociali, che nel corso di questi anni hanno potuto usufruire di tutti i vantaggi economici legati per l’appunto, alla edilizia sociale, avrebbero dovuto restituire ai cittadini acquirenti una serie di benefici previsti dalla attuale legislazione.

Va tenuto presente che nel prezzo di acquisto di ogni immobile è compresa una quota che le famiglie hanno già pagato alle rispettive cooperative per le opere di urbanizzazione.

La legge, inequivocabilmente, stabilisce che dette quote sono considerate “denaro pubblico”. Ma il progetto sociale, ad oggi, non è stato ancora raggiunto.

L’Amministrazione Comunale, da parte sua ha, ed aveva, fin dalla nascita dell’intero progetto, il preciso ruolo di far rispettare i termini contrattuali, verificare la correttezza dell’esecuzione delle opere edili, e, non per ultimo, tutelare i diritti dei cittadini.

Prosegue il racconto: “Nell’aprile 2019 si giungeva, finalmente, alla Convenzione tra il Consorzio delle Cooperative e l’Amministrazione Comunale, concordata e firmata con atto notarile.

Pertanto, con atto pubblico il Consorzio si assumeva, nello specifico, l’onere della progettazione e della esecuzione delle opere di urbanizzazione in un arco temporale ormai abbondantemente superato.

L’intera fase progettuale, distinta in due singole fasi tecniche, anch’essa da realizzare a cura del Consorzio, doveva recepire in primissimo luogo le indicazioni fornite dagli Enti gestori dei servizi pubblici quali Enel, Acea ecc.. Per cui, non è il Comune di Valmontone che ha deciso di modificare in autonomia i progetti ma, gli stessi, venivano rinviati al Consorzio mittente perché non in linea con le obbligatorie indicazioni dei gestori dei servizi. La scelta del Comune di Valmontone di prendere in mano la realizzazione delle opere di urbanizzazione sembrerebbe, a parere del Sig Rizzo, una decisione corretta e rassicurante: “da un anno a questa parte il Comitato è stato sempre informato sui passi che venivano effettuati. I provvedimenti adottati dalla Amministrazione cittadina, che in varie circostanze ha richiamato al Consorzio gli impegni sottoscritti con la convenzione, tendono alla soluzione dei problemi e, in definitiva, questa attività ci fa sperare che la faccenda possa chiudersi in tempi ragionevoli. Peraltro, considerate le inadempienze evidenziate dall’Amministrazione, i provvedimenti vanno meglio inquadrati come atti dovuti. Non viviamo nel mondo dei sogni, siamo ben consci che le preoccupazioni avanzate dall’opposizione sulle coperture finanziare necessarie alla realizzazione delle opere siano giuste e comprensibili. Avere dubbi, rappresentandoli pubblicamente, rientra nella attività di ogni gruppo di opposizione politica. I cittadini fanno affidamento su questo ruolo. Tuttavia è palese che il vero problema è costituito dalle coperture economiche che, ribadisco, dovevano essere assicurate da ogni singola cooperativa secondo i contenuti della Convenzione del 2019”.

La voce degli abitanti di Colle della Vecchia, tramite il contributo fornitoci dal comitato di quartiere si aggiunge alle altre voci ascoltate fin’ora, tracciando una trama complicata ed a tratti drammatica.

Per aiutarci a comprendere meglio i disagi che vivono gli abitanti di questo quartiere il Sig. Rizzo ci porta qualche esempio: “non solo costi altissimi per via degli allacci provvisori (forniture elettriche ed idriche di cantiere, impossibilità di collegare gli impianti fotovoltaici, mancanza di rete telefonica, ecc), ma poca sicurezza in strada sia per i bambini che non hanno nessuno spazio dedicato sia per quei cittadini che col buio serale sono impossibilitati ad andare a piedi se non con l’aiuto della torcia del telefono”.

Infine il Sig. Rizzo lancia un appello proprio ai consiglieri di opposizione: “comprendo benissimo le diversità del pensiero politico, ma penso che la politica, se ritiene prioritaria l’uguaglianza ed i diritti dei cittadini, debba collaborare affinché gli handicap sociali siano eliminati.

Approfitto della opportunità anche per lanciare un monito alle varie componenti del Consorzio di Cooperative: i vostri soci/acquirenti, avendo scelto il vostro progetto sociale, si aspettano il pieno rispetto contrattuale ed il totale completamento delle opere.

Per cui non accettano come risposta: è colpa del Comune”.

In fine saluto il Sig. Rizzo, chiedendogli di essere aggiornata sugli eventuali sviluppi di questa complicata faccenda, augurandomi che la politica di questa Città voglia, come promesso, mantenere realmente gli impegni presi nei confronti di questi cittadini che sono in attesa, da troppi anni, di risposte definitive e un agire risoluto.


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