• Marco Sabene

Rizzo: "Amazon, una rovina"

Intervista al Segretario del Partito Comunista Italiano.

Marco Rizzo

Segretario, cosa pensa delle multinazionali come Amazon in Italia? “Penso tutto il male possibile, in realtà l’idea dell’e-commerce non è sbagliata ma occorrerebbe anche una piattaforma per i piccoli commercianti dove porre i propri prodotti e questo sarebbe un argomento molto interessante.

Amazon invece ne approfitta in maniera incredibile, imperversa in tutti i Paesi del mondo, usa strumentalmente le fiscalità diverse volute dalla globalizzazione capitalistica, dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti per eludere le tasse, 44 miliardi di euro di ricavi 0 tasse.

Questo è Amazon. È vero, ci sono le assunzioni dei lavoratori ma in numero ridotto rispetto a quelli che perdono il lavoro come le micro imprese che non hanno più la titolarità.

Amazon dunque, per me, pollice verso”. Le tasse non pagate nel nostro Paese che ripercussioni hanno sul territorio? “Queste tasse non pagate hanno ripercussioni su tutto il territorio e su tutta la popolazione.

Intanto perché privano le micro imprese del loro lavoro e come sappiamo sono realtà che costituisco la spina dorsale economica del nostro Paese.

Dall’altra parte obbligano i cittadini italiani a pagare più tasse.

Mentre quegli artigiani che pagavano anche il 70 per cento di tasse hanno perso il loro lavoro, Amazon non paga nulla. In questo modo il monte della fiscalità diminuisce e chi ci rimette siamo tutti noi che dobbiamo pagare anche gli oneri fiscali a cui Amazon non fa fronte”.


Il lavoro, in termini di costi e condizioni, crede che possa tutelare chi viene assunto in queste multinazionali? “I rapporti di lavoro come sempre sono il frutto dei rapporti di forza nella società e le multinazionali oggi vivono il dramma della disoccupazione come una ricchezza per poter assumere e licenziare chi dicono loro e quando vogliono loro e continuare a stressare i lavoratori per tutto il tempo che vogliono. Guardiamo le condizioni di lavoro: bene i braccialetti di lavoro che in qualche modo possono indirizzare i lavoratori ma manca una riduzione dell’orario del lavoro e soprattutto manca un ritocco verso l’alto dei salari.

Le innovazioni vanno a coprire il monte dei profitti di persone come Jeff Bezos.

Questo discorso vale per tutte le multinazionali che sono il danno per la società”.

Eppure alcune amministrazioni locali, come a Colleferro, hanno impostato molta parte della loro campagna elettorale sulle opportunità lavorative create da queste realtà. Di fronte allo strapotere di queste multinazionali si riscontra una totale inadeguatezza e miseria della politica istituzionale anche a livello locale.

Sindaci che lasciano costruire questi enormi capannoni ad Amazon senza controlli magari solo con una semplice licenza edilizia promettendo poi assunzioni che vengono fatte magari per due o tre mesi e consentono ai sindaci in questione di conquistare il 70 o anche il 75 per cento di voti e grazie a queste percentuali stravolgono il risultato delle elezioni! Bisognerebbe andare a sentire quei votanti e quei lavoratori quando queste multinazionali poi decidono di licenziarli! I sindaci prima hanno preso i voti, dopo non dovrebbero uscire di casa.

Le normative fiscali per questi colossi dell’e-commerce cambieranno? “Purtroppo questo dibattito sulla mancata legislazione sulla fiscalità di queste realtà sembra quasi scontato, eppure nessuna forza politica in maniera stringente dalla Lega al Pd passando per i Cinque Stelle chiede con forza una legislazione che perlomeno equipari il piccolo commercio, come tassazione, a questi giganti dell’e-commerce, non lo fa nessuno. Sento ogni tanto Salvini tuonare ma basterebbe che uscisse dal Governo se non è d’accordo, se invece vuole intervenire realmente metta come primo punto del Governo Draghi la fiscalità per le multinazionali.

Ma so che stiamo sognando, fanno tutti parte della stessa medaglia, tante facce diverse ma la medaglia è la stessa”.



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