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Trasferimento IPIA, una scelta sbagliata


COLLEFERRO - Un intero quartiere di Colleferro in rivolta, il malcontento è tangibile a Colle d’elefante.

I cittadini colleferrini si sono attivati per rivolgersi al Sindaco di Colleferro con una raccolta firme invitandolo a riconsiderare una decisione che negli ultimi anni è stata spesso al centro di discussioni, proclami e polemiche, spesso fondate su informazioni lacunose e inaccettabili rivisitazioni della storia.

L’oggetto della discordia è il trasferimento del plesso scolastico IPIA attualmente ubicato sulla S.P. Palianense nel quartiere Colle dell’Elefante (Colle del Pantanaccio) sulle rovine dell’Ex Centro Anziani; sono già iniziati infatti i lavori demolizione di una struttura importante, e purtroppo mai utilizzata, per cui sarà necessario un investimento di qualche milione di euro nonché notevoli ampliamenti edilizi per poterla trasformare in un complesso che possa definirsi una scuola moderna.

Occorre ripassare un po’ la storia:

· L’immobile di via del Pantanaccio, dove si è deciso di traslocare gli studenti dell’Ipia, nasce negli anni Ottanta per iniziativa dell’allora amministrazione di sinistra come Centro Anziani grazie ad un finanziamento pubblico (Ministero delle Finanze).

· L’insorgere di un contenzioso amministrativo tra il Comune e la proprietà dei terreni ne bloccò per lungo tempo la realizzazione, ad appalto assegnato.

· Negli anni Novanta l’amministrazione di destra riuscì a sbloccare la situazione e a realizzare l’opera. Preoccupava, però, la destinazione d’uso, i costi di gestione sarebbero risultati assolutamente insostenibili per le casse comunali di quel tempo. Si sondarono altre vie per un uso dell’immobile più consono e meno dispendioso. Tra le varie ipotesi, si delineò la possibilità di utilizzare il fabbricato, dotato di mini-alloggi, palestre, bagni, aree attrezzate per fini sanitari, come Centro oncologico di eccellenza. Furono avviate trattative con Università e Istituti di ricerca.

· Purtroppo, negli anni successivi, quelle trattative – alcune giunte a buon punto – si arenarono, rendendo gli sforzi profusi per poter realizzare l’opera vani con un unico risultato: il totale abbandono del patrimonio pubblico per anni, senza alcuna azione per valorizzare, sfruttare la struttura a favore della collettività, per il bene comune.

Invece:

· L’istituto scolastico realizzato sulla Palianense fu progettato dalla Provincia nell’ambito di un piano articolato che prevedeva la costruzione di ben 11 scuole superiori nell’area metropolitana di Roma. Tutte opere realizzate - con cura meticolosa nella scelta dei materiali e delle nuove tecnologie, con laboratori, spazi sportivi e biblioteche - adottando procedure amministrative legittime e innovative che prevedevano il concorso di investimenti pubblici e privati con ricadute positive per la collettività e la stessa Provincia: le scuole furono realizzate in larga parte con investimenti privati e locate all’Ente pubblico (Provincia) con l’obiettivo di passare alla proprietà pubblica dopo tre anni: gli stabili potevano essere riscattati a prezzi convenzionati, rapportati al costo di costruzione, senza oneri aggiuntivi.

· Tuttavia la Provincia di Gabarra e poi di Zingaretti non ha mai proceduto all’acquisto dell’Ipia di Colleferro secondo i parametri contrattualmente concordati, scegliendo invece di continuare a pagare per anni il canone di locazione, evitando di acquisire al patrimonio pubblico un bene di rilevante interesse.

· In molti hanno contestato nel tempo la vicinanza della scuola alla discarica di Colle Fagiolara, ma l’ubicazione dell’Ipia sulla Palianense fu dettata dalla dislocazione, in quel quadrante territoriale, del sistema logistico integrato (Slim), con lo scopo di avvicinare l’istituto professionale al sistema delle nuove imprese che si andava sviluppando proprio in quell’area, integrando impresa e formazione professionale per garantire crescita e occupazione.

Poi:

· Nel maggio 19 il Consiglio Comunale di Colleferro approvava la progettazione e la realizzazione della nuova sede dell’IPIA con l’utilizzo dell’ex Centro Anziani comunale di Colle dell’Elefante con l’obiettivo di aumentarne l’accessibilità e la fruibilità mediante il trasferimento all’interno dell’area urbana di Colleferro. Il progetto prevede notevole ampliamento per realizzare le strutture necessarie alla scuola, come palestra, biblioteca, mensa, e una spesa di qualche milione di euro.

Dopo quattro anni.... stanno iniziando i lavori...e la preoccupazione per tale scelta cresce in città, specie nel quartiere interessato dal progetto, per la compromissione che la realizzazione programmata porterebbe allo stato dei luoghi, per i problemi di viabilità e di sicurezza che sorgeranno in una zona assolutamente residenziale, e che sembrano non essere oggetto di valutazione e risoluzione da parte delll’Amministrazione.

Infatti il nuovo quartiere di via Fontana dell’Oste nacque in base ad un piano integrato di sviluppo, con determinate caratteristiche di qualità e densità abitativa, che verrebbe completamente alterato e inficiato, e - non ultimo - “mortificato” anche in termini di valore immobiliare.

La scelta del trasferimento dell’IPIA a Colle dell’Elefante per i residenti, e non solo, appare ingiustificata anche alla luce dei necessari spazi e servizi richiesti da una moderna edilizia scolastica. Spazi e servizi che, al contrario, sono presenti nel plesso ubicato sulla S.P. Palianense.

In molti sono preoccupati anche per questi stessi lavori di ampliamento che eroderebbero le zone rimaste verdi, rendendo ancora più impattante una costruzione già imponente rispetto ai villini e altri edifici residenziali.

I residenti saranno ascoltati dal Primo Cittadino o rimarrà ancora il silenzio sulla questione, dopo tanti proclami e post di Facebook ?



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