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Speciale Elezioni Segni. La nuova Segni, perla dei Lepini

Aggiornamento: 7 mag 2023

Pubblichiamo il programma elettorale del nostro direttore Silvano Moffa, candidato Sindaco nel Comune di Segni


La Comunità di Segni, la Perla dei monti Lepini, merita molto più di quel che ha ricevuto negli ultimi tempi. Secoli di storia, tradizioni, di vita nei campi, di abili artigiani e formidabili massaie, un passato ricco di personalità illustri, di Papi e Cardinali, di figure imponenti del mondo ecclesiastico e religioso, di nobili, condottieri, poeti, scrittori, artisti, illustri professionisti, il suo stesso paesaggio incastonato nei monti la cui bellezza rapisce lo sguardo, ne fanno uno scrigno incantevole e delicato. Una Perla, appunto, adagiata sui clivi e sui colli. In questo ambiente prezioso e raffinato, la Comunità ha subito la progressiva perdita di presidi istituzionali, scolastici, religiosi, riferimenti di una collettività molto più vasta. Una perdita di “valore”, che ha segnato il territorio, creato disagi alla cittadinanza, ridotto drasticamente servizi e funzioni. Nel turbinio di una modernità che corre veloce, la città appare ferma, in declino, sconfortata. Eppure, a Segni, in ogni angolo, in ogni pietra, nei suoi vicoli, nelle sue porte, nei suoi archivi, nelle sue biblioteche, nelle sue chiese pulsa il respiro della sua antica grandezza. L’identità dei luoghi, la civiltà dei suoi abitanti, lo spirito di accoglienza, il fermento dei giovani, la saggezza degli anziani sono il terreno su cui costruire la NUOVA SEGNI.

Come? Con quali mezzi? Con quali progetti? E’ quel che ci apprestiamo a sottoporre alla vostra attenzione, cari cittadini, in vista del rinnovo dell’Amministrazione Comunale. Idee e proposte che qui riassumiamo per grandi linee, ma che troveranno definizione compiuta nell’ AGENDA URBANA, la cui elaborazione costituirà la base della pianificazione territoriale strategica e dell’accesso ai fondi statali, regionali, europei, della Città metropolitana. Questo documento servirà a incanalare risorse, fornire indirizzi, orientare scelte. Sarà la base della individuazione delle criticità da superare e delle opportunità da cogliere per restituire anima, passione, protagonismo, centralità alla città. Interventi mirati per la riqualificazione e il recupero del Centro Storico, per il risanamento, la manutenzione straordinaria e il riuso di edifici lasciati spesso vuoti e nell’incuria, per la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico, per il recupero del patrimonio edilizio del Comune da parte di soggetti privati, il miglioramento dei servizi urbani, il consolidamento degli edifici storici.

Liberare il Centro storico dalle auto, realizzando aree di parcheggio adeguate, ottimizzare l’uso delle abitazioni sfitte creando un sistema alberghiero diffuso, curare l’arredo urbano con professionalità e gusto, dotando la città di un impianto di illuminazione capace di esaltare il pregio architettonico dei palazzi storici, delle chiese, dei monumenti, delle mura ciclopiche significa offrire ai residenti e allo sguardo dei visitatori un quadro sontuoso e affascinante della città antica. Recuperare alle piccole e medie attività commerciali e artigianali spazi, locali e luoghi di esercizio significa rianimare vicoli, piazze, restituire calore, accoglienza. Delocalizzare le antenne significa rispettare l’ambiente e la salute dei cittadini esposti all’inquinamento elettromagnetico.

A che cosa serve avere i castagneti più belli d’Italia e il marrone segnino che è un’autentica eccellenza se poi si fa poco o nulla per promuoverlo, trasformarlo, commercializzarlo, dotandolo di etichettatura di qualità? A che cosa serve avere ancora pascoli superbi, una pastorizia fiorente e prodotti locali di assoluta qualità se non si riesce a fare sistema, ad alimentare una economia di scala e tradurre in effettivo valore il potenziale di cui dispone il territorio? A che cosa serve possedere un paesaggio incantevole, un ambiente salubre e incontaminato, una cornice montuosa e sentieri percorribili se non si riesce a rendere ricettivo e confortevole il territorio offrendo itinerari, luoghi di ospitalità, moderne attrezzature per lo svago, il tempo libero, lo sport, e quant’altro oggi sia proponibile per attrarre turismo? Si impone una domanda di qualità urbana. La qualità urbana rappresenta la sintesi di molteplici istanze: ambientali, economiche, sociali, relazionali. E’ una componente inscindibile della qualità della vita, è un valore non più negoziabile. Ne consegue l’urgenza di mettere mano alla risoluzione di problemi che angosciano e rendono difficile la vita degli abitanti. Dalla sistemazione della via Traiana ai lavori quasi terminati nella scuola elementare, alla mancanza di un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti alla carenza di approvvigionamento idrico in alcune parti del Paese, all’assenza di servizi e infrastrutture pubbliche nella zona a valle, punteggiata da un’urbanizzazione frammentata e sconnessa, episodica e non coordinata: sono soltanto alcuni degli elementi su cui si dovrà agire con tempestività.

La mancanza di un moderno regolamento edilizio, di un abaco edilizio, di un piano del colore, di un piano integrato di ricucitura del territorio a valle, che ne armonizzi il profilo con le linee collinari, e realizzi servizi appropriati per i residenti oltre ad attività e progetti per il tempo libero e i giovani sono fattori su cui lavorare per invertire il processo di depauperamento del territorio. Rimuovere alcune paratie burocratiche e affermare un sistema di gestione amministrativa efficace ed efficiente, rapido nelle decisioni e risolutivo nelle realizzazioni delle opere, sono azioni di governo su cui incardinare l’organizzazione del Comune. Come pure prestare attenzione alla sicurezza; offrire sostegno ai più deboli, ai più fragili, alle famiglie in difficoltà, alla cura e all’assistenza delle persone anziane. La scommessa di futuro, il suo lato più impervio ma anche più creativo, è pensarlo con gli occhi del presente, tradurlo nella sensibilità di oggi, metterlo in correlazione con la tecnologia di cui disponiamo.

Il fascino di Segni passa dalla sua forza di seduzione, nel significato letterale di condurre a sé. Segni ha bisogno del suo racconto per ritrovare anima e corpo. E ha bisogno, soprattutto, dei suoi giovani, dei suoi anziani, delle sue donne e dei suoi uomini, di un popolo intero che non vuole rassegnarsi al declino e che sente pulsare nelle vene il fuoco ardente del riscatto, dell’orgoglio. Tra orizzonte globale e umanesimo locale nasce la sfida della Nuova Segni. Una sfida da cogliere con umiltà, esperienza, impegno, passione, amore e idee. Il cammino è appena cominciato.

IL CENTRO STORICO

Il CENTRO STORICO è il cuore antico della città, il luogo della memoria, della cultura, della sedimentazione di tradizioni e stili di vita; è lo scrigno in cui si racchiudono i segni identitari, quel legame con il passato, con la sua bellezza architettonica, i suoi vicoli silenziosi e suggestivi, le icone, gli archi, i portoni, i sampietrini sul selciato. E’ la CITTA’ OPERA D’ARTE. E come tale va preservata, riqualificata, recuperata nelle strutture materiali e nel tessuto sociale. La legge regionale n.9 del 7 agosto 2020 (Tutela e valorizzazione dei piccoli comuni) contiene elementi e incentivi per

calibrare interventi efficaci sia per la riqualificazione del centro storico sia per rimodellare e ricucire gli spazi urbanizzati dell’intero territorio, per contrastare lo spopolamento e l’abbandono, per promuovere attività turistico-ricettive, sportive e favorire il sostenibile sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale di Segni. L’istituzione di un UFFICIO EUROPEO potrà essere il riferimento costante per intercettare risorse europee, sviluppare partnership, agevolare il privato-investitore, realizzare progetti e opere socialmente rilevanti, costituire legami con circuiti universitari e centri di formazione al fine di ampliare le opportunità di crescita e di occupazione dei giovani. La normativa nazionale e quella regionale salvaguardano l’insediamento dei piccoli comuni come presidio del territorio e risorsa per lo sviluppo delle piccole imprese e del turismo.

A tal fine l’attività amministrativa va orientata alla semplificazione degli adempimenti e delle procedure, un’azione che va di pari passo con l’adeguamento della struttura, l’organizzazione degli uffici comunali e la formazione del personale. Nell’ambito della strategia di green community, prevista dalla L.28 dicembre 2015, n.221 si possono individuare le direttrici per valorizzare, conservare o risanare gli edifici, pubblici e privati, ricadenti nel centro storico, anche attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile. Come pure si possono sviluppare programmi per l’acquisto e la riqualificazione di terreni, al fine di prevenire le cause dei fenomeni di dissesto idrogeologico e la perdita di biodiversità, assicurare l’esecuzione delle operazioni di gestione del bosco, anche di tipo naturalistico, nonché la bonifica dei terreni agricoli e forestali e la regimazione delle acque, compresi gli interventi di miglioramento naturalistico e di ripristino ambientale. Va altresì studiata e introdotta la RESIDENZA ATTIVA per arginare lo spopolamento e agevolare la rigenerazione urbana, ossia una forma di incentivazione per coloro che intendono avviare un’attività imprenditoriale o recuperare, anche a fini abitativi, beni immobili appartenenti al patrimonio storico e culturale. Attraverso una fiscalità locale agevolata ed altre forme di contribuzioni si può rianimare il centro storico e rendere attrattivo l’intero territorio.

Vi è poi l’aspetto delle attività culturali che, insistendo nei centri storici, testimoniano la storia della città. Esse sono certamente il più rilevante indizio di vitalità del luogo. Conservarle e incrementarle impedisce che il centro storico diventi una sorta di museo a cielo aperto. In questo senso vanno ricalibrate e potenziate anche alcune sagre e festività, facendone un fattore di richiamo a forte impatto sia per i residenti sia per i non residenti. Particolare attenzione va posta al sistema scolastico, il cui dimensionamento va ripensato in funzione delle caratteristiche di sviluppo del territorio e delle nuove professioni legate all’avvento delle nuove tecnologie. Una scuola alberghiera, laboratori di eccellenza per la trasformazione del marrone, sistemi di sostegno delle start up nel campo dell’agricoltura, dell’ambiente, del turismo, delle attività del tempo libero e della cura della persona, scuole per l’artigianato sono tutte articolazioni formative assenti nel territorio che, al contrario, andrebbero realizzate per aprire nuovi spazi occupazionali, soprattutto per i giovani.

CORSO VITTORIO EMANUELE E PIAZZA RISORGIMENTO

In questa parte della città occorre realizzare un parcheggio parallelo a Corso Vittorio. Un’opera che consentirà di rendere isola pedonale Piazza Risorgimento, trasformandola in luogo accogliente, un vero punto di ritrovo.

LA VALLE

Se c’è una zona che va completamente ripensata, ricucita, riequilibrata, dotata di servizi e di infrastrutture essenziali è la zona a valle. Qui si è sviluppata una edilizia residenziale frammentata ed episodica, si sono impiantate realtà commerciali e piccole aziende di un certo valore. Il tutto privo di un disegno urbanistico organico.

Attraverso il ricorso a piani integrati e particolareggiati si possono migliorare sensibilmente le condizioni di vivibilità e la qualità complessiva dell’area. Intanto, si tratta di un territorio vasto e morfologicamente complesso cui va data una identità. Non può continuare ad essere considerato una sorta di appendice periferica di Segni, quasi un corpo estraneo. Identità significa riconoscerne il valore, dargli un nome, fargli assumere la dignità di quartiere. Il nome antico di Sacriporto potrebbe richiamarne la storia. E accanto alla denominazione del quartiere va definita l’intera toponomastica, superando le vecchie denominazioni rurali scandite dai numeri delle “traverse”.

Occorre intervenire rapidamente per dotare l’area di infrastrutture adeguate: illuminazione, impianto idrico e fognario. Vanno messe in sicurezza le strade e realizzate nuove arterie nelle zone urbanizzate. Vanno creati larghi e piazze che armonizzino l’insieme e conferiscano al quartiere una sua moderna fisionomia. In quest’ambito va riqualificata l’area della Chiesa e della Scuola, dotandola di un polo di aggregazione e di socializzazione per giovani e anziani, di spazi per lo sport e il tempo libero. Sarà importante rendere l’accesso alla scuola più sicuro, creando zone di parcheggio a ridosso dell’immobile. Come lo sarà realizzare un ufficio comunale per il disbrigo delle pratiche correnti dei residenti e destinare un edificio pubblico al Comitato dei residenti, facendone un luogo di incontro, di studio, di elaborazione di idee per il miglioramento del quartiere. Dovranno essere individuati spazi per realizzare aree verdi attrezzate per i bambini, un parco tematico per i giovani, aree destinate a spettacoli all’aperto o per spettacoli itineranti.

qualitativo dell’offerta rendendola composita e ricca di opportunità, occorre sostenere le associazioni che si occupano di ambiente e territorio, rafforzare e curare una rete di percorsi, sentieri, itinerari, promuovere la formazione di guide e di cooperative giovanili.

IL MARRONE

“Prendete una caldarrosta e un marron glacé, osservateli attentamente, assaggiateli e tastatene con cura il sapore. E’ così che inizia il viaggio alla scoperta delle differenze tra castagne e marroni. Perché, se qualcuno crede ancora che si tratti della stessa cosa, si sbaglia. Si pensi che già nel 1939 esisteva un decreto Regio che ne metteva nero su bianco la distinzione” (da La cucina italiana). Bastano queste poche righe per descrivere l’importanza di questo nostro prezioso prodotto: il Marrone segnino. Un prodotto che va tutelato, rilanciato, trasformato, venduto. La denominazione PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) va mantenuta, ma va cercata una ulteriore e più forte denominazione che ne faccia risaltare qualità e specificità, confermando il dato di prodotto biologico.

In questo contesto, potrebbero essere introdotti nuovi studi scientifici ad hoc promuovendo specifici corsi scuola-lavoro per gli studenti, un laboratorio per la trasformazione del prodotto (farina e derivati, creme, marmellate etc.). Per la commercializzazione del Marrone bisogna favorirne la presenza nei punti di distribuzione di rilevanti mercati ortofrutticoli e in quelli che ne tutelano l’origine geografica, come Eataly. Il prodotto va pubblicizzato con una campagna mirata, lanciato nel circuito mediatico e sostenuto con eventi locali di forte richiamo.

ASSOCIAZIONI E SPORT

A Segni operano molte associazioni, testimonianza di un fermento partecipativo e di un impegno civico di assoluto livello. Nel campo culturale, teatrale, musicale, sportivo e non solo si registrano attività che spesso hanno svolto un ruolo di supplenza rispetto alla stasi amministrativa. Bisogna recuperare un rapporto virtuoso e collaborativo tra Comune e associazionismo, vero volano del terzo settore e richiamo per una gioventù volitiva e intraprendente.

Si tratta, in questo ambito, di introdurre agevolazioni per lo svolgimento degli eventi curati dalle associazioni soprattutto sul piano delle imposizioni, dei balzelli locali, dello snellimento delle procedure per l’ottenimento delle autorizzazioni. Il recupero e la riqualificazione di alcuni edifici pubblici (Le Sacramentine, il vecchio Ospedale) potrebbero offrire l’opportunità di destinarli alle associazioni e di attrezzarli per altri scopi di interesse pubblico (Polo archivistico comunale, Esposizione permanente delle opere degli artisti locali, alcuni di fama internazionale). La stessa Pro Loco potrebbe coordinare eventi e iniziative per allestire un Cartellone stagionale da diffondere in tutto il Lazio. L’estate Segnina dovrebbe diventare un appuntamento costante e rilevante, di assoluto richiamo per l’intero comprensorio, arricchito dalle sagre, dalle ricorrenze religiose, dalle manifestazioni sportive, dalle esposizioni artistiche, dagli eventi teatrali e via dicendo. Così pure nel periodo natalizio vanno organizzati eventi di richiamo e rilanciate in grande stile le Calecare di San Giuseppe.

Per quanto riguarda lo sport, Segni, con le sue articolazioni societarie e le sue storiche presenze in alcuni settori, dal rugby al calcio al tennis, presenta delle vere eccellenze. Gli impianti si trovano in un luogo incantevole. Vanno manutenuti e migliorati, riqualificando la viabilità e i parcheggi come previsto dal PRG.

Soprattutto ne va regolamentato l’uso e vanno promosse e sostenute tutte le attività, anche le minori. L’ubicazione degli impianti, la loro tenuta, oltre le qualità ambientali consentirebbero anche di promuovere la città di Segni come sede ideale per i ritiri estivi delle squadre professioniste. Ne gioverebbe la città in termini di prestigio e si avrebbero ricadute positive per le attività ricettive e commerciali del posto.

LA CURA DELLA PERSONA

La salute dei cittadini è un fattore sul quale richiamare l’attenzione. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nell’ambito della missione 6 Salute “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza territoriale sanitaria”, sostiene gli investimenti volti a rafforzare la capacità di erogazione di servizi e prestazione sul territorio, destinati in modo particolare alla popolazione con cronicità.

Ciò comporta, ad esempio, l’estensione dell’assistenza domiciliare, il coordinamento tra la medicina generale, la specialistica territoriale e la specialistica ospedaliera, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con i servizi socio-sanitari. Per questi fini va ampliato l’attuale centro socio-sanitario con l’attiguo edificio sede della Scuola materna (che dovrebbe essere trasferita presso l’I.T.S. Nervi). Per ciò che attiene alla disabilità, la valutazione multidimensionale fondata sull’approccio bio-psico-sociale, attivabile dalla persona con disabilità o da chi la rappresenta, consentirà sempre più di fruire di sostegni e benefici per rispondere ai bisogni di salute e di tutela dell’individuo.

I percorsi assistenziali debbono essere integrati tra loro in una logica di sistema e di offerta integrata dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali, con il contributo dell’associazionismo e del terzo settore, per favorire e mantenere l’inserimento nella comunità dei pazienti con sufficienti capacità relazionali e di autonomia personale.

La presa in carico degli utenti attraverso progetti terapeutici individuali supportati da strumenti innovativi, alla luce dell’integrazione socio-sanitaria, consente di organizzare la rete dei servizi sanitari territoriali e definire il raccordo con l’area ospedaliera, per la continuità delle cure e la gestione delle fasi di transizione.

E’ fondamentale promuovere interventi di prevenzione primaria, dedicati alla popolazione sana, e di prevenzione secondaria, mediante il riconoscimento di situazioni a rischio, la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo.

Riguardo i servizi di prossimità, i servizi territoriali devono intervenire nel contesto di vita del paziente, avvalendosi anche, quando opportuno, dell’utilizzo degli strumenti di comunicazione a distanza.

Anche le persone con sofferenza psichica devono essere incluse. L’analisi di contesto del profilo demografico e di salute della popolazione è il baricentro su cui tarare ogni azione di prevenzione e tutela della salute, mirata alla riduzione delle diseguaglianze nell’accesso alla cura.

E’ importante promuovere programmi di sorveglianza della salute per la pianificazione e il monitoraggio degli interventi.

E’ inoltre importante attivare servizi sociosanitari, ad accesso diretto e gratuito, volti al sostegno della natalità e della genitorialità, della famiglia, dell’età evolutiva e degli adolescenti, perché una società che non guarda al futuro ha perso la speranza.



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