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Sabelli: sul caso impresa Paolacci ecco quel che ha fatto il Comune

SAN CESAREO. Il Monocolo ha intervistato la sindaca di San Cesareo, Alessandra Sabelli riguardo la questione delle emissioni di rumori, di odori e della liberazione delle polveri in atmosfera prodotte dall’impresa Paolacci Srl.

La situazione grava sulla qualità complessiva della vita dei residenti di Via Campo Gillaro e ad oggi l’Amministrazione Comunale, grazie all’istituzione di un’apposita commissione consiliare, ha imposto alcuni punti che la Paolacci è chiamata a rispettare.

Sindaca, può fornire da un punto di vista istituzionale un quadro d’insieme circa il rapporto tra la Paolacci Srl e i residenti di Via Campo Gillaro?

Io sono diventata sindaca nel giugno 2018 e la Paolacci Srl è un’attività industriale autorizzata dalla Città Metropolitana nel 2010. Dal 2019 i cittadini inviarono diverse segnalazioni relativamente ai rumori e agli odori molesti provenienti dalla zona industriale, prevalentemente dall’impianto di conglomerato bituminoso.

Parliamo di odori forti, sgradevoli, irritanti secondo le segnalazioni avanzate dalla popolazione residente.

I cittadini lamentavano ad esempio fastidio agli occhi. Purtroppo, la molestia odorigena non è, allo stato attuale dei fatti, disciplinata da un quadro normativo specifico e pertanto non possiamo dire se l’odorigeno può configurarsi come un problema soggettivo e variabile a seconda delle lavorazioni e del moto del vento.

Questo problema con le ondate di vento si propagava fino al comune di Colonna. In virtù di tutte queste segnalazioni, nel luglio 2019 sono stato il primo sindaco ad inoltrare un esposto a tutti gli enti competenti, come: Arpa Lazio, ASL Roma 5, Ministero dell’Ambiente, Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) dei Carabinieri, Prefettura di Roma e Consorzio Industriale Prusst San Cesareo.

In materia, cosa ha fatto di concreto Lei e cosa gli enti preposti per risolvere tale dinamica?

Gli enti preposti hanno fatto le loro rilevazioni e analisi sul territorio. In qualità di sindaca, ho sempre richiesto l’intervento di Arpa Lazio che è sempre intervenuta prontamente sul territorio. La centralina venne installata a ridosso dell’impianto Paolacci ma la decisione fu presa proprio da Arpa Lazio sulla base delle rilevazioni dei tecnici.

Da questo dispositivo di rilevazione è emerso che i valori degli inquinanti (PM10, COT e COV, etc…) degli impatti in atmosfera non erano stati superati. Nel 2021 venne l’Arpa Lazio per occuparsi dell’acustica e dei rumori e fece delle analisi in materia rilevando che l’impianto aveva superato la soglia dei limiti consentiti.

In base al verbale che mi fu trasmesso da Arpa Lazio, il 29 luglio 2021 è stata emanata un’ordinanza sindacale proprio per inibire le attività che furono rilevate dall’Arpa Lazio.

Dopo questa ordinanza da Lei emanata, le emissioni acustiche sono andate placandosi o hanno continuato a “perseverare”?

Dopo l’ordinanza sindacale, i cittadini del luogo continuavano a lamentarsi dei rumori, perché è stata inibita soltanto la filiera rilevata nel rapporto di prova di Arpa Lazio.

A questa ordinanza ha seguito anche da parte della proprietà Paolacci un ricorso al Presidente della Repubblica che ad oggi è ancora nella fase istruttoria chiedendo la revoca dell’ordinanza. Allo stato attuale, il provvedimento è ancora in essere in quanto subordinato al Piano di Risanamento dell’Impatto Acustico.

La parte di filiera inibita con l’ordinanza è quella relativa alla lavorazione del misto cementato.

La società Paolacci, secondo quanto indicato dall’ordinanza, ha provveduto a redigere un piano di risanamento acustico. Nel corso di questi anni, abbiamo inoltre istituito in materia una commissione consiliare, per confrontarsi tra Amministrazione Comunale, proprietà, legali e associazioni nel tentativo di trovare un punto d’incontro per risolvere questa problematica che i cittadini vivono.

La problematica si articola in tre punti: sprigionamento degli odorigeni ad oggi non normati da un apposito quadro normativo, emissioni in atmosfera di polveri e impatto acustico.

Durante questi anni, la Paolacci ha messo in atto delle migliorie; infatti, per quanto riguarda l’abbattimento delle emissioni fonometriche, il 10 giugno 2021 la proprietà ci comunicava che aveva installato un silenziatore, un inverter, il cui funzionamento combinato avrebbe permesso un ulteriore abbattimento delle emissioni fonometriche. Inoltre, l’azienda ha installato una serie di filtri per contenere e ridurre le molestie olfattive. Nonostante ciò, i problemi ancora persistono.

Qual è stato il prodotto dell’istituzione della commissione consiliare?

In seguito agli incontri in commissione consiliare, l’Amministrazione Comunale ha richiesto alla proprietà: di installare e di potenziare i sistemi per l’abbattimento dei rumori (pannelli fonoassorbenti e fonoisolanti di ultima generazione) previa una relazione di una corretta mappatura dei rumori, di monitorare costantemente l’impatto olfattivo in aria-ambiente delle emissioni odorigene attraverso l’installazione di strumentazione elettronica, come naso elettronico, di considerare le problematiche inerenti alle lavorazioni dei materiali inerti spostando la zona di deposito in un luogo più consono e più distante dalle abitazioni, in modo da neutralizzare rumori e polveri.

Pertanto, come Amministrazione Comunale abbiamo imposto alla proprietà Paolacci di presentare una proposta di variante per lo spostamento delle lavorazioni degli inerti. In data 26 gennaio 2023, la Paolacci Srl ha inoltrato una variante urbanistica che recepiva le indicazioni date dalla commissione consiliare. È stato dato mandato agli uffici preposti di portare in attuazione questa nuova proposta di variante, che è attualmente in fase istruttoria.

La vecchia variante urbanistica, a cui fa riferimento l’ex assessore alle Attività Produttive Giovannetti, non aveva lo scopo dello spostamento delle lavorazioni per ridurre l’impatto acustico dell’impianto per i residenti di via di Campo Gillaro, bensì nel 2018 il Consorzio Industriale richiedeva il solo accorpamento di due lotti edificabili all’interno della zona industriale. L’Amministrazione Comunale non procedeva, non ravvisandone la pubblica utilità.

In questo modo spero che da parte della popolazione ci sarà soddisfazione. L’impegno che noi avevamo con i cittadini era proprio quello d’installare barriere fonoassorbenti per risolvere il discorso dell’impatto acustico e di cercare di spostare i mezzi per la lavorazione, collocandoli il più lontano possibile dalle abitazioni. Sull’argomento auspico che l’opposizione politica sia favorevole alla nostra proposta, in quanto si tratta di programmi che abbiamo portato avanti proprio con l’opposizione in sede di commissione consiliare. Mi auguro che su queste problematiche la parte politica venga messa da parte, perché risolverle è un vantaggio per tutti. Su richiesta dei residenti della zona, l’Amministrazione Comunale ha proceduto con l’acquisto di centraline che andranno installate in più punti del territorio per il monitoraggio delle emissioni acustiche e per quelle in atmosfera.

Non verranno installate solo nel punto in cui è ubicato l’impianto ma in tutti punti sensibili del nostro territorio che verranno rilevati con un’apposita mappatura.



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