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  • Francesco Balducci

Tony e Valentina alla sfida di New York: una maratona per superare il master

La maratona di New York, tenutasi quest’anno domenica 6 novembre, è un evento che ben si iscrive nella cultura statunitense e che pertanto costituisce un momento di condivisione di valori tra l’opinione pubblica di quei territori.

Si tratta di un’occasione che, quando va in scena, genera tra agli atleti e il pubblico un clima di calore e di forte attaccamento affinché l’evento in questione riesca nel migliore dei modi. Quest’anno hanno preso parte all’appuntamento due persone di Colleferro. Si tratta di Valentina Carroccia e di Tony Nola (Nola Ferramenta) che da circa un anno si stavano preparando fisicamente e mentalmente per ottenere buone performance, ovvero il taglio del traguardo dopo 42,195 Km di percorso, caratterizzato da numerose salite.

La Maratona di New York fa parte di una delle prove da superare del Master seguito dai due atleti, il cosiddetto MICAP (Master Internazionale in Coaching ad Alte Prestazioni).

I due hanno concepito la maratona come una sfida sin dalle sue fasi preparatorie. Raccontano infatti che questa gara è stata preparata lavorando molto sulla coordinazione tra la mente e il corpo; “E’ solo grazie ad un buon coordinamento tra questi due elementi, ad una serie di rinunce anche di natura alimentare, alla determinazione e alla disciplina negli allenamenti, che siamo riusciti a coronare un sogno, ovvero arrivare con tutti gli sforzi sino al traguardo”.

I due vedono l’evento di New York non solo dal punto di vista fisico ma anche sotto il versante comportamentale, nella misura in cui l’evento ha costituito per loro un input per migliorare sia la parte atletica che le parti più soggettive e personali, ovvero il carattere e il comportamento.

Tony Nola ha anche evidenziato come l’evento di New York si inscrive perfettamente nella cultura e nel calore statunitensi: “Avevo percorso 41,5 Km e mancavano solo 700 metri al traguardo - ha aggiunto Tony Nola - quando mi sono fermato privo di forze. A darmi la carica per terminare la gara - prosegue Tony - hanno contributo due fattori: il mio pensare rivolto all’anno di preparazione e di rinunce che mi ha portato ad avere una corretta sintonia tra mente e corpo e il pubblico della maratona che mi urlava Go Tony”. I due maratoneti lanciano anche un messaggio intorno alle loro prestazioni; “Correre una Maratona è qualcosa che tutti dovrebbero provare almeno una volta, perché allena il fisico, la mente e il cuore. Questo ci aiuta ad affrontare le continue sfide che la vita ci pone davanti. Ci deve essere però un prerequisito a monte ovvero la sintonia tra mente e corpo; se ad esempio il corpo è allenato ma la testa è da un’altra parte non si parteciperà mai a questo tipo di eventi e viceversa. Ci vuole tanto allenamento fisico quanto mentale e bisogna affidarsi anche ad un mental coach che ti dà la carica, dicendoti ce la puoi fare”.

Tony Nola e Valentina Carroccia ringraziano il team maratona del MICAP e Laila Soufyane per averli seguiti negli allenamenti, Nola Ferramenta per aver dato loro la possibilità di partecipare all’evento.



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