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Questione di fortuna o di prospettiva?

Noi, la generazione del Duemila

Quante volte c’è capitato di vedere qualcuno di famoso come ad esempio un cantante, un attore oppure persone a noi vicine (amici) e di pensare “vorrei avere anche io quel tipo di vita”? Almeno una volta sicuro.

Oggi ci soffermiamo spesso a guardare i lati positivi di quel che vediamo su uno schermo attraverso i social oppure che ci viene raccontato da qualcuno, tendendo ad etichettare quelle persone automaticamente come “fortunate” e iniziando a provare invidia.

Questo in ogni ambito della vita quotidiana: lavoro, studio, opportunità e fisico. Non pensiamo mai a quanto sacrifico c’è dietro quella stessa “fortuna”, che non è altro che il frutto del duro lavoro di coloro che si impegnano fino alla fine per raggiungere i loro sogni/obiettivi, andando al di là delle difficoltà che incontrano nel loro percorso e le critiche che ricevono.

Un bel fisico non è sempre frutto della genetica, ma frutto di disciplina e costanza, di alti e di bassi.

Un bel voto non è frutto di simpatie, ma di studio continuo e di rinunce.

È sbagliato dare per scontato che quelle persone in quel momento siano felici perché o fanno la bella vita o stanno bene con sé stesse perché penso che la ricchezza non faccia la felicità né tanto meno il prototipo di vita perfettissima se entriamo nell’ambito del denaro, né tanto meno la fortuna è sinonimo di gioia perché ogni individuo aspira sempre al meglio non senza provare sofferenza.

Credo che non esista una vita perfetta, ma occasioni che ti mettono alla prova e ti fanno capire se davvero sei disposto ad impegnarti per ottenere ciò che vuoi, resta a te poi saperle cogliere fino a quando non ne hai imparato il vero valore.

Le persone infatti che sanno sfruttarle a loro favore, sono quelle che poi avranno successo.

Avere a disposizione tantissime occasioni e non saperle poi sfruttare al meglio equivale a non avercele proprio. Nessuno si trova a dover percorrere una strada piana, poiché costruiamo tutto ciò che assembliamo di volta in volta, ma che talvolta smontiamo in un processo continuo.

In certi momenti quando ci sembra buio e facciamo più fatica non dobbiamo mai dimenticarci di questo: anche il più piccolo gradino ci sta avvicinando sempre di più al nostro obiettivo.

Ed è molto facile quindi giudicare la vita di qualcun altro non sapendo niente, mettendo da parte la propria, e pensando a come potrebbe essere, senza poi di fatto fare qualcosa per migliorarla. Ad ognuno di noi le possibilità capitano, solo che in diversi momenti, anche quando si pensa di no, in realtà qualcosa c’è sempre.

Il raggiungimento dei proprio obiettivi è infatti un percorso analogo a quello in un labirinto enorme, finché non trovi la strada giusta per saper giungere al termine non fai altro che vagare al suo interno nei vari sentieri, anche se questi alla fine sono propedeutici alla strada finale. Penso che la volontà ci debba sempre essere in ogni momento, perché come abbiamo già detto la strada è molto lunga ma non impossibile, e dobbiamo fare sempre di tutto per arrivare al nostro traguardo, e non distrarci osservando i traguardi altrui.

La fortuna non è niente se presa singolarmente, ma deve essere inserita all’interno di questo percorso.

Ogni vita perfetta in realtà non è altro che un giusto apprendimento delle occasioni che durante il nostro percorso ci sono capitate.



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