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Zona 167, abitanti furiosi tra disagi e ricorsi legali

VALMONTONE. Tra mille difficoltà e lungaggini burocratiche il progetto di urbanizzazione della zona 167 di Colle della Vecchia, progetto voluto dalla attuale Amministrazione Comunale, sembra non vedere ancora la luce in tutti i sensi, si perché la zona risulta ancora al buio data la mancanza d’illuminazione che però è solo uno degli ingenti problemi che gli abitanti di questo quartiere stanno sopportando ormai da tempo, con non pochi risvolti in termini di sicurezza della zona e disagio urbanistico.

Infatti, pur essendo stato delineato solo il tratteggio della pubblica illuminazione e del nuovo percorso viario, mancano ancora all’appello la rete di distribuzione del gas metano, nonché la realizzazione degli impianti fognari. Inoltre, urge la realizzazione della rete elettrica in grado di permettere alle famiglie di staccarsi dalle “utenze di cantiere”, che stanno producendo ingenti danni sia in termini economici (dette utenze sono costosissime) sia in termini di “guasti” dovuti ai continui sbalzi di corrente in numerose abitazioni (elettrodomestici, pompe di calore, impiantistica varia ecc.). Peraltro, le suddette utenze di cantiere non consentono la messa in funzione degli impianti fotovoltaici di cui ogni palazzina è munita. Con la precedente intervista avevamo auspicato un “allineamento” di intenti tra Amministrazione Comunale e forze di opposizione in considerazione del bene supremo rappresentato dal doveroso tentativo di rendere tutti i cittadini simili e con pari dignità. Sforzi che le varie parti politiche dovrebbero fare anche andando oltre quelle che sono le esigenze elettorali connesse alle prossime elezioni amministrative di Valmontone. “Noi della 167, al momento, siamo cittadini di serie “B” e continuiamo con forza a chiedere di essere considerati al pari degli altri”.

Così si è espresso Raffaele Rizzo, Presidente del Comitato di zona Colle della Fontana Vecchia, nuovamente intercettato da noi per avere notizie circa l’evolversi della situazione. “Siamo consapevoli che la “disputa” politica sia materia viva e pulsante ma, considerando che le liste elettorali ad oggi conosciute sono composte da persone che conoscono profondamente le nostre problematiche, anche perché, fino a poco tempo addietro, parte attiva nella gestione amministrativa dalla città, siamo fiduciosi che la questione “167” non venga utilizzata per meri interessi elettorali” .

Prosegue ancora affermando: “il Comitato di quartiere mantiene contatti con l’amministrazione, continuando a ricevere rassicurazioni sulla effettiva partenza fisica dei lavori”.

Allo stato, anche in considerazione degli atti compiuti dalla Amministrazione, sembrerebbe quindi garantito il mantenimento degli impegni presi nei confronti dei cittadini della 167.

Tuttavia, a seguito di tali informazioni, ci siamo recati sul posato per verificare lo stato di avanzamento dei lavori, sperando di constatare concretamente la ripartenza effettiva e lo stato di avanzamento dei lavori nella zona.

Con grande rammarico, al nostro arrivo sul posto, notiamo solo la presenza di qualche materiale edile depositato sul terreno, ma nel complesso la zona risulta ancora in profonda stasi ed in generale non molto diversa da come l’avevamo lasciata ormai svariati mesi fa. Non siamo ancora a conoscenza degli sviluppi dei contenziosi legali tra l’Amministrazione Comunale ed il Consorzio delle Cooperative.

Purtroppo, da quanto ci è dato apprendere, i rapporti tra le parti sembrerebbero ancor più tesi.

Al riguardo, le famiglie della 167, continuano a mostrarsi stupite dall’atteggiamento di chiusura da parte delle cooperative, pur detenendo, le stesse, il denaro che i cittadini hanno loro affidato in sede di rogito.

Così si esprimono alcuni abitanti del quartiere intercettati da noi durante il sopralluogo. “il danno maggiore, in questo ambito, lo stanno subendo gli stessi cittadini” Ci chiediamo a questo punto quanto ancora dovranno aspettare gli abitanti della 167 per far definitivamente luce sulla questione, e soprattutto, per assistere all’ultimazione delle opere.

L’auspicio, come più volte ribadito, è quello che i diritti di queste persone, ormai stanche e sfiduciate dalla faccenda, non si riducano a semplici “slogan elettorali” del momento.

Noi, ormai da tempo appassionati e vicini alla faccenda, torneremo su questa annosa vicenda urbanistica, sperando che nel frattempo la politica locale restituisca centralità alla questione e non perseveri a lasciare “nel buio” le speranze degli abitanti della zona.



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